Cervello più sano può essere più resiliente all’Alzheimer precoce

Uno studio ha scoperto che un cervello sano può proteggere le capacità di pensiero e di memoria dai primi effetti dell'Alzheimer.

healthy brain

 

La demenza è attualmente la principale causa di morte in Australia e il morbo di Alzheimer (MA) è la sua forma più comune, rappresentando oltre il 70% dei casi. Il MA è una malattia progressiva del cervello in cui le capacità cognitive declinano gradualmente, portando a disturbi della memoria e delle capacità di pensiero. Tuttavia, alcune persone mantengono elevati livelli di funzione cognitiva anche se il loro cervello mostra i primi segni della malattia. Nello specifico, alcuni anziani hanno patologie cerebrali legate al MA, ma non presentano problemi cognitivi evidenti.

Uno studio collaborativo tra l'Università di Murdoch di Perth (Australia) e AdventHealth di Orlando (Florida/USA) ha indagato sul motivo per cui alcune persone rimangono cognitivamente sane nonostante i primi cambiamenti cerebrali legati al MA.

"Il nostro studio ha esaminato il motivo per cui alcuni cervelli erano più resilienti di altri e se fattori come l'istruzione delle persone, lo stato socioeconomico e la salute del cervello fanno la differenza", ha affermato l'autore principale, la dott.ssa Kelsey Sewell, della Murdoch University. “Comprendere questi fattori protettivi potrebbe aiutarci a sviluppare strategie più tempestive e mirate per ridurre al minimo gli effetti della malattia sulla memoria e sulle capacità di pensiero”.

Il gruppo di ricerca ha analizzato dati raccolti dai ricercatori dell'AdventHealth su oltre 600 anziani degli Stati Uniti tra 65 e 80 anni di età, che vivevano in modo indipendente e non presentavano segni di demenza o disturbi della memoria. Hanno usato esami del sangue e scansioni MRI per valutare i cambiamenti precoci legati al MA e la salute generale del cervello, hanno esaminato fattori sociali e di vita come anni di istruzione, reddito, risparmi e sicurezza finanziaria e hanno condotto test cognitivi misurando memoria, attenzione, velocità di elaborazione, memoria di lavoro e funzioni esecutive.

"La nostra scoperta principale è stata che mantenere una buona salute generale del cervello può aiutare a ridurre l'impatto dei cambiamenti legati al MA sulla funzione cognitiva", ha detto la dott.ssa Sewell. "Abbiamo anche osservato le prime prove che le persone con uno status socioeconomico più elevato possono essere meno colpite dai cambiamenti legati al MA in termini di memoria, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per confermare questa relazione".

La dott.ssa Sewell ha affermato che l’obiettivo principale per il pubblico è fare tutto il possibile per mantenere un cervello sano:

"Cose come esercizio fisico, dieta sana, dormire bene e individuare nuove sfide cognitive possono aiutare a mantenere un cervello sano. Non è mai troppo tardi, né troppo presto per iniziare", ha affermato. “Questi risultati sottolineano la necessità di un’azione coordinata tra ricerca, politica e industria per progettare ambienti che supportino scelte più sane e promuovano la salute del cervello a livello di popolazione”.

 

 

 


Fonte: Murdoch University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: KR Sewell, [+19], KI Erickson. Cognitive and Brain Reserve as Modifiers of Early Alzheimer Disease–Related Cognitive Vulnerability. Neurology, 2026, DOI

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