Alzheimer: più proteina CAP2 all’inizio può proteggere sinapsi e deficit cognitivi

Uno studio preclinico dell'Università Statale mostra che aumentare nelle fasi iniziali della malattia i livelli della proteina CAP2 nel cervello potrebbe contribuire a preservare la struttura e la funzione delle sinapsi. 

R Stringhi et al Molecular Therapy

Il declino cognitivo causato dal morbo di Alzheimer (MA) non dipende soltanto dall’accumulo delle proteine patologiche tipiche della malattia, ma è strettamente legato alla perdita di funzionalità delle connessioni sinaptiche: un processo che inizia molto prima della comparsa dei primi sintomi clinici. Ora, un nuovo studio, coordinato da Ramona Stringhi e Silvia Pelucchi, rispettivamente assegnista e ricercatrice in Farmacologia del dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università Statale di Milano, ha preso in esame le fasi iniziali della malattia, con l’obiettivo di prevenire il danno alle sinapsi e rafforzare la capacità delle reti neuronali di mantenersi funzionali nel tempo. 


Al centro della ricerca, pubblicata su Molecular Therapy, c’è una proteina chiamata Cyclase-Associated Protein 2 (CAP2),coinvolta nel controllo del citoscheletro di actina, una rete di filamenti proteici presenti nel citoplasma delle cellule, che svolge un ruolo fondamentale per le cellule, in particolare per la forma e la stabilità delle spine dendritiche, piccole protrusioni fondamentali per la trasmissione sinaptica e la plasticità del cervello. Quando il citoscheletro si altera, anche la struttura e la funzione delle sinapsi possono essere compromesse. 


Studi precedenti nel MA hanno mostrato livelli di CAP2 ridotti nell’ippocampo, una regione del cervello essenziale per la memoria: questo dato suggerisce che la diminuzione della proteina possa contribuire alle alterazioni precoci delle connessioni neuronali. Partendo da queste osservazioni, le ricercatrici e i ricercatori hanno ipotizzato che aumentare i livelli di CAP2 possa aiutare a proteggere le sinapsi. L’ipotesi è stata testata su modelli di malattia aumentando i livelli della proteina in una fase molto precoce della malattia, prima della comparsa dei sintomi.


Nelle fasi successive, è stato quindi valutato se l’intervento fosse in grado di preservare la funzione delle sinapsi e le capacità cognitive. Parallelamente, grazie alla collaborazione con la piattaforma di microscopia UniTech NOLIMITS dell’Università degli Studi di Milano, è stato sviluppato un metodo avanzato di analisi tridimensionale che ha permesso di osservare, con grande dettaglio, in modelli cellulari come CAP2 interagisce con altre proteine nelle sinapsi e come contribuisce a mantenerne l’organizzazione.


“I risultati mostrano che il ripristino dei livelli di CAP2 aiuta a prevenire le alterazioni del citoscheletro e della struttura dinamica delle spine dendritiche, due eventi chiave nel deterioramento della funzionalità delle sinapsi. Nei modelli studiati, questo si traduce in una migliore conservazione della funzione sinaptica e in prestazioni cognitive migliori al gruppo di controllo”,
 spiegano Stringhi e Pelucchi.


“Il lavoro suggerisce che intervenire precocemente per rafforzare i meccanismi che mantengono stabili le connessioni tra neuroni potrebbe contribuire a rallentare o ritardare il declino cognitivo. Più che riparare un danno già presente, questo approccio punta quindi a prevenire la perdita di funzionalità delle sinapsi e a preservare nel tempo le reti neuronali. Poiché si tratta di uno studio preclinico, saranno necessari ulteriori studi per capire se questa strategia potrà essere sviluppata in futuro come possibile intervento terapeutico nell’uomo
”, conclude Elena Marcello, autrice senior della ricerca, docente di Farmacologia all’Università Statale di Milano.

 

 

 


Fonte: Università degli Studi di Milano

Riferimenti: R Stringhi, [+13], E Marcello. Cyclase-associated protein 2 gene delivery: A potential multi-target approach for preventing synaptic failure in Alzheimer’s disease. Molecular Therapy, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Ruolo di resilienza cerebrale, salute immunitaria e menopausa nel rischio di d…

10.03.2026 | Esperienze & Opinioni

Le donne hanno maggiori probabilità degli uomini di ricevere una diagnosi di demenza. Se...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.