Il collegamento tra fumo e demenza

Le vie di segnalazione dirette tra il cervello e i polmoni potrebbero essere alla base dei tassi più elevati di demenza e neurodegenerazione nei fumatori

smoker surrounded with smoke

La correlazione tra fumo e neurodegenerazione è ben documentata: uno studio del 2011 ha rilevato che il fumo pesante in mezza età era associato a un aumento superiore al 100% del rischio di demenza, morbo di Alzheimer e demenza vascolare più di due decenni dopo. La demenza è un effetto meno studiato del fumo per una ragione semplice e terribile: insorge più avanti nella vita e i fumatori tendono a morire più giovani. Molte delle teorie sul fumo e sulla demenza si riferiscono all’impatto sui sistemi vascolare e respiratorio del fumo, che sostanzialmente soffoca il flusso di ossigeno al cervello dopo decenni di suo uso.


Ma un nuovo studio dell’Università di Chicago pubblicato su Science Advances suggerisce che potrebbe essere coinvolta una cattiva comunicazione tra i polmoni e il cervello innescata dalla nicotina. Il lavoro ha scoperto un percorso finora mai mappato dai polmoni alla mente attraverso le cellule neuroendocrine polmonari (PNEC, pulmonary neuroendocrine cells). Quando esposte alla nicotina, queste cellule rilasciano esosomi che interrompono l’equilibrio del ferro nei neuroni, innescando sintomi spesso presenti nei pazienti con demenza.


"Questa ricerca stabilisce un chiaro asse 'polmone-cervello' che aiuta a spiegare perché il fumo di sigaretta è legato al declino cognitivo e ai rischi neurodegenerativi", ha affermato Kui Zhang, ricercatore post-dottorato di UChicago, primo coautore del nuovo lavoro. “Capendo come questi esosomi perturbano l’omeostasi del ferro, apriamo nuove porte per proteggere i neuroni dai danni indotti dal fumo”.


Che questo si riveli o meno un nesso causale per la demenza, la ricerca stessa rappresenta un potente progresso nella comprensione dei polmoni da parte degli scienziati. "Rivela che il polmone non è solo un bersaglio passivo dell'esposizione al fumo, ma un organo di segnalazione attivo che influenza la patologia cerebrale", ha affermato l'assistente prof.ssa Joyce Chen, autrice senior dello studio.

 

Dal polmone al cervello

Le PNEC sono cellule polmonari uniche che fondono le funzioni sia delle cellule nervose che delle cellule endocrine. Parlando il linguaggio sia delle sinapsi che degli ormoni, sono sensori importanti per le vie aeree, ma difficili da studiare. “La sfida principale era l’estrema rarità delle PNEC, che costituiscono meno dell’1% delle cellule polmonari, rendendole quasi impossibili da isolare e studiare in profondità”, ha affermato Zhang. Per esaminare queste cellule sfuggenti ma importanti, il team ha generato PNEC indotte (iPNEC) differenziando le cellule staminali pluripotenti umane, in numeri sufficientemente grandi da studiarle in laboratorio.


Quando esposte alla nicotina, le iPNEC emettono grandi quantità di esosomi, minuscole particelle che contengono materiale biologico come proteine, lipidi o acidi nucleici. La maggior parte dei tipi di cellule produce esosomi, ma i particolari esosomi prodotti dalle iPNEC in risposta alla nicotina erano ricchi di una proteina chiamata sierotransferrina, che il corpo usa per regolare il flusso di ferro nel sangue. Applicare questo modello al corpo umano potrebbe significare che con ogni boccata di sigaretta, sigaro o vaporizzatore, le PNEC naturali dei polmoni emettono enormi quantità di un materiale che influisce sul modo in cui il corpo gestisce il ferro.


"Questa nicotina avrà un impatto sulle PNEC, che rilasceranno un'enorme quantità di esosomi, causando perturbazioni in termini di omeostasi del ferro", ha detto il primo coautore Abhimanyu Thakur, che era all'UChicago durante la ricerca e ora è alla Harvard Medical School. “Stiamo trovando marcatori legati alla neurodegenerazione, che stanno aumentando e che possono essere collegati a molte malattie cognitive e legate alla demenza”.

 

Il lavoro futuro

Questa esplosione di sierotransferrina essenzialmente direbbe al corpo – erroneamente – di cambiare il modo in cui regola il ferro. Il nervo vago, che serpeggia dal cervello agli organi di tutto il corpo, regolando i movimenti involontari come il battito cardiaco, la respirazione e la digestione, riporterebbe questo messaggio al cervello. “Questa disomeostasi del ferro determina stress ossidativo, disfunzione mitocondriale e aumento dell’espressione di α-sinucleina, segni distintivi di neurodegenerazione”, ha detto la Chen.


Uno squilibrio di ferro nei neuroni può anche innescare erroneamente la ferroptosi, una forma di morte cellulare programmata di cellule che non avrebbero dovuto morire. Precedenti ricerche hanno associato la ferroptosi sia all’Alzheimer che al Parkinson, ma sono necessari ulteriori studi prima di poter affermare qualsiasi nesso causale. Il team sta poi cercando di vedere se il blocco degli esosomi – la fonte originale del segnale – potrebbe avere applicazioni terapeutiche.


Sebbene l’impatto diretto sugli esseri umani sia ancora lontano, la ricerca fa capire meglio agli scienziati come comunicano cervello e polmoni. “Comprendere questi percorsi di comunicazione tra organi è fondamentale per sviluppare migliori strategie di prevenzione e intervento per le malattie neurodegenerative”, ha affermato la Chen.

 

 

 


Fonte: Paul Dailing in University of Chicago (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: A Thakur, [+16], HJ Chen. Pulmonary neuroendocrine cell–derived exosomes regulate iron homeostasis and oxidative stress in lung neurons.Sci Adv, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

I collegamenti tra Alzheimer e salute dell’intestino che possono portare alla …

8.05.2026 | Ricerche

Un nuovo studio ha scoperto che dieta, salute dell'intestino, condizioni cardiovascolari e storia...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.