Scoperto il meccanismo con cui la somatostatina regola le cellule immunitarie per alleviare l’Alzheimer

neurotransmission in the brain

Un gruppo di ricerca guidato dal professor Jiwon Um del Daegu Gyeongbuk Institute of Science and Technology (DGIST) di Daegu in Sud Corea ha annunciato la prima scoperta al mondo di un meccanismo mediante il quale la somatostatina, un neurotrasmettitore cerebrale, regola direttamente le cellule immunitarie del cervello per alleviare il morbo di Alzheimer (MA). Si prevede che questo studio fornisca una solida base per riutilizzare i farmaci esistenti per il trattamento della demenza trasformando in 'modalità protettiva' le cellule immunitarie cerebrali che peggiorano la condizione .


Il MA peggiora quando l'amiloide-beta si accumula nel cervello e le cellule immunitarie del cervello, le microglia, diventano iperattive, portando all'infiammazione. Durante le prime fasi della malattia, le microglia svolgono un ruolo protettivo rimuovendo le placche amiloidi ma, col passare del tempo diventano dannose, danneggiando le sinapsi cerebrali e provocando infiammazione.


Il gruppo di ricerca ha scoperto che la somatostatina previene l’iperattivazione di queste cellule immunitarie e le regola direttamente, ripristinando il loro ruolo di sistema di pulizia del cervello. Quando la somatostatina è stata applicata alle microglia in coltura, la loro funzione di fagocitazione dei rifiuti è migliorata significativamente e la secrezione di sostanze infiammatorie è diminuita. Nello specifico, l’espressione dei fattori infiammatori dannosi per il cervello (IL-12) è stata effettivamente soppressa, mentre il fattore antinfiammatorio (TGF-β) è aumentato, convertendo così completamente le cellule immunitarie cerebrali in uno 'stato protettivo' delicato.


Inoltre, il gruppo di ricerca ha condotto un esperimento per aumentare artificialmente i livelli di somatostatina in topi con MA. Come conseguenza, è stata soppressa con successo l’iperattivazione delle cellule immunitarie che causa l’infiammazione e si è sostanzialmente ridotto l’accumulo di rifiuti amiloidi nel cervello. In particolare, l’analisi neurocomportamentale ha rivelato che i topi con livelli elevati di somatostatina mostravano un miglioramento statisticamente significativo nella memoria spaziale a lungo termine, indicando un miglioramento cognitivo significativo.


Questi risultati sono particolarmente significativi in ​​quanto potrebbero ridurre drasticamente il tempo necessario per sviluppare trattamenti attraverso il riutilizzo dei farmaci esistenti. Il recettore della somatostatina (SSTR) puntato in questo studio è già ampiamente usato in contesti clinici, avendo ricevuto l’approvazione della FDA per il trattamento di altre condizioni come l’acromegalia. In precedenza, gli studi clinici sul MA non avevano dimostrato effetti chiari a causa delle limitazioni nella somministrazione efficiente dei farmaci al cervello; tuttavia, questo studio ha identificato il meccanismo preciso attraverso il quale il trattamento punta specificamente le microglia, introducendo nuove possibilità di utilizzo dei farmaci esistenti per trattare la demenza.


Il Professor Um ha sottolineato: "Questo studio dimostra per la prima volta che la somatostatina, un neurotrasmettitore cerebrale, può regolare direttamente lo stato delle cellule immunitarie per alleviare la patologia della demenza e migliorare la funzione della memoria. Precedenti studi clinici sulla demenza hanno dovuto affrontare limitazioni significative. Tuttavia, i farmaci già approvati e usati per trattare altre condizioni ora mostrano un nuovo potenziale per la demenza e per la neuroinfiammazione, basato su questo meccanismo appena scoperto".

 

 

 


Fonte: DGIST - Daegu Gyeongbuk Institute of Science and Technology via EurekAlert! (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Hyeji Jung, [+6], Won Um. Somatostatin-induced modulation of microglial activity contributes to mitigating Alzheimer’s disease pathology. Brain, Behavior and Immunity, 2026, DOI
Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Studio scopre che la carenza di dopamina causa problemi di memoria nell'A…

5.05.2026 | Ricerche

Studio della UC Irvine indica una nuova strategia terapeutica che punta la dopamina

...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.