Essere mentalmente passivi o attivi mentre si è seduti comporta rischi diversi di demenza

Il modo in cui impegniamo il nostro cervello stando seduti per lunghi periodi può influenzare la salute cognitiva più avanti nella vita. Un nuovo studio eseguito al Karolinska Institutet (Stoccolma/Svezia), pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, mostra che gli adulti che trascorrono la maggior parte del loro tempo seduti in attività mentalmente passive, come guardare la TV, corrono un rischio maggiore di sviluppare demenza. Al contrario, le attività da seduti che stimolano il cervello, come la lettura, sembrano ridurre il rischio.

 

Il comportamento sedentario è diffuso, la maggior parte degli adulti resta seduta per circa nove-dieci ore al giorno. Precedenti ricerche hanno collegato la seduta prolungata a malattie cardiovascolari, diabete e depressione. Sebbene sia stato riconosciuto anche il suo potenziale impatto sullo sviluppo della demenza, il nuovo studio è il primo a distinguere tra comportamento sedentario mentalmente passivo e attivo.


I ricercatori hanno analizzato i dati di 20.811 individui da 35 a 64 anni di età che sono stati seguiti per un periodo di 19 anni. Collegando le risposte al questionario del 1997 con i registri svedesi dei pazienti e delle cause di morte, sono stati in grado di esaminare come le abitudini sedentarie siano associate a diagnosi successive di demenza.


L’analisi ha tenuto conto di una serie di fattori, compresa l’attività fisica e le abitudini di vita. I ricercatori hanno anche usato il cosiddetto modello di sostituzione isotemporale per esaminare statisticamente cosa succede quando la seduta passiva viene sostituita con comportamenti sedentari mentalmente attivi.

 

L’attività mentale supporta la salute del cervello

"Abbiamo scoperto che periodi più lunghi di comportamento sedentario mentalmente passivo erano associati a un rischio più elevato di demenza", afferma Mats Hallgren, ricercatore senior del Dipartimento di sanità pubblica globale e autore senior dello studio. "Quando la seduta passiva è stata invece sostituita con attività mentalmente attive, il rischio è diminuito".


Lo studio non può stabilire la causalità, ma il lungo periodo di osservazione permette di capire come le abitudini precedenti siano associate alla salute più avanti nella vita.


"Il comportamento sedentario è comune, ma fortunatamente può anche essere modificato. Il nostro studio dimostra che non tutti i momenti di seduta sono uguali: il modo in cui usiamo il cervello mentre siamo seduti può essere un fattore importante per la futura salute cognitiva e mentale", afferma Mats Hallgren.


I ricercatori sperano che i risultati contribuiscano alle future linee guida su come l’attività fisica e mentale possono sostenere la salute del cervello con l’avanzare dell’età.

 

 

 


Fonte: Karolinska Institutet (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: AO Werneck, [+4], M Hallgren. Mentally Active Versus Passive Sedentary Behavior and Risk of Dementia: 19-Year Cohort Study. Am J Prev Med, 2026, DOI

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