Decine di milioni di persone in tutto il mondo hanno la demenza, che comprende varie malattie neurodegenerative che colpiscono la memoria, il pensiero e la routine quotidiana. La malattia renale cronica (CKD) è stata identificata come un fattore di rischio per la demenza ed è stata associata a sintomi di demenza, come declino e deterioramento cognitivo. Tuttavia, non è chiaro in che modo la gravità della malattia renale cronica possa influenzare il rischio di demenza.
Per scoprirlo, tre ricercatori e relativi colleghi del centro medico della University of Texas Southwestern negli Stati Uniti hanno studiato i dati di 5.607 partecipanti al Chronic Renal Insufficiency Cohort Study, uno studio a lungo termine lanciato nel 2001 per comprendere meglio la malattia renale cronica e i suoi rischi per la salute.
I partecipanti si sono sottoposti a una serie di test cognitivi al momento dell’arruolamento nello studio, insieme a valutazioni della funzionalità renale, inclusa la velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) e il rapporto proteine urinarie/creatinina (UPCR). Sono stati poi seguiti fino a sei anni, con test cognitivi ripetuti ogni anno o due.
I risultati pubblicati su JAMA Network Open hanno rivelato che quanto peggiore era la funzionalità renale dei pazienti al basale, tanto maggiori erano le probabilità di sviluppare un deterioramento cognitivo. Questi risultati suggeriscono che la funzionalità renale dovrebbe essere una considerazione importante nel predire il rischio di demenza nei pazienti con insufficienza renale cronica.
Fonte: University of Texas Southwestern Medical Center (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: Z Huang, [+23], TN Kelly. Chronic Kidney Disease Severity and Risk of Cognitive Impairment. JAMA Netw Open, 2026, DOI
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