Le diete ricche di grassi provocano l’ingresso dei batteri intestinali nel cervello

woman with high fat food

Con oltre 100 milioni di neuroni nel tratto digestivo, l’intestino è chiamato anche il 'secondo cervello' in numerose culture, che includono antica Grecia, Giappone, Cina e India, poiché collega la digestione al benessere fisico e mentale. Ora, un nuovo studio eseguito alla Emory University di Atlanta (Georgia/USA) spiega la connessione intestino-cervello, indicando che i batteri vivi dall’intestino possono entrare direttamente nel cervello, con potenziali implicazioni per la salute neurologica.


Pubblicato su PLOS Biology, questo studio, eseguito su topi modello, stabilisce che batteri vivi provenienti da un microbioma intestinale squilibrato possono entrare nel cervello attraverso il nervo vago, che è responsabile di funzioni critiche, come frequenza cardiaca e respirazione, e collega il tronco encefalico al cuore, ai polmoni e ai principali organi addominali, tra cui stomaco, intestino, fegato e altri.


"Uno dei maggiori aspetti traslazionali di questo studio è che suggerisce che lo sviluppo di condizioni neurologiche potrebbe avere inizio nell'intestino", afferma David Weiss PhD, microbiologo e professore alla Facoltà di Medicina della Emory University, coautore senior dello studio. "Ciò potrebbe spostare l'attenzione dei nuovi interventi per le patologie cerebrali all'intestino come nuovo bersaglio della terapia. Questo potenziale spostamento anatomico del bersaglio potrebbe avere un impatto incredibile sul modo in cui le persone con patologie neurologiche traggono beneficio dalle terapie".


Durante questo studio, un gruppo di topi esenti da germi ha seguito una 'dieta di Paigen', simile a una dieta occidentale, con un contenuto del 45% di carboidrati e del 35% di grassi, per nove giorni. È noto che queste diete negli esseri umani contribuiscono alla permeabilità intestinale ('intestino che perde') da cui i composti ne possono fuoriuscire. I conseguenti cambiamenti del microbioma intestinale osservati nei topi erano associati ad una maggiore permeabilità, o perdita, della barriera intestinale, consentendo ai batteri vivi di viaggiare dall’intestino direttamente al cervello attraverso il nervo vago, senza alcuna quantità rilevabile di batteri nel sangue o in altri organi.


Rafforzando questo concetto, i ricercatori hanno somministrato per tre giorni a questi topi degli antibiotici, che uccidono molti microbi intestinali. I topi hanno poi consumato un batterio progettato, un Enterobacter cloacae con codice a barre e una sequenza di DNA che normalmente non si trova in questi batteri in natura. Quando i topi sono stati alimentati ancora con una dieta ricca di grassi, questo esatto ceppo codificato a barre è stato successivamente rilevato nel nervo vago e nel cervello dei topi.


Lo studio riferisce che sono stati impiegati metodi rigorosi per prevenire la contaminazione incrociata e che la carica batterica nel cervello era bassa, nell’ordine delle centinaia, escludendo sepsi o meningite. I ricercatori hanno anche identificato bassi livelli di batteri nel cervello di topi modello di malattie neurologiche, come Parkinson, Alzheimer e altre, spiegando potenzialmente come queste condizioni possano iniziare negli esseri umani.


"Questa ricerca evidenzia la necessità di ulteriori studi sull'enorme influenza che hanno i cambiamenti nella dieta sul comportamento umano e sulla salute neurologica", afferma Arash Grakoui PhD, coautore senior dello studio, professore di medicina, microbiologia e immunologia alla Emory University.


Grakoui ha anche osservato che riportare questi topi a una dieta normale ha limitato la carica batterica nel cervello diminuendo la permeabilità intestinale, il che indica che l’impatto di una dieta ricca di grassi sui batteri che raggiungono il cervello può essere reversibile.

 

 

 


Fonte: Lara W. Moore in Emory University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: M Thapa, [+14], A Grakoui. Translocation of bacteria from the gut to the brain in mice. PLOS Biol, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.