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In uno studio pubblicato su Nature Communications, ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota/USA) hanno identificato specifici cambiamenti a livello del DNA nel cervello delle persone con morbo di Alzheimer (MA). Usando analisi biologiche avanzate, il team ha mappato le alterazioni nel panorama regolatorio del cervello che potrebbero aiutare a spiegare perché il MA si presenta e progredisce in modo diverso da persona a persona. I risultati potrebbero anche aprire nuove strade per comprendere altre neurodegenerazioni.
Scoprire un percorso correlato alla mielina nel MAI risultati suggeriscono che nel MA, parte di ciò che accade nel cervello può comportare cambiamenti nella codifica del DNA che influenzano la funzione degli oligodendrociti, in particolare in relazione all'accumulo della proteina tossica tau. Gli oligodendrociti sono le cellule cerebrali che producono la mielina, l’isolamento che aiuta le cellule nervose a comunicare. Gli scienziati hanno teorizzato che l’interruzione della comunicazione neuronale contribuisce all’insorgenza dei sintomi nelle persone con MA.
Aprire la porta per la ricerca futuraI risultati dello studio hanno identificato nuovi geni che potrebbero avere un ruolo nel MA, incluso uno chiamato LDB3, e hanno confermato molti risultati in più set di dati indipendenti, dimostrandone l’affidabilità. L’identificazione di geni specifici fornisce potenziali obiettivi per la ricerca futura: ad esempio, gli scienziati potrebbero indagare se gli interventi che invertono la metilazione o supportano la salute degli oligodendrociti possono rallentare o modificare la progressione della malattia nei pazienti con MA.
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Fonte: Kelsey Riegler in Mayo Clinic (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: SR Oatman, [+18], N Ertekin-Taner. Integrative epigenomic landscape of Alzheimer’s Disease brains reveals oligodendrocyte molecular perturbations associated with tau. Nat Comm, 2026, DOI
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