[Domenico Praticò] Stili di vita e malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson è una malattia degenerativa cronica del cervello che compromette principalmente le capacità motorie e linguistiche del soggetto affetto. Appartiene a un gruppo di condizioni mediche generalmente chiamate disturbi del movimento. Dal punto di vista clinico, è caratterizzato da rigidità muscolare, tremore a riposo, rallentamento del movimento fisico e, in casi estremi, perdita della capacità di movimento.

I sintomi del Parkinson sono noti fin dall'antichità. Ma solo nel 1817 James Parkinson, un medico britannico, ne descrisse formalmente i sintomi in un articolo da lui scritto e pubblicato intitolato "Saggio sulla paralisi agitante". Nel 1950, i cambiamenti biochimici responsabili per i sintomi del Parkinson, ovvero la riduzione dei livelli di dopamina nel cervello, furono identificati dallo scienziato svedese Arvid Carlsson.


A distanza di oltre 70 anni, nel 95% dei casi la vera causa del Parkinson non è ancora nota (di cui il 5% è secondario a mutazioni genetiche) e per questo motivo non esiste ancora una cura definitiva. Tutte le terapie farmacologiche finora disponibili mirano a ripristinare i livelli di dopamina in un'area specifica del cervello (la "substantia nigra") e per questo motivo sono sintomatiche, e siccome non agiscono su un meccanismo specifico della malattia non ne arrestano la progressione.


Nuovi studi clinici suggeriscono che i cambiamenti nello stile di vita offrono grandi benefici sulla salute del cervello in generale, ma rappresentano un'opzione importante anche per la gestione dei sintomi del Parkinson.
In generale, uno stile di vita sano consiste in un esercizio fisico regolare, una dieta sana, riduzione dello stress, cura del sonno, e relazioni sociali positive. Uno studio recente ha dimostrato che questi interventi mirati a uno stile di vita più sano si stanno rivelando promettenti sia per la gestione dei sintomi che per il decorso del Parkinson, poiché possono migliorare sia i sintomi motori che quelli non motori.


Ecco 3 importanti aspetti:

  1. L'attività fisica può avere effetti positivi sui sintomi e sulla progressione della malattia. Infatti, l'esercizio fisico regolare, sia aerobico che di resistenza, può migliorare i sintomi motori come l' andatura, equilibrio e postura, così come i sintomi non motori come sonno e umore. D'altra parte, gli studi suggeriscono che questo approccio può anche rallentare il progressivo deterioramento motorio associato alla malattia.
  2. L'alimentazione ha effetti benefici nei pazienti con il morbo di Parkinson. Studi hanno dimostrato che la dieta Mediterranea, ricca di verdure, cereali integrali, frutta secca e semi, può aiutare a gestire sintomi non motori come la stitichezza e migliorare le funzioni cognitive. Inoltre, ci sono prove che lo stesso tipo di dieta possa potenzialmente migliorare l'assorbimento dei farmaci e avere un effetto benefico sulla progressione della malattia.
  3. Gestione dello stress. Come per la salute cerebrale in generale, apprendere e applicare tecniche di rilassamento come lo yoga con l'obiettivo di ridurre l'ansia e/o la depressione può avere effetti positivi anche sui sintomi motori, oltre a migliorare il benessere generale, il che può in ultima analisi influenzare la progressione clinica della malattia.


Queste scoperte mi hanno riportato alla mente alcune delle cose che ho imparato durante un recente viaggio a Kos, la città natale di Ippocrate, padre della medicina moderna. Tra queste, vorrei menzionare una sua riflessione: "Le malattie non ci colpiscono all'improvviso. Si sviluppano da piccoli errori quotidiani contro natura. Quando se ne sono accumulati abbastanza, le malattie appariranno all'improvviso". Questo detto riflette la sua convinzione rivoluzionaria che le malattie non sono punizioni divine, ma piuttosto hanno cause naturali legate a fattori ambientali, dieta e stile di vita.


Facendo eco agli insegnamenti di Ippocrate, ho recentemente proposto una nuova idea chiamata "Bussola della salute cerebrale", una linea guida basata sui 4 punti cardinali che può essere facilmente seguita da chiunque a qualsiasi età per raggiungere o mantenere un corpo e una mente sani.

Compass of healthy lifestyle choices by Pratico Lab

Nonostante queste importanti scoperte, c'è ancora molto lavoro da fare in questo ambito. Ad esempio, non sappiamo se la combinazione di questi interventi, come un'alimentazione sana abbinata all'esercizio fisico, offra maggiori benefici rispetto all'applicazione singola. Un altro aspetto importante è il modo in cui incoraggiamo e ci assicuriamo che i pazienti con Parkinson aderiscano a tali interventi a lungo termine. Gli studi hanno dimostrato che è comune per molti pazienti dopo l'entusiasmo iniziale abbandonare queste scelte salutari.


In sintesi, esistono ormai ampie prove che suggeriscono come l'adozione di stili di vita sani, noti per avere effetti benefici sulla salute cerebrale, rappresenti un'ottima scelta anche per un paziente con la malattia di Pakinson. Sebbene non debbano essere considerati una terapia per la malattia, non c'e' dubbio che apportano risultati positivi sia sui sintomi motori che su quelli non motori del Parkinson.


Per finire vorrei ricordare ai lettori di questo blog che, come dico sempre, non è mai troppo presto o troppo tardi per seguire i 4 punti cardinali del comportamento sano e trarne tutti i benefici per il corpo e la mente!

 

 

 


Fonte: Domenico Praticò in Pratico Lab

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