
Un nuovo studio di revisione, eseguito alla Shanghai Jiao Tong University (Cina), ha esaminato sistematicamente la relazione tra i disturbi del sonno (tra cui l’apnea ostruttiva del sonno, l’insonnia cronica e la privazione del sonno) e la disfunzione della barriera ematoencefalica (BBB, brain-blood barrier), nonché le implicazioni per il declino neurocognitivo.
Prove sempre più numerose indicano che i disturbi del sonno compromettono l’integrità della BBB attraverso molteplici meccanismi, come lo stress ossidativo, la neuroinfiammazione, la disfunzione dei periciti, la disbiosi del microbiota intestinale (percorso dell’inflammasoma NLRP3) e la rottura dei ritmi circadiani.
Tra i disturbi del sonno, l’apnea ostruttiva del sonno mostra la più forte evidenza umana diretta di danno alla BEE, mentre l’evidenza dell’insonnia cronica rimane in gran parte indiretta. In particolare, la rottura della BBB dell’ippocampo può servire come indicatore precoce di disfunzione cognitiva, in parte indipendente dalla classica patologia dell’amiloide-β e della tau.
La revisione ha valutato anche i biomarcatori candidati (ad es. rapporto CSF/albumina sierica, PDGFRβ solubile, risonanza magnetica con mezzo di contrasto dinamico) e discute le attuali strategie terapeutiche: il trattamento del disturbo del sonno sottostante (CPAP 1, CBT-I 2) rimane l'approccio più diretto, mentre gli interventi basati sui meccanismi (inibitori NLRP3, probiotici/butirrato, cronoterapia) sono ancora in fasi precliniche o esplorative iniziali.
Questa revisione ha identificato le principali lacune conoscitive, tra cui la mancanza di biomarcatori della BBB validati nei disturbi del sonno e prove limitate di reversibilità delle lesioni della BBB dopo il trattamento.
[1] La ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP, continuous positive airway pressure) è un metodo di ventilazione respiratoria utilizzato principalmente nel trattamento delle apnee del sonno, sistema per cui vennero sviluppate le prime apparecchiature inventate nel 1980 dal Prof. Colin Sullivan della University of Sydney (da Wikipedia).
[2] La terapia cognitivo comportamentale per l'insonnia (CBT-I, cognitive behavioral therapy for insomnia) è una tecnica terapeutica per il trattamento dell'insonnia senza (o insieme a) farmaci.
Fonte: Shanghai Jiao Tong University via EurekAlert! (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: Meng-Yao Li, [+9], Qing-Yun Li. Sleep disorders and blood-brain barrier dysfunction: mechanisms, biomarkers, and therapeutic implications for neurocognitive decline. LabMed Discovery, 2026, DOI
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