Dati di guida e sensori veicolari aiutano a rilevare il declino cognitivo precoce

Dei ricercatori hanno analizzato quasi 4.800 viaggi di conducenti anziani usando sensori di bordo e test cognitivi.

driving sensors

 

Con un numero sempre maggiore di anziani che restano al volante più a lungo che mai, è sempre più importante capire come i primi cambiamenti cognitivi influenzano la guida. Negli Stati Uniti, ci sono più di 50 milioni di conducenti over 65 anni con la patente, di cui circa 5 milioni in Florida, una delle concentrazioni più elevate del paese. Man mano che questa popolazione cresce, aumenta anche la necessità di metodi semplici e reali per rilevare il declino cognitivo precoce prima che porti a rischi per la sicurezza.

Man mano che cresce l’interesse per il declino cognitivo precoce, i ricercatori stanno esplorando se sottili cambiamenti nella guida quotidiana possono segnalare un pre lieve deterioramento cognitivo (Pre-MCI) e un lieve deterioramento cognitivo (MCI). Le prime prove suggeriscono che questi cambiamenti potrebbero comparire prima di chiari sintomi clinici, rendendo la guida un potenziale indicatore reale di declino precoce. Tuttavia, la ricerca su come il declino cognitivo precoce influisce sulla guida è ancora in fase di sviluppo, con molte domande senza risposta. È importante che pochi studi hanno combinato dati oggettivi e continui sulla guida quotidiana con valutazioni cognitive complete.

Per colmare queste lacune, i ricercatori della Florida Atlantic University (USA) hanno esaminato se sottili cambiamenti nel comportamento di guida quotidiano possano segnalare la presenza di pre-MCI o MCI e quali modelli di guida specifici siano più utili per identificare questi primi cambiamenti. Nell’ambito di uno studio in corso, il team ha installato sensori nei veicoli degli anziani e ha monitorato la loro guida per tre anni. La rete di sensori di bordo sviluppata dai ricercatori della FAU usa hardware e software disponibili in commercio per ridurre tempi, rischi e costi di sviluppo. Il sistema è semplice e compatto, con cablaggio e sensori minimi per rimanere discreto, e comprende due unità: una per i dati telematici e una per il video.

Per lo studio, i ricercatori hanno confrontato i dati di guida per ogni viaggio tra conducenti cognitivamente non compromessi e quelli con pre-MCI o MCI. Ogni viaggio registrato rappresentava un singolo episodio di guida e includeva misure quali distanza percorsa, durata del viaggio, velocità media e massima, prestazioni del motore, schemi di accelerazione, livello di carburante e conteggio di eventi di guida come frenate brusche, accelerazioni rapide e curve strette.

L’analisi ha combinato i dati telematici e dell’accelerometro registrati con test neuropsicologici ai quali sono stati sottoposti i partecipanti con valutazioni cognitive dettagliate ogni tre mesi fino a tre anni. L’analisi dei quasi 4.800 viaggi di guida ha rivelato sottili cambiamenti nel modo in cui guidano gli anziani, che possono segnalare un declino cognitivo precoce. Lo studio pubblicato su Sensors, mostra che non è un singolo comportamento, ma lo schema di guida complessivo, a rivelare questi primi segnali di allarme.

I conducenti con pre-MCI o MCI tendevano ad avere un controllo meno costante del pedale dell’acceleratore, effettuavano viaggi più brevi o più frammentati e mostravano segni di una regolazione della velocità meno efficiente. Al contrario, i conducenti cognitivamente integri erano più propensi a guidare a velocità medie più elevate, a frenare più frequentemente quando necessario e a mantenere un uso più stabile e controllato dell’acceleratore, schemi che suggeriscono maggiore sicurezza e reattività sulla strada.

"Ciò che rende questi risultati particolarmente convincenti è la chiarezza con cui i modelli di guida combinati separavano i due gruppi", ha affermato Ruth Tappen EdD, prima autrice, prof.ssa ed eminente studiosa della Facoltà di Infermieristica e dello Stiles-Nicholson Brain Institute della FAU. "Quando tutti i comportamenti sono stati analizzati insieme, il modello è stato estremamente accurato nel distinguere i guidatori cognitivamente intatti da quelli con problemi precoci. Le abitudini di guida quotidiane, catturate passivamente attraverso i sensori dell'auto, possono offrire un nuovo modo potente per rilevare sottili cambiamenti cognitivi molto prima che diventino evidenti".

 

 

 


Fonte: Gisele Galoustian in Florida Atlantic University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: RM Tappen, [+7], B Furht. Sensor-Detected Differences in Behaviors of Older Drivers with Pre-MCI and Mild Cognitive Impairment vs. Unimpaired Drivers. Sensors, 2026, DOI

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