Stabilità della bussola interna del cervello può aiutare a spiegare come durano i ricordi

 

Una nuova scoperta di ricercatori della McGill University di Montreal (Canada) fa luce su come conserviamo i ricordi nel tempo, anche se l’attività cerebrale è in costante cambiamento. Il loro studio preclinico, pubblicato su Nature, ha scoperto che la bussola interna del cervello rimane notevolmente stabile nel tempo. I risultati suggeriscono che questo costante senso di direzione può fungere da ancoraggio per la memoria.


"Questo è un enigma di lunga data: se le strutture della memoria del cervello continuano a cambiare, come fanno i nostri ricordi a rimanere così stabili? I nostri risultati offrono una spiegazione", ha detto l'autore senior Adrien Peyrache, professore associato nel Dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia della McGill e direttore del Peyrache Lab al The Neuro (Montreal Neurological Institute-Hospital).


La bussola interna, o sistema di direzione della testa, è una rete di cellule cerebrali che traccia la direzione in cui siamo rivolti mentre ci muoviamo. Collega anche il centro della memoria del cervello, l’ippocampo, al resto del cervello. Usando microscopi miniaturizzati montati sulla testa, i ricercatori hanno monitorato le stesse cellule cerebrali nei topi per diversi mesi. Hanno scoperto che il sistema di direzione della testa è rimasto strutturalmente intatto, anche se l’ippocampo si è riorganizzato.


Il team ha anche scoperto che quando veniva esplorato un nuovo spazio, la bussola del cervello stabiliva rapidamente un punto di riferimento direzionale, decidendo essenzialmente cosa contava come nord o sud, e conservava quel senso di direzione quando lo spazio veniva rivisitato settimane dopo.


"Questi risultati rivelano un contrasto sorprendente", ha detto Peyrache. “Mentre l’ippocampo può riorganizzare la sua attività nel tempo, il sistema di direzione della testa fornisce una base altamente stabile per interpretare le informazioni spaziali”.


I risultati hanno implicazioni per la ricerca sull'Alzheimer, ha aggiunto, poiché perdersi o sentirsi disorientati è spesso uno dei primi segnali d'allarme, a volte compare prima di una significativa perdita di memoria.


“Capire come si mantiene di norma la stabilità spaziale può aiutare a chiarire perché queste capacità si deteriorano, aprendo nuove strade per la diagnosi precoce e le future strategie terapeutiche”, ha affermato Peyrache.

 

 

 


Fonte: McGill University via EurekAlert! (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: S Skromne Carrasco, G Viejo, A Peyrache. Months-long stability of the head-direction system. Nature, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Proteine ​​cruciali dell’Alzheimer competono all’interno delle cellule cerebra…

2.04.2026 | Ricerche

L’amiloide-beta può sconvolgere il ruolo utile della tau

 

Una nuova ricerca...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Chi mangia carne ha davvero più probabilità dei vegetariani di vivere fino a 1…

11.03.2026 | Ricerche

Secondo uno studio recente, le persone che non mangiano carne potrebbero avere meno prob...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.