
Secondo uno studio eseguito alla Mayo Clinic di Rochester (Minnesota/USA) pubblicato su JAMA Network Open, i cambiamenti cerebrali legati al morbo di Alzheimer (MA) sono progrediti fino a 20 volte più velocemente nelle donne che avevano anche livelli anormali di una proteina correlata al morbo di Parkinson (MP). Lo stesso modello non è stato osservato negli uomini.
I risultati suggeriscono che quando l'alfa-sinucleina – una proteina legata all'MP – si accumula insieme alla patologia di MA, può favorire una progressione più rapida della malattia nelle donne. Questa interazione potrebbe aiutare a spiegare una disparità di lunga data: le donne costituiscono quasi i due terzi delle persone con MA negli Stati Uniti. Kejal Kantarci MD, neuroradiologa della Mayo Clinic e autrice senior dello studio, usa la scansione cerebrale avanzata per monitorare la progressione dell'Alzheimer.
"Riconoscere queste differenze sesso-specifiche potrebbe aiutarci a progettare studi clinici più mirati e, in definitiva, strategie di trattamento più personalizzate", afferma la dott.ssa Kantarci. "Quando vediamo i cambiamenti legati alla malattia dipanarsi a ritmi drammaticamente diversi, non possiamo continuare ad affrontare il MA come se si comportasse esattamente allo stesso modo in tutti. Le co-patologie possono avere un impatto sul processo della malattia".
Il MA è caratterizzato dall'accumulo di proteina tau nel cervello. Molte persone nel continuum della malattia sviluppano anche aggregazioni anomale di α-sinucleina, una proteina associata alle malattie da corpi di Lewy come l'MP e la demenza da corpi di Lewy. Tau e α-sinucleina si trovano naturalmente nel cervello. Nelle malattie neurodegenerative, tuttavia, queste proteine possono ripiegarsi male e aggregarsi, formando depositi anomali. Questo accumulo patologico interrompe la comunicazione tra le cellule cerebrali e contribuisce al declino cognitivo.
I ricercatori hanno deciso di determinare se l'accumulo anomalo di proteine altera il modo in cui la malattia progredisce e se tale effetto differisce tra donne e uomini. Per indagare, il team ha analizzato i dati di 415 partecipanti all'Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative, un consorzio di ricerca nazionale che tiene traccia dei cambiamenti cerebrali nel tempo. I partecipanti sono stati sottoposti a test del liquido cerebrospinale per rilevare anomalie dell'α-sinucleina e a ripetute scansioni del cervello per misurare i cambiamenti nell'accumulo di tau. Circa il 17% dei partecipanti ha mostrato segni di α-sinucleina anormale.
Tra i partecipanti con patologia correlata al MA e anomalie dell'α-sinucleina, le donne hanno accumulato tau molto più velocemente degli uomini con gli stessi cambiamenti proteici coesistenti. Elijah Mak PhD, primo autore dello studio e ricercatore di neuroscansione della Mayo Clinic, studia come molteplici patologie cerebrali interagiscono e guidano la progressione della malattia.
"Ciò apre una direzione completamente nuova per comprendere perché le donne sopportano un peso sproporzionato di demenza", afferma il dott. Mak. "Se riuscissimo a svelare i meccanismi dietro questa vulnerabilità, potremmo scoprire obiettivi che non avevamo considerato prima".
I ricercatori stanno ora esaminando se questi effetti sesso-specifici compaiono anche nei pazienti con demenza da corpi di Lewy, dove l’α-sinucleina è il principale motore della malattia piuttosto che una patologia coesistente. Il lavoro aiuterà a determinare se la differenza osservata è unica per il MA o riflette una vulnerabilità più ampia, specifica per sesso, nelle condizioni neurodegenerative.
Fonte: Susan Murphy in Mayo Clinic (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
Riferimenti: E Mak, [+12], K Kantarci. Sex-Specific Associations of α-Synuclein Pathology With Tau Accumulation. JAMA Netw Open, 2026, DOI
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