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Esperienze e opinioni

I microbi nella bocca possono causare la demenza?

microbiome

Il microbioma intestinale sta godendo di una rinascita. Ovunque guardi, qualche tipo di problema di salute viene fatto risalire ai microbi del tuo intestino. Fortunatamente, i microbiomi intestinali hanno provato di essere in gran parte benefici, a meno che diventino ecologicamente squilibrati, come una giungla con troppe tigri.


L'impatto dell'intestino sulla salute non è nuovo. Ippocrate ha proclamato circa 2.500 anni fa, prima che qualcuno sapesse dei batteri, che tutte le malattie iniziano nell'intestino. Ora sappiamo che i microbi tappezzano letteralmente l'intera lunghezza dell'apparato digestivo. Il lotto più grande è nel colon, dove all'incirca 1,3 chili di batteri formano una comunità fiorente. Ma sono presenti in tutto l'intestino, dalla bocca all'ano. E c'è un impatto sorprendente sul cervello dei microbi che sono in bocca, che condividono, dopotutto, lo spazio nella tua testa.

 

Cosa stanno facendo tutti questi microbi?

Molto, si scopre. Tutto ciò che serve per rendere possibile la vita è codificato dai geni che specificano come costruire le proteine. Gli umani hanno 20.000 geni, che sorprendentemente è sufficiente per creare una persona. Ma abbiamo circa mille specie di batteri che vivono dentro e sopra il nostro corpo - ognuno con circa duemila geni - quindi il numero combinato di geni microbici è due milioni. In altre parole, la parte di gran lunga maggiore dei geni disponibili per noi sono microbici. In questo senso genetico, siamo umani solo per l'1%!


Questi geni consentono ai microbi di creare zuccheri, acidi grassi, tossine e, sorprendentemente, neurotrasmettitori, le stesse sostanze chimiche usate dalle cellule nervose nel nostro cervello per aiutarci a formare pensieri e ricordi. Poiché i microbi non hanno cervello, questi neurotrasmettitori probabilmente sono usati per comunicare tra loro.


Tuttavia, ci sono sempre più evidenze che questi microbi possono comunicare anche direttamente con noi. I microbi possono produrre dopamina e serotonina in risposta agli alimenti favoriti, guidando potenzialmente le nostre voglie. I microbi possono quindi modificare il nostro pensiero e hanno dimostrato di modificare il nostro stato d'animo. Quelli che riducono l'ansia e la depressione sono chiamati psicobiotici.


Se l'intestino comincia a perdere e consente ai microbi di entrare nel flusso sanguigno, anche i microbi benefici possono diventare dannosi. La barriera emato-encefalica mantiene il cervello incontaminato dal disordine del corpo, e fa un buon lavoro di bloccare i microbi. Ma nel tempo, le tossine di quei microbi possono penetrare nel cervello.


Si stanno accumulando prove che le malattie cerebrali, come la demenza, l'Alzheimer e il Parkinson, possono iniziare nell'intestino. All'inizio di questo mese, un grande studio taiwanese di 16 anni ha riferito che le persone con malattia intestinale infiammatoria hanno più probabilità di avere la demenza e che sia diagnosticata prima. La connessione tra intestino e cervello - un'idea rozza solo un decennio fa - è ora ben consolidata.

 

Che dire dei microbi della bocca?

La maggior parte di questa ricerca si è concentrata su questi microbi intestinali, tralasciando le popolazioni relativamente piccole della bocca. Ciò che sappiamo è che i microbi orali sono associati a diverse malattie sistemiche, come quelle cardiache, il cancro ai polmoni, l'artrite, l'ictus e il cancro. A quella lista desolata, possiamo aggiungere le malattie cerebrali come la demenza e l'Alzheimer.


Uno dei patogeni di maggior successo del microbioma orale è il Porphyromonas gengivalis, il cattivo attore che sta dietro la gengivite. Invece di vivere tra le cellule del tuo corpo dove può essere catturato dalle cellule immunitarie di pattuglia, il P. Gingivalis si rintana direttamente nelle cellule dove può nascondersi. Usa diversi trucchi per eludere l'attacco del sistema immunitario e una volta trincerato, è diabolicamente difficile da rimuovere.


È una specie di chiave di volta nella realizzazione del biofilm, il re della giungla microbica. Anche solo usare lo spazzolino o il filo interdentale sui denti può rompere i tessuti quanto basta per far scappare il P. Gingivalis dalla bocca e farlo entrare nel flusso sanguigno, dove può raggiungere qualsiasi organo o tessuto del corpo.


La parodontite cronica è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di Alzheimer e demenza. Il P. Gingivalis è onnipresente nelle arterie dei pazienti con malattie cardiache, e recentemente è stato trovato nel cervello del 96% dei pazienti di Alzheimer, molto più dei normali controlli. Di solito è presente assieme alle placche amiloidi che sono caratteristiche della malattia.


I farmaci che bloccano il gingipain, la tossina prodotta dal P. Gingivalis, possono fermare l'infiammazione del cervello e salvare i neuroni, dimostrando un ruolo causale di questo microbo. Questi farmaci, se passeranno gli studi clinici, potranno rappresentare una terapia futura.


Probabilmente non dovrebbe sorprenderci che sia la bocca che l'intestino siano implicati nelle malattie del cervello. Sono solo estremità opposte dello stesso tubo. Con un litro di saliva carica di batteri, inghiottita ogni giorno, non è difficile immaginare che molta ecologia microbica venga condivisa, fino in fondo.

 

Cosa si può fare?

Non dovresti smettere di usare lo spazzolino o il filo interdentale, anche se puoi tentare di non provocare sangue mentre lo fai. Sono disponibili probiotici orali, ma ci sono dati limitati sulla loro efficacia contro i patogeni come il P. Gingivalis.


La dieta ha un ruolo importante. Come con i batteri dell'intestino, la fibra è fondamentale: è composta da lunghe catene di zucchero resistenti alla digestione, ma sono il cibo favorito dei microbi. La fibra si trova solo nelle verdure e nella frutta, non nella carne. Quindi mangia verdure.


Molte persone altrimenti sane, compresi gli atleti, mangiano molto cibo spazzatura sotto forma di bevande e barrette energetiche cariche di zucchero. Sappiamo che lo zucchero fa male ai nostri denti, ma fa male anche all'equilibrio dei microbi in bocca. Quindi cerca di minimizzare lo zucchero nella tua alimentazione. Inoltre bevi più acqua. Devi rimanere idratato per garantire di avere molta saliva, che contiene proteine ​​e mucine idonee specificamente ad alimentare i batteri benefici nella bocca.


In conclusione: prenditi cura della tua bocca. Ha una quantità scioccante di controllo sulla tua salute mentale, ora e nel tuo futuro.

 

 

 


Fonte: Scott C. Anderson (giornalista scientifico e scrittore) in Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:

  1. Maitre, et al. Did the Brain and Oral Microbiota Talk to Each Other? A Review of the Literature. Journal of Clinical Medicine, 28 Nov 2020, DOI
  2. Marizzoni, et al. Short-Chain Fatty Acids and Lipopolysaccharide as Mediators Between Gut Dysbiosis and Amyloid Pathology in Alzheimer’s Disease. Journal of Alzheimer’s Disease, 1 Jan 2020, DOI
  3. Zhang, et al. Inflammatory Bowel Disease Is Associated with Higher Dementia Risk: A Nationwide Longitudinal Study. Gut, 1 Jan 2021, DOI
  4. Mougeot,  et al. Porphyromonas Gingivalis Is the Most Abundant Species Detected in Coronary and Femoral Arteries. Journal of Oral Microbiology, 8 Feb 2017, DOI
  5. Dominy, et al. Porphyromonas Gingivalis in Alzheimer’s Disease Brains: Evidence for Disease Causation and Treatment with Small-Molecule Inhibitors. Science Advances, 1 Jan 2019, DOI

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