Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

    Iscriviti   


captcha 

Esperienze e opinioni

Un legame scioccante tra Alzheimer e sonno

deep restorative sleep

Se mi stai seguendo da un po', sai quanto mi appassiona il sonno e i suoi benefici per la salute, dalla quella mentale all'aumento di energia e perfino a una pelle migliore. Ma ora, più che mai, c'è una ragione particolarmente cruciale per cui il sonno è così importante: per i collegamenti sorprendenti tra il sonno e il morbo di Alzheimer (MA).


I cambiamenti legati all'età nel sonno sono normali, e tutti noi soffriamo di mancanza di sonno di tanto in tanto, soprattutto se ci sentiamo stressati o siamo colpevoli di usare gli smartphone durante la notte. Ma dormire troppo, o sonnecchiare di giorno, potrebbero potenzialmente essere segni del MA.


Prima che ti preoccupi troppo, però, voglio dirti tutto quello che c'è da sapere sulle connessioni tra sonno e MA, le azioni che tu o una persona cara potete intraprendere per ridurre il rischio, e i cambiamenti del sonno che potrebbero essere segni del MA.

 

Che cosa è il MA?

Non c'è dubbio che tu abbia sentito parlare del MA, e senza dubbio tendi ad associarlo con case di cura e invecchiamento. Anche se entrambi possono essere veri, non è il quadro completo. In realtà, il MA può non essere esattamente ciò che pensi che sia, o quello rappresentato nei film.

 

Demenza vs MA

Demenza è il declino generale del funzionamento cognitivo e può variare da deterioramento lieve a grave. In alcuni casi, la demenza è in realtà abbastanza sottile. Tuttavia, la demenza va oltre il normale invecchiamento. La perdita di memoria e i cambiamenti di umore iniziano a interessare il funzionamento di tutti i giorni. In altre parole, perdere le chiavi è normale; perderle ogni giorno, mentre eri sempre stato organizzato, può non esserlo.

Il MA è un tipo specifico di demenza. È progressivo e, in questo momento, impossibile da invertire. La malattia a poco a poco altera la memoria, la cognizione di tutti i giorni, la comunicazione, e la capacità di svolgere le attività quotidiane.

 

Fattori di rischio del MA

Chiunque può sviluppare il MA, ma sappiamo anche di diversi fattori di rischio che lo rendono più probabile.

  • Età - Con l'avanzare dell'età, siamo tutti a rischio per tutti i tipi di demenza. Secondo l'Alzheimer's Association, fino a 1 persona su 9 con più di 65 anni ha il MA. Tuttavia, c'è anche il MA più raro ad esordio precoce, che può insorgere nelle persone sotto i 50 anni.

  • Genetica - La storia di famiglia (se la mamma o la nonna avevano la malattia) ti rende più suscettibile. I ricercatori stanno ancora cercando di trovare i geni specifici; c'è stato più successo nell'identificare un recettore genetico legato al MA più raro ad insorgenza precoce.

  • Stile di vita - Sottolineo molto spesso quanto siano importanti i fattori di stile di vita per un sonno e una salute migliori, dal fare esercizio ogni giorno al mangiare bene, e anche al prendersi del tempo per rilassarsi. Per qualsiasi forma di demenza, il tuo rischio aumenta con il fumo, una vita sedentaria, l'eccesso di alcol e una dieta ricca di zuccheri e ad alto contenuto di grassi, che sono legati anche al colesterolo e al diabete di tipo II.

 

Come i sintomi del MA imitano la privazione del sonno

Un legame affascinante tra la forma più comune di demenza e la privazione del sonno è nel fatto che i sintomi di una possono mimare quelli dell'altra. Nelle prime fasi del MA, i pazienti possono soffrire di perdita di memoria a breve termine (come dimenticare dove hai messo il portafoglio), maggiore irritabilità e difficoltà di concentrazione.


Per chi ha il MA, non solo questi sintomi peggiorano senza ulteriore trattamento, ma possono anche diventare più specifici, con altri sintomi come difficoltà a svolgere le attività di routine, capire le istruzioni e anche i cambiamenti alla vista.


Ora diamo un'occhiata ai molti modi con cui i disturbi del sonno e la mancanza di sonno possono aumentare il rischio di MA. Devo anche accennare al motivo per cui è così importante essere consapevoli degli schemi di sonno al momento di valutare te o una persona cara per il rischio di MA.

  • Apnea del sonno e MA - Tu, o il tuo partner, siete russatori cronici? Se russi, c'è una possibilità che tu possa soffrire di apnea del sonno, chiamata anche 'disturbo ostruttivo del sonno', che potrebbe aumentare il rischio di MA. Uno studio di due anni a New York, con poco più di 200 persone, da 50 a 90 anni di età, ha trovato che coloro che soffrivano di apnea del sonno avevano una maggiore probabilità di sviluppare il MA. La ragione? L'apnea del sonno provoca un accumulo nel cervello di amiloide-beta, una proteina tossica legata alla demenza. I ricercatori hanno scoperto che l'accumulo della proteina dannosa avviene durante il russare pesante.

  • Mancanza di sonno e MA - Ho parlato molto di come la privazione del sonno aumenta il rischio di diabete e danneggia la tua salute emotiva. Ma la mancanza di sonno, che si tratti di insonnia generale o che sia legata a un disturbo specifico del sonno, aumenta anche il rischio di MA. Studi passati avevano collegato la mancanza di sonno con l'accumulo della stessa proteina ​che vediamo in chi soffre di apnea del sonno. In effetti, uno studio ha trovato che una sola notte di insonnia può indurre l'accumulo di amiloide. Anche se una notte di sonno scadente non significa che svilupperai la malattia, aumenta potenzialmente il rischio, soprattutto nel caso di privazione cronica del sonno.

  • Sonno eccessivo e MA - Anche la sonnolenza diurna può essere un indicatore di MA, secondo uno studio a lungo termine pubblicato su Sleep che ha concluso che coloro che erano troppo stanchi avevano fino al triplo delle probabilità di avere ​​nel cervello un accumulo di proteine legate al MA.

Anche se questo non prova la causalità, le lezioni qui sono chiare: ci sono numerosi collegamenti tra poco sonno e MA.

 

Come ridurre naturalmente il rischio di MA (e gestire i sintomi)

La cattiva notizia: non esiste una cura per il MA.

La buona notizia: i ricercatori continuano a esaminare farmaci promettenti e opzioni di trattamento. Gestendo con diligenza il nostro sonno e la dieta possiamo potenzialmente ridurre il nostro rischio e anche aiutare a gestire i sintomi. Ecco i miei consigli:

  • dai priorità al sonno;
  • tieni controllato il tuo russare;
  • mantieni un peso sano;
  • tieni traccia del tuo sonno.


Così come la mancanza di sonno può aumentare il rischio di MA, ho anche discusso di come i cambiamenti nei modelli di sonno (tra cui il sonno profondo e quello REM) possono essere un sintomo di MA. Il problema? Possiamo sentirci stanchi ma può essere difficile individuare il motivo, o capire perché il nostro sonno sta cambiando.


La linea di fondo è che non possiamo prevenire il MA. Ma con i miei consigli, e attraverso la comprensione dei legami tra il sonno e i rischi / sintomi, è possibile adottare oggi delle misure per proteggere la salute del cervello.

 

 

 


Fonte: Michael J. Breus PhD, psicologo clinico in Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Tutti gli articoli da non perdere