Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

I costi del Coronavirus per i malati di Alzheimer

Coronavirus MH

1° Articolo

Una cosa sappiamo del nuovo coronavirus: i newyorchesi più anziani sono molto più suscettibili alla malattia di chiunque altro. Molti anziani di New York vivono da soli e sono perfettamente in grado di prendersi cura di sé stessi.


Ma che dire dei 400.000 newyorchesi che vivono con il morbo di Alzheimer (MA) o con un'altra demenza? Con il bando delle visite alle case di riposo, molti stanno perdendo il contatto con i loro cari, che potrebbero essere stati il loro unico collegamento con i loro ricordi in dissolvenza. E cosa succede dei caregiver che si occupano dei malati di MA a casa? Possono avere paura di uscire di casa per paura di riportare i virus con loro. Ma molti lavorano, e tutti loro richiedono cibo e farmaci vitali.


Per avere alcune risposte, ci siamo rivolti a uno dei maggiori esperti della nazione sulla creazione di un ambiente sicuro e sano per i malati di MA, e che si occupa di loro, giorno dopo giorno: Charles Fuschillo Jr., Presidente e CEO dell'Alzheimer’s Foundation of America.


Domanda: A parte il virus stesso, qual è la tua preoccupazione più grande per i malati di MA in questo momento, visto che i visitatori non vengono ammessi nelle case di cura?

Risposta: L'isolamento, è la prima preoccupazione. Questo è qualcosa che cerchiamo di evitare in qualsiasi momento. Quindi stiamo cercando di fare in modo che possano partecipare ai nostri programmi in modalità remota. Con una tale serrata, insistiamo sul fatto che i nostri programmi possono essere condotti virtualmente nelle case di cura, e cerchiamo di convincere i caregiver domiciliari a fare lo stesso a casa.


D: Come possono accedere a tali programmi?

R: Attraverso i social media. Continueremo con tutti i programmi di musica e danza terapia. Stiamo ancora lavorando per metterli on-line sul nostro sito. In effetti ho ricevuto un'email da una caregiver che ha detto che il suo caro si è alzato e ha cominciato a ballare quando ha fatto partire il programma, e questo è quello che vogliamo sentire. Inoltre, vogliamo che tutti sappiano che il nostro servizio di assistenza è ancora aperto. È fatto da remoto, poiché il nostro staff sta lavorando da casa. Possono chiamare il nostro ufficio dal lunedì al venerdì (9-17) e il sabato e la domenica (9-15). Avranno l'opportunità di parlare con un assistente sociale diplomato. Abbiamo un sistema che permette di chattare (messaggiare) in 90 lingue diverse.


D: Dovete ricevere molte chiamate da familiari di malati di MA che si trovano nelle case di cura. Essi possono essere il loro unico collegamento alla vita, l'unico filo che li tiene nel mondo reale.

R: È spaventoso. Dobbiamo ancora capire che il modo migliore per prevenire la diffusione di questa malattia è limitare e evitare l'esposizione. Quello che stiamo loro dicendo è di comunicare per telefono o FaceTime o Skype. Ma devono capire che ci sono troppe questioni: da dove viene il familiare o l'amico? a cosa può essere stato esposto? Ma la disponibilità di Face Time è importante.


D: Questi sono anziani con MA. Non sanno come collegarsi a Face Time o a Skype, e potrebbero non essere in grado di farlo anche se lo sapevano fare prima. I caregiver delle case di cura stanno aiutandoli a collegarsi?

R: Ci stiamo assicurando che questo accada in tutto il paese. Abbiamo quasi 3.000 collaboratori. Stiamo parlando con associati di caregiving delle case di cura e nelle strutture di residenza assistita, per assicurarci che i pazienti possano collegarsi e usare Face Time. Stiamo dicendo alle persone di fare in modo che parlino con i loro cari, spieghino cosa sta succedendo. Ove possibile, stiamo chiedendo loro di portare i familiari in una stanza separata in cui possono parlare via Skype. Li abbiamo incoraggiati negli ultimi giorni a collegarsi con i loro cari. E stiamo tenendo aperti i nostri uffici da remoto per rispondere a tutte le loro domande. Nel mondo di oggi, questo è molto importante.


D: Che cosa stai dicendo ai caregiver familiari che potrebbero dover uscire di casa per lavoro o per prendere cibo o medicine, ma hanno paura di infettare la persona di cui si prendono cura?

R: Usare quanto più possibile i servizi di consegna a domicilio. Sappiamo di questo problema da settimane e mesi, quindi, si spera, che ci sia stata una qualche preparazione. Ora ci sono chiusure di ristoranti e altri luoghi, quindi speriamo che le persone si siano rifornite, e che le case di cura abbiano riserve.


D: Quale messaggio vorresti dare ai familiari che si prendono cura di una persona con MA o altra demenza?

R: Vogliamo che sappiano che siamo qui. Ci facciamo sentire con tutti quelli con cui lavoriamo, chiamiamo uffici e affiliati per assicurarci che siano al sicuro, e che abbiano l'aiuto di cui hanno bisogno. È così di fondamentale importanza rimanere in contatto. Se è possibile, con una semplice telefonata, o Skype o Face Time. Il nostro obiettivo in questo momento è contattare. Siamo al telefono tutto il giorno, contattando persone e strutture, facendo loro sapere che il nostro servizio di assistenza è aperto. Stiamo anche dicendo di non cedere agli allarmi. Ogni volta che qualcuno legge un giornale o guarda la TV aumenta la paura. Stiamo facendo tutto il possibile per rimanere in contatto, per dare loro le informazioni di cui hanno bisogno e, si spera, per rimuovere un po' di quella paura.


A: Sei convinto che le case di cura stiano usando tutte le precauzioni e facendo le azioni appropriate?

R: Da quello che abbiamo trovato, la risposta è sì. Siamo in contatto con gli affiliati dell'Alzheimer's Foundation, e stanno lavorando su questo da un po', come noi. La maggior parte di loro erano pronti. Hanno personale formato professionalmente che sta usando tutte le precauzioni per rimanere in buona salute. Stanno sanificando le loro strutture. Stanno chiudendo la porta al pericolo. E li stiamo contattando, facendo loro sapere che siamo qui e disponibili a parlare. E stiamo incoraggiando tutti, nelle case di cura o in casa, a mantenere i pazienti attivi, e a restare in contatto con loro il più possibile.

 

 

 


2° Articolo: Il coronavirus può aggravare il rischio di vivere con l'Alzheimer

L'Alzheimer's Association ha dei consigli su come prendersi cura dei tuoi cari con demenza nell'epidemia del COVID-19. Anche se dice che la demenza non aumenta il rischio di COVID-19, ci sono alcuni comportamenti tra i tanti della demenza che possono influire sul rischio.


Ad esempio, le persone con demenza possono dimenticare di lavarsi le mani o di prendere altre precauzioni per prevenire la malattia e una malattia come il COVID-19 potrebbe peggiorare il deficit cognitivo causato dalla demenza.


L'associazione ha alcuni suggerimenti su come gestire in modo appropriato le persone con demenza a casa.

  • Per le persone che vivono con demenza, spesso il primo sintomo di una qualsiasi malattia è un aumento della confusione. Se una persona con demenza mostra un incremento rapido della confusione, chiedi consiglio al suo medico.
  • Le persone con demenza possono avere bisogno, da un giorno all'altro, di un extra di promemoria, anche scritti, e di supporto per ricordare importanti pratiche igieniche.
  • È consigliabile inserire segnali nella stanza da bagno e altrove, per ricordare alle persone con demenza di lavarsi le mani con il sapone per 20 secondi.
  • Dimostra come si fa un accurato lavaggio delle mani.
  • Una rapida alternativa per il lavaggio delle mani può essere un disinfettante per le mani a base di alcol, con almeno il 60% di alcol, se la persona con demenza non arriva con facilità al lavandino o a lavarsi le mani.
  • Chiedi al medico di fare prescrizioni per un numero maggiore di giorni, per ridurre i viaggi alla farmacia.
  • Pensa avanti e fai piani alternativi per la persona con demenza, nel caso il diurno, il centro sollievo, ecc., sia chiuso in risposta al COVID-19.
  • Pensa avanti e fai piani alternativi per gestire l'assistenza nel caso il caregiver primario si ammali.


L'associazione ha anche suggerimenti per i caregiver di coloro che vivono in strutture di residenza assistita:

  • Verifica con la struttura le sue modalità di gestione del rischio COVID-19. Fai in modo che ci siano le informazioni di contatto di emergenza e quelle di un altro familiare o amico, come riserva.
  • Non andare a visitare il familiare se hai un qualsiasi segno o sintomo di malattia.
  • A seconda della situazione nella tua zona locale, le strutture possono limitare o impedire le visite. Lo fanno per proteggere i residenti, ma può diventare difficile non riuscire a vedere il tuo familiare.
  • Se le visite non sono consentite, chiedi alla struttura come puoi contattare il familiare. Le opzioni includono telefonate, chat video o anche messaggi di posta elettronica.
  • Se il tuo familiare non è in grado di fare chiamate o chat video, chiedi alla struttura come puoi rimanere in contatto con il suo personale, per restare aggiornato.


E, naturalmente, mantieniti tu stesso in buona salute, lavandoti le mani e usando precauzioni regolari per non contrarre il COVID-19. Non puoi prenderti cura degli altri se ti ammali.

 

 

 


Fonte:

  1. Spectrum News NY (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.
  2. WLBT (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

Notizie da non perdere

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno d...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il ris...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi intest…

26.07.2022

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli ...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il risc…

22.07.2022

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne. <...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della memoria…

30.06.2022

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di nuovi…

20.05.2022

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alzhei…

24.03.2022

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'A...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscon…

31.01.2022

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università de...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in realtà un…

17.01.2022

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzheimer'

13.01.2022

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio pl...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianc...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Tutti gli articoli da non perdere
Usiamo cookie

Sul nostro sito Web usiamo solo cookie 'tecnici' utili per il suo funzionamento, non usiamo cookie di tracciamento.

Se decidi di non consentirne l'uso, potresti non riuscire a usufruire di tutte le funzionalità del sito.