Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Far fronte allo stress del caregiving camminando nella natura

elderly couple walking

Ho scritto più volte in questo blog dei benefici del cammino. Camminare è una forma perfetta di esercizio fisico. Da 10 a 30 minuti di cammino, 3/5 volte alla settimana, può fare una differenza significativa nel proprio benessere.


Camminare è anche una grande risorsa per far fronte allo stress del caregiving, cioè del prendersi cura di qualcuno. Di recente ho lavorato con una donna che stava lottando con il peso del caregiving. Avendo condotto ricerche e scritto su questo argomento, mi sono incontrata con lei un paio di volte e abbiamo discusso dei 'piccoli passi' che potrebbero aiutare.


Lise è una donna che ha appena superato gli 80 anni, e si prende cura di suo marito che ha la demenza. Non ha una famiglia larga e si sente sola e isolata. Non fa esercizio fisico nè socializza da diversi mesi. Lise passa le sue giornate prendendosi cura di Ari, suo marito da più di 50 anni, che ha la demenza.


Lui non è completamente disabile, ma la sua perdita di memoria è stressante per Lise e la cura quotidiana che gli fornisce, preparando i pasti, ricordandogli di fare il bagno e di vestirsi, portandolo dal medico, stanca così tanto Lise da non avere il tempo di prendersi cura di se stessa. Il peso del caregiving ha avuto un effetto sulla salute e sul benessere di Lise.


Il caso di Lise e Ari non è insolito. Ora che le persone vivono più a lungo, un numero crescente di uomini e donne più anziani stanno sviluppando la demenza. Le statistiche indicano che il morbo di Alzheimer (MA) è la 6a causa di morte negli Stati Uniti e non c'è prevenzione o cura. Milioni di persone in tutto il mondo vivono con il MA, una malattia progressiva che porta a un deterioramento graduale e completo, danneggiando le capacità sociali, affettive, cognitive e fisiche.


Il MA è diverso per genere; due terzi delle vittime sono donne. In realtà, una persona sviluppa il MA ogni 69 secondi (Associazione Alzheimer, 2009). La persona vive per anni con la malattia, e infatti i pazienti di solito muoiono da 8 a 10 anni dopo la diagnosi.


Nel corso di questi anni, le vittime hanno bisogno di cure costanti. Da 30 a 38 milioni di americani, soprattutto donne, stanno fornendo cure regolari a una persona cara. I fattori di stress connessi con il caregiving sono schiaccianti. Come Lise, molti di questi caregiver hanno più di 65 anni e sono alle prese con i loro stessi problemi di salute. La maggior parte dei caregiver soffre di ansia e più del 30% soffre di depressione (APA, 2007).


Ogni giorno milioni di donne e uomini lottano per aiutare una persona cara a vivere i suoi ultimi anni con un grado sufficiente di comfort e di dignità (Tahmaseb McConatha, McConatha, e Stricker, 2019). Come per molte altre persone che si prendono cura di un familiare o un amico, lo stress di assistere 24 ore su 24 hanno minacciato la salute e la felicità di Lise.


Negli ultimi due anni, ha guadagnato quasi 20 chili. Non fa esercizio e mangia per consolarsi. Sa che deve mangiare di meno e meglio e fare più esercizio fisico, ma è troppo stanca per la maggior parte del tempo. Quando è stanca e stressata, mangia; il cibo l'ha sempre consolata. Quando era attiva questo non era un problema. Non beve molto nè mangia in modo  eccessivo, semplicemente le piace mangiare.


La prima infanzia Lise l'ha passata durante la 2a guerra mondiale in Europa. Aveva spesso fame. Come risultato, lei associa il cibo con la sicurezza e il comfort. Fino ad oggi non è mai stata pesante o ha avuto problemi di salute legati al peso, così che  mangiare (quando voleva un certo comfort) non era un problema.


Ora, in età avanzata, mentre si prende cura di suo marito 24 ore al giorno, mangia troppo, troppo spesso, e senza preoccuparsi. Di conseguenza, è diventata pesante, con meno energia e più minacce alla sua salute. In un recente controllo medico, l'analisi del sangue ha indicato che ha quasi sviluppato il diabete (borderline).


Lise non è la sola a cercare conforto nel cibo. Il detto 'cibo di conforto' indica bene perchè la maggior parte delle persone associa il cibo con la casa e la famiglia e il 'comfort'. I problemi nascono quando si mangia il tipo sbagliato di alimenti per comfort, o troppo cibo, è importante trovare conforto in vari modi, non solo mangiando.


A Lise non piace il suo corpo che invecchia e la sua salute è a rischio. Dopo varie conversazioni, Lise decide di agire ora, prima che la sua salute si deteriori ulteriormente. Una sua vicina di casa cammina ogni giorno in un grande parco nella loro comunità. Lei ha spesso chiesto a Lise a unirsi a lei, dicendole che una volta che inizia, lei diventerà dipendente. Prima di cambiare idea, Lise va a trovare Sonja e le chiede a se può camminare con lei la mattina seguente. Nel pomeriggio Lise esce e compra un paio di scarpe da cammino.


Il suo medico le ha detto che camminare le farebbe bene, così lei sa che non c'è alcuna ragione medica per non camminare. Il suo medico ha detto che anche Ari deve camminare più che può. Lise è determinata a incoraggiare Ari a fare brevi passeggiate ogni pomeriggio intorno all'isolato. Lise crede che anche una breve passeggiata aiuterebbe Ari a sentirsi meglio.


Uno stile di vita sedentario può avere conseguenze negative significative sulla salute, anche per le persone con MA (APA, 2009). In uno studio, tre uomini giovani e sani sono stati messi a riposo a letto per sole 3 settimane. Alla fine di questo breve periodo, la loro salute fisica aveva già avuto un declino, con un aumento del grasso corporeo, una diminuzione della forza muscolare e un aumento della frequenza cardiaca / pressione del sangue (Harvard Health Publications, 2011).


Le implicazioni di questo piccolo studio sono enormi. Dato che le malattie croniche aumentano in età avanzata, è altamente probabile che molti anziani saranno costretti a letto per qualche tempo. Un modo per ridurre la probabilità che ciò accada è quello di camminare, camminare lentamente se questo è tutto quello che puoi fare, camminare per brevi periodi alla volta se ciò è necessario, ma camminare. Camminare, come altre attività fisiche, rinforza il sistema immunitario riducendo le probabilità di sviluppare malattie acute o croniche.


In uno studio riportato in Live Science, le persone che facevano esercizio almeno 5 volte alla settimana avevano meno probabilità di prendere un raffreddore, e se lo prendevano, i suoi sintomi duravano meno rispetto a quelli che non facevano esercizio (Health and Science 2010). C'è evidenza sostanziale che l'attività fisica è correlata positivamente al benessere generale e fa sentire le persone più felici e più rilassate (Rennemark, Lindwall, Halling e Berglund, 2009).


Lise ha anche letto un articolo sul giornale che diceva che camminare può aiutare a scongiurare il MA (Tanner, 2004). Come Lise inizia a camminare al mattino con la sua vicina Sonja, si sente subito un po' meglio. Sonja è molto felice di avere compagnia. Lise inizia con poco, cammina solo per 15 minuti il ​​primo giorno. Le piace così tanto che, molto presto, Sonja e Lise iniziano a camminare insieme per un'ora da 4 a 5 volte alla settimana.


In tre mesi di cammino Lise perde 6 chili. Lei e Sonja sono diventate anche buone amiche; pranzano anche insieme un giorno alla settimana in un bar locale. Camminando, Lise ha anche incontrato diverse altre vicine di casa, compresa Susan, anch'essa caregiver del marito. Susan frequenta un gruppo di supporto per caregiver. Il gruppo le dà informazioni su cosa aspettarsi nel prosieguo della malattia, e sui metodi per ridurre lo stress e sulle capacità di gestione (Dartnell, Tahmaseb-McConatha, Kumar, e Treadwell, 2017).


Il gruppo di supporto è fonte di speranza per Lise, che decide di provare a partecipare alle sessioni di gruppo con Susan. Lise ritiene che sia utile condividere le storie dell'assistenza con i suoi nuovi amici e con il gruppo. Di tanto in tanto, nel pomeriggio le due caregiver riescono a convincere i loro mariti a fare una passeggiata nel parco e poi si trovano insieme per una breve visita.


Lise si sente molto meglio fisicamente di tre mesi fa, ed è anche molto più felice. Mentre camminare certamente aiuta ad alleviare la maggior parte dei suoi problemi, per far fronte in modo efficace allo stress correlato al caregiving è necessario un sostegno formale e informale pieno e notevole; il cammino è stato un primo grande passo per Lise.

 

 

 


Fonte: Jasmin Tahmaseb-McConatha PhD, professoressa della West Chester University in Pennsylvania

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Referenze:

  • American Psychological Association. (2007). Protect your brain as you age. Retrieved from http://www.apa.org/topics/alzheimers/protect.aspx
  • Alzheimer’s Association. (2009).  Alzheimer’s disease facts and figures: Chart of Alzheimer’s and Dementia caregivers, March 3, 2011. AARP.org Bulletin.  Retrieved http://refresh.aarp.org/relationships/caregiving/info-03-2011/alzheimer_caregiver.html
  • Alzheimer’s Facts and Figures. (2011). Alzheimer’s Association. Retreived www.alz.org/facts
  • Colcombe, S., & Kramer, F. K. (2003). Fitness effects on the cognitive function of older adults: A meta-analytic study.  Psychological Science, 14, 125-130.
  • Deslandes, A., Moraes, H., Ferriera, C., Veiga, H., Silveira, H., Mouta, R., Pompeu, F., Coutinho, E. (2009). Exercise and mental health: Many reasons to move. Neuropsychobiology, 59, 191-198.
  • Eggermont, L. P., Milberg, W. P., Lipsitz, L. A., Scherder, E. J., & Leveille, S. G. (2009). Physical activity and executive function in aging: The mobilize Boston study. The American Geriatrics Society, 57, 1750-1756.
  • Fox, R., Stathi, A., McKenna, J., & Davis, G. (2007). Physical activity and mental well-being in older people participating in the better ageing project. European Journal of Applied Physiology, 5. 591-602.
  • Harvard Health Publications. (2011). Exercise and aging: Can you walk away from father time. Retrieved from http://health.harvard.edu/newsweek/exercise_and_aging_can_you_walk_away_from_father_time.html
  • Rennemark, M., Lindwall, M., Halling, A., & Berglund, J. (2009). Relationships between physical activity and perceived quality of life in old age: Results of the SNAC study. Aging & Mental Health, 13, 1-8.
  • Tahmaseb McConatha, J., McConatha, M. & Stricker, L. (2019) My days in solitary confinement: The plight of older immigrant caregivers. International Journal of Aging and Society.
  • Dartnell, D.; Tahmaseb McConatha, J.; Kumar, V.K.; & Treadwell, T. (2017) The Mourning After: A group for bereaved caregivers. Group, 41 (2), 119 – 134.
  • Tanner, L. (2004, September 22). Walking might help ward off Alzheimer’s. Philadelphia Inquirer.
  • Walking off the common cold. (2010, November, 19). Health and Science, p. 24.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Tutti gli articoli da non perdere