Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Tre consigli per migliorare la tua memoria dall'interno

improve your memory

Gran parte della ricerca sulla salute del cervello si concentra su comportamenti diretti dall'esterno per migliorare la memoria e ridurre il rischio di Alzheimer. Di conseguenza, disponiamo di ottimi dati sul modo migliore per spostarci, mangiare, dormire e interagire con il nostro mondo, per massimizzare la salute del nostro organo più importante.


Ma che dire del nostro mondo interno? Come possiamo sfruttare il paesaggio dei nostri pensieri ed emozioni per migliorare la memoria, oltre a usare la forza di volontà e la conoscenza per guidare i comportamenti diretti dall'esterno? Uno studio recente fornisce alcune intuizioni potenti.


Ma prima di esaminarne i risultati, esploriamo un fenomeno che tutti sperimentiamo ma che spesso ignoriamo e che influisce direttamente sulla quantità di nuove informazioni che siamo in grado di apprendere e ricordare.

 

 

Il paradosso del nuovo apprendimento

La nostra capacità di apprendere e ricordare nuove informazioni è influenzata da molti fattori. Ad esempio, diciamo che ti è stato chiesto di ricordare le seguenti frasi:

  • erba rossa
  • cielo giallo


Ci sono diversi problemi che potrebbero interferire con la tua capacità di apprendere queste frasi: rumori esterni che ti distraggono, minore capacità di prestare attenzione per la fatica, o mancanza di motivazione a concentrarsi sulle informazioni, tra le altre possibilità.


Ma è anche possibile che le tue conoscenze precedenti possano diminuire la tua capacità di apprendere le frasi di cui sopra. Ad esempio, la tua conoscenza precedente di 'erba verde' potrebbe rendere più impegnativo apprendere 'erba rossa'. Questo fenomeno di informazione precedente che diminuisce la capacità di apprendere nuove informazioni è chiamato 'interferenza proattiva'.


Interferenze proattive ci sono continuamente nella nostra vita quotidiana: quando ci dimentichiamo di prendere una nuova strada verso il lavoro a causa di una chiusura stradale, quando cerchiamo un oggetto nella corsia precedente in un supermercato appena ristrutturato, o quando chiamiamo una persona che abbiamo appena conosciuto con il nome di qualcuno che ci ricorda.


In modo tragico, l'interferenza proattiva è stata incolpata anche di incidenti industriali mortali che si sono verificati quando ai pulsanti della macchina venivano assegnate nuove funzioni (ad esempio 'stop' invece di 'vai'). Ci colpisce su molti livelli di cui spesso siamo inconsapevoli.


Le interferenze proattive possono esserci anche a livello emotivo. Diciamo che sei stato invitato a una festa di compleanno in famiglia in un ristorante dove hai avuto un'intossicazione alimentare l'anno prima. Quanto saresti disposto a creare una nuova associazione positiva con quel ristorante? Se tu fossi in grado di farlo, probabilmente ci vorrà del tempo addizionale e un superamento intenzionale delle tue precedenti emozioni negative.


È importante notare che l'interferenza proattiva differisce dalla sua controparte benvenuta (la facilitazione proattiva), in cui l'apprendimento precedente facilita realmente il nuovo apprendimento (ad esempio quando si impara più facilmente una equazione matematica complessa perché comprendi la matematica di base o quando mostri una capacità maggiore di gestire lo stress per la resilienza emozionale).


Quando si verificano interferenze proattive, diminuisce l'efficacia della nostra memoria di lavoro, che è il 'blocco di appunti mentale' su cui facciamo affidamento per tenere disponibili rapidamente le informazioni appena apprese, mentre le impacchettiamo e le immagazziniamo per un richiamo futuro.


Come potremmo essere in grado di apprendere nuove informazioni in modo più accurato, con interferenze ridotte? Una ricerca recente sulla consapevolezza ha esaminato proprio questa domanda. Nello studio (riferimenti sotto), a metà dei partecipanti è stata insegnata la meditazione di consapevolezza, una pratica di "consapevolezza non giudicante, momento per momento" (resa popolare dal Dr. Jon Kabat-Zinn). Ad altri è stato insegnato un compito di scrittura creativa.


A entrambi i gruppi è stata mostrata una serie di carte con delle lettere riportate ed è stato chiesto loro di determinare se le lettere che hanno visto in seguito erano uguali o diverse da quelle che avevano visto prima. Quelli con l'allenamento della consapevolezza sono stati più rapidi e precisi nel differenziare gli obiettivi che hanno visto di recente rispetto agli obiettivi precedenti, in confronto alle loro prestazioni prima dell'addestramento alla consapevolezza.


Sebbene diversi studi precedenti abbiano dimostrato che la consapevolezza è associata ad una maggiore crescita dell'ippocampo (una regione del cervello coinvolta nell'informazione da ricordare), questo studio è stato il primo a mostrare un aumento della crescita ippocampale nel contesto di una migliore memoria di lavoro. In altre parole, la consapevolezza era associata a un potenziamento sia della struttura cerebrale sia della funzione cerebrale.


Come potremmo imparare a usare la consapevolezza per ridurre il livello di interferenza dal nostro apprendimento precedente e visualizzare nuovamente informazioni e situazioni? Ecco tre suggerimenti per iniziare:

  1. Nota quando informazioni o esperienze precedenti sembrano avere un impatto sulla tua capacità di apprendere nuove informazioni. Ad esempio, potresti notare che ti serve più tempo del solito per apprendere informazioni, devi rivedere le nuove informazioni più frequentemente o colleghi automaticamente emozioni forti precedenti a una situazione attuale.
  2. Prenditi un momento per differenziare intenzionalmente le nuove informazioni dalle vecchie. Cerca di essere specifico sulle differenze. Visualizzare le nuove informazioni può aiutare. Ad esempio, ricordi le due frasi che hai visto prima? In caso contrario, prenditi un momento per visualizzare l'erba rossa. Passa qualche istante a rendere saliente l'immagine, e pronuncia "erba rossa" mentre la visualizzi. Adesso smetti di pensare all'immagine, e dì "erba rossa". Vedi se riesci a riportare l'immagine velocemente. In caso contrario, ripetilo ancora qualche volta finché l'immagine non viene in mente rapidamente. E' probabile che questo meccanismo ti aiuti a ricordare sia "erba rossa" che "cielo giallo" in modo più efficace.
  3. Alcune volte al giorno, passa circa due minuti a prestare attenzione a qualsiasi cosa stai facendo in quel momento, che sia essere seduto su una sedia, attraversare una stanza o mangiare una mela. Vedi se riesci a prestare attenzione a quei momenti mentre avvengono. Nota qualsiasi pensiero o giudizio che ti viene in mente. Ricorda a te stesso che i pensieri e i giudizi sono un normale fenomeno umano, e che il tuo unico compito è di notarli e passare al momento successivo e qualunque cosa esso abbia.


Se sei interessato a saperne di più sulla consapevolezza, ci sono molti buoni libri che forniscono una guida; quelli del dott. Jon Kabat-Zinn, che ha creato Mindfulness-Based Stress Reduction (Riduzione dello stress con la consapevolezza), sono molto efficaci e hanno un forte sostegno empirico.


Tuttavia, data la natura esperienziale della consapevolezza, di solito è meglio iniziare con un corso tenuto da un insegnante esperto. Le lezioni in "Riduzione dello stress con la consapevolezza" e altri corsi simili di consapevolezza forse ci sono anche nella tua città.


Combinando strategie di salute del cervello focalizzate sull'esterno (come esercizio, nutrizione, sonno e impegno cognitivo) con strategie focalizzate all'interno (come la consapevolezza), possiamo notare un effetto sinergico nel migliorare non solo la salute del cervello, ma il benessere complessivo.


Ora, ti ricordi quelle due frasi?

 

 

 


Fonte: Michelle Braun PhD/ABPP, neuropsicologa clinica certificata da Yale e Harvard ed esperta di salute del cervello.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Referenze: Jonathan Greenberg, Victoria L. Romero, Seth Elkin-Frankston, Matthew A. Bezdek, Eric H. Schumacher, Sara W. Lazar. Reduced interference in working memory following mindfulness training is associated with increases in hippocampal volume. Brain Imaging and Behavior, 17 Mar 2018, DOI: 10.1007/s11682-018-9858-4

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nu...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer

20.07.2021

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scie...

Puoi distinguere il delirium dalla demenza? È solo questione di tempi

17.06.2021

Quante volte hai sentito qualcuno esclamare "Tu deliri!" o "Sei un demente!", nell'incre...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memor…

9.06.2021

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i l...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Tutti gli articoli da non perdere