Associazione Alzheimer ONLUS logo

Esperienze e opinioni

Una migliore funzione cardiaca aiuta il tuo centro di memoria del cervello

brain and heart

Probabilmente non c'è una malattia più temuta del morbo di Alzheimer (MA), il ladro della memoria. Ma sono stati compiuti dei progressi nello scoprire i fattori specifici che possono influenzare lo sviluppo del MA e delle altre forme di demenza. E stanno aumentando le prove che salute del cuore e salute del cervello sono collegate, e una migliore funzione cardiaca può aiutare il centro della memoria del cervello.


La demenza è la perdita di capacità di ricordare, ragionare e pensare. Con il passare del tempo, il risultato è la perdita della capacità di eseguire anche i compiti più elementari. Il MA è la forma più comune di demenza e i primi sintomi del MA compaiono spesso verso i 65 anni, secondo il National Institute on Aging. Sebbene le stime varino, si ritiene che oltre 5 milioni di americani abbiano il MA.


Mentre i ricercatori sono alla ricerca di cure, stanno anche cercando di individuare i fattori di rischio e i modi per prevenire questa devastante malattia del cervello, e un obiettivo importante è capire esattamente come la salute cardiovascolare influenza chi può sviluppare la demenza.


"Ora è chiaro da un crescente numero di evidenze della ricerca che esiste una forte connessione tra salute del cuore e quella del cervello", ha detto Maria Carrillo PhD, responsabile scientifico dell'Alzheimer's Association. "Questi meccanismi, una volta confermati, possono rappresentare la chiave per trattamenti efficaci e strategie di prevenzione per il MA e le altre forme di demenza".

 

La funzione cardiaca e il centro della memoria del tuo cervello

Sebbene il tuo cervello rappresenti solo il 2% del tuo peso corporeo totale, in circostanze normali riceve il 12% del flusso sanguigno dal tuo cuore. Questo livello di flusso sanguigno è mantenuto costante grazie a processi fisiologici complessi e automatici. Ma se qualcosa riduce la quantità di sangue che il tuo cervello riceve in modo continuo, ci sono problemi di memoria e di pensiero.


Gli scienziati della Vanderbilt University stanno studiando se la riduzione del flusso di sangue al cervello può spiegare la ricerca precedente che mostra un'associazione tra funzione cardiaca alterata e MA e altri tipi di compromissione cognitiva. Angela Jefferson PhD, direttrice del Vanderbilt Memory and Alzheimer's Center, e i colleghi hanno studiato 314 persone con un'età media di 73 anni per vedere se il flusso ematico cerebrale alterato e i segni di demenza in sviluppo sono collegati.


Il 39% dei soggetti di ricerca, che partecipano a una ricerca che seguirà per molti anni la loro salute insieme alle capacità di pensiero e alla memoria, ha già mostrato segni di lieve deterioramento cognitivo - un fattore di rischio per il MA o per altre forme di demenza - mentre il resto ha avuto una funzione cognitiva normale. Il team di ricerca ha utilizzato l'ecocardiografia per misurare l'indice cardiaco di ciascun partecipante allo studio (la quantità di sangue che fuoriesce dal cuore in proporzione alle dimensioni del corpo). Quindi il flusso di sangue nel cervello è stato misurato con la risonanza magnetica (MRI).


I risultati dello studio, pubblicati su Neurology, hanno trovato che i partecipanti il cui cuore pompava meno sangue hanno avuto una riduzione della quantità di sangue presente nei lobi temporali. Il lobo temporale è la regione del cervello critica per l'elaborazione della memoria ed è il punto in cui si ritiene che inizi la patologia di MA.


"Attualmente sappiamo molto su come prevenire e gestire clinicamente molte forme di malattie cardiache, ma non sappiamo ancora come prevenire o curare il MA", ha detto la Jefferson, che ha diretto lo studio. "Questa ricerca è particolarmente importante perché può aiutarci a sfruttare le nostre conoscenze sulla gestione della salute del cuore per affrontare e trattare i fattori di rischio per la perdita di memoria negli anziani, prima che si sviluppino i sintomi cognitivi".

 

Un minor flusso di sangue invecchia il cervello

Si è scoperto che il flusso sanguigno ridotto al lobo temporale del cervello corrisponde ad un aumento di velocità nell'invecchiamento del cervello, secondo la Jefferson:

"Un modo per mettere questi risultati in un contesto significativo è definire in che modo un anno di invecchiamento si collega al flusso di sangue nel cervello. Quindi confrontiamo l'effetto di un anno di invecchiamento con l'effetto di un minore indice cardiaco. Quando lo facciamo, scopriamo che l'effetto dell'indice cardiaco sul flusso sanguigno nei lobi temporali corrisponde a 15-20 anni di età".


Può essere che l'autoregolazione del flusso di sangue al cervello sia meno efficace in alcune persone che invecchiano, ma sembra anche che la salute cardiovascolare, che influenza il flusso sanguigno, può avere un ruolo nello sviluppo del MA e nei sintomi di demenza.


Un altro studio del team di ricerca della Vanderbilt, pubblicato su Circulation, ha trovato altre prove che una migliore funzione cardiaca aiuta il centro di memoria del cervello e può prevenire la demenza. I ricercatori hanno analizzato i dati di 1.039 partecipanti della Coorte Offspring del Framingham Study, che sono stati seguiti fino a 11 anni per vedere se la loro funzione cardiaca era legata allo sviluppo del MA.


I risultati hanno mostrato che le persone con una funzionalità cardiaca ridotta, misurata dall'indice cardiaco, avevano una probabilità da due a tre volte maggiore di sviluppare una perdita significativa di memoria nel tempo rispetto a quelle con flusso normale di sangue nel cuore.


"La funzionalità cardiaca potrebbe rivelarsi un fattore di rischio importante per la demenza e il MA", ha affermato la Jefferson, prima autrice dello studio. "Un aspetto molto incoraggiante delle nostre scoperte è che la salute del cuore è un rischio modificabile. Potresti non essere in grado di modificare la tua genetica o la tua storia familiare, ma puoi impegnarti in uno stile di vita sano per il cuore attraverso la dieta e l'esercizio fisico in qualsiasi momento della tua vita".

 

 

 


Fonte: Sherry Baker in YourCareEverywhere (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzheimer

28.09.2018

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizione nel…

10.09.2018

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno dem…

17.08.2018

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcu...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambia forma

11.07.2018

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare placche

27.06.2018

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle m...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di H...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno sco...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demen...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ac...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di ...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l'Alzheimer

4.08.2017

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzheimer…

16.06.2016

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale ami...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l'ippocam…

17.02.2016

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l'Alzh…

22.09.2015

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della comp…

27.08.2015

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le protei…

31.07.2015

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

I ricordi più belli e appassionati sono i primi a sparire nell'Alzheimer

17.06.2015

Ricercatori della Johns Hopkins University hanno pubblicato un nuovo studio questa settimana sugl...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Alzhei…

27.04.2015

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Alzheim…

30.01.2015

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picc...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheimer

21.12.2014

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello accelerando la…

5.12.2014

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimost...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adul…

21.11.2014

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall'Amiloid…

2.11.2014

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheimer

1.10.2014

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al cancro

21.09.2014

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...