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Esperienze e opinioni

Che cosa c'è da sapere sul cattivo sonno e sui rischi di Alzheimer

History of Sleep Beginning

Lavoro ogni giorno per mantenere il mio cervello in buona forma. Leggo, gioco con i miei figli, prendo integratori, e molto altro. Seguo una dieta che enfatizza il cibo per il cervello, compresi gli omega 3 di cui ho scritto di recente. Mi assicuro anche di dormire molto. Oggi sto lavorando sodo affinché le mie capacità cognitive rimangano forti per i decenni futuri.


Ma avere uno stile di vita sano non ci evita la preoccupazione per i rischi a lungo termine di declino cognitivo e di malattie neurodegenerative come la demenza. Molti dei miei pazienti che si trovano in mezza età parlano con me delle loro paure di perdere la memoria, la chiarezza mentale e le funzioni cognitive con l'età, e delle loro preoccupazioni in particolare per il morbo di Alzheimer (MA).


C'è nuova ricerca sul legame tra sonno e MA che voglio condividere con voi, ricerca che ci fa capire meglio come sono collegati il sonno scadente e il MA. La maggior parte di noi probabilmente conosce o sa di qualcuno che è stato colpito dal MA. Sfortunatamente, i numeri lo confermano. Secondo l'Alzheimer's Association, negli Stati Uniti ogni 65 secondi qualcuno sviluppa il MA. Oggi ci sono 5,7 milioni di americani che vivono con questa malattia neurodegenerativa, la forma più comune di demenza. Entro il 2050, le stime prevedono che il numero salirà a 14 milioni.

 

Che cosa causa l'Alzheimer?

La risposta dura è che non lo sappiamo ancora. Gli scienziati stanno lavorando alacremente per identificare le cause alla base della malattia. Anche se non sappiamo ancora perché, quello che sappiamo è che la malattia causa problemi fondamentali nel funzionamento delle cellule cerebrali.


Miliardi di neuroni nel nostro cervello sono costantemente al lavoro, mantenendoci vivi e funzionanti. Ci permettono di pensare e prendere decisioni, archiviare e recuperare la memoria, apprendere, sperimentare il mondo intorno a noi attraverso i sensi, sentire tutta la gamma di emozioni ed esprimerci nel linguaggio e nel comportamento.


Gli scienziati pensano che ci siano diversi tipi di depositi proteici che causano il degrado delle cellule cerebrali, portando a problemi progressivamente più gravi con la memoria, l'apprendimento, l'umore e il comportamento; sono i sintomi caratteristici dell'Alzheimer:

  1. proteine amiloide-beta (Aβ), che si raggruppano formando placche attorno alle cellule cerebrali,
  2. proteine tau, che si sviluppano in grumi di tipo fibroso, chiamati grovigli, all'interno delle cellule cerebrali.


Gli scienziati stanno ancora lavorando per capire come placche e grovigli contribuiscono al MA e ai suoi sintomi. Con l'età, è comune per le persone avere alcuni di questi accumuli nel cervello. Ma le persone con il MA sviluppano placche e grovigli in quantità significativamente maggiore, specialmente nelle aree del cervello legate alla memoria e ad altre funzioni cognitive complesse.


C'è un crescente corpo di ricerca che indica che un sonno di scarsa qualità e non dormire a sufficienza sono legati a una maggiore quantità di proteine Aβ e tau nel cervello. Uno studio pubblicato nel 2017 ha rilevato che negli adulti sani di mezza età, le interruzioni del sonno a onde lente erano associate a un aumento dei livelli di proteine Aβ.

 

La sonnolenza diurna è legata ai depositi proteici del MA nel cervello

Uno studio appena pubblicato mostra che un'eccessiva sonnolenza diurna è legata a maggiori quantità di depositi cerebrali di proteina Aβ negli anziani sani. Gli scienziati della Mayo Clinic hanno deciso nel loro studio di rispondere ad una grande domanda sulla causalità: l'accumulo di proteine Aβ contribuisce a dormire poco o il sonno interrotto porta all'accumulo di queste proteine?


La Mayo Clinic aveva già in corso uno studio a lungo termine sui cambiamenti cognitivi associati all'invecchiamento. Da quello studio già in corso, gli scienziati hanno selezionato 283 persone, che avevano più di 70 anni e non avevano la demenza, per indagare sulla relazione tra i loro schemi di sonno e la l'attività della proteina Aβ.


All'inizio dello studio, circa un quarto - un po' più del 22% - degli adulti del gruppo ha riferito di aver sperimentato un'eccessiva sonnolenza diurna. Essere eccessivamente sonnolenti durante il giorno è, naturalmente, un indicatore principale che non si dorme abbastanza di notte, ed è un sintomo associato a disturbi del sonno comuni, inclusa l'insonnia.


Per 7 anni gli scienziati hanno esaminato l'attività della Aβ dei pazienti usando le scansioni PET. Hanno trovato che:

  • Le persone con eccessiva sonnolenza diurna all'inizio dello studio avevano più probabilità di avere livelli più alti di Aβ nel tempo.
  • In queste persone private del sonno, una quantità significativa di accumulo di Aβ era presente in due particolari aree del cervello: il cingolato anteriore e il precursus cingolato. Nelle persone con MA, queste due aree tendono a mostrare livelli alti di accumulo di Aβ.


Questo studio non fornisce una risposta definitiva alla domanda se è il sonno scadente a guidare l'accumulo di proteine Aβ, o se sono i depositi di Aβ che causano problemi di sonno, o qualcosa in mezzo. Ma suggerisce che l'eccessiva sonnolenza durante il giorno potrebbe essere un segnale di allarme precoce di MA.


Lo studio della Mayo Clinic si allinea a ricerche più recenti che hanno esaminato la relazione tra il sonno scadente e il rischio di MA. Scienziati dell'Università del Wisconsin di Madison hanno studiato i possibili legami tra la qualità del sonno e alcuni importanti marcatori del MA presenti nel liquido spinale, compresi i marcatori delle proteine Aβ e ​​tau che portano ai grovigli che strangolano le cellule nervose.


In questo studio, gli scienziati hanno testato persone senza MA o demenza, ma hanno scelto specificamente individui con il rischio più alto della malattia, sia perché avevano un genitore con il MA sia perché avevano un gene specifico (il gene dell'apolipoproteina E), che è collegato alla malattia.


Come i loro colleghi della Mayo, i ricercatori di Madison hanno scoperto che le persone che hanno un'eccessiva sonnolenza diurna hanno più marcatori della proteina Aβ e pure della ​​tau. E le persone che hanno riferito di dormire male e che avevano un numero maggiore di problemi di sonno hanno mostrato una quantità maggiore di entrambi i biomarcatori rispetto ai loro coetanei con buon sonno.

 

Durante il sonno il cervello si pulisce dalle proteine ​​correlate al MA

È stato solo pochi anni fa che gli scienziati hanno scoperto un sistema precedentemente sconosciuto nel cervello che elimina i rifiuti, comprese le proteine Aβ associate al MA. Gli scienziati della University of Rochester che hanno fatto questa scoperta lo hanno chiamato 'sistema glinfatico', perché funziona proprio come il sistema linfatico del corpo nella rimozione dei rifiuti dal corpo, ed è gestito dalle cellule gliali del cervello.


Gli scienziati non si sono limitati a identificare il sistema glinfatico, una scoperta rivoluzionaria in sé e per sé. Hanno anche scoperto che il sistema glinfatico va in super lavoro durante il sonno. Gli scienziati hanno scoperto che, quando dormiamo,  il sistema glinfatico diventa 10 volte più attivo nell'eliminare i rifiuti dal cervello. Questa è una delle ricerche più convincenti a dimostrare l'importanza del sonno sano per la salute del cervello a lungo termine.


Gli scienziati ora pensano che, quando dormi, il tuo sistema glinfatico intensifichi la sua attività per rimuovere i detriti potenzialmente dannosi che si sono accumulati durante il tuo giorno di veglia. Se dormi male o non dormi abbastanza con regolarità, rischi di perdere completamente gli effetti di questo processo di purificazione.

 

Cicli di veglia e sonno irregolari legati al MA

Un altro possibile segnale di allarme precoce del MA correlato al sonno? Modelli di sonno interrotto, secondo una nuova ricerca. Gli scienziati della Washington University hanno monitorato i ritmi circadiani e i cicli sonno-veglia di circa 200 anziani (età media 66 anni) e li hanno testati tutti per i primi segni pre-clinici del MA.


Nei 50 pazienti che mostravano segni preclinici del MA, tutti avevano cicli sonno-veglia interrotti. Ciò significava che il loro corpo non aderiva a un modello affidabile di sonno notturno e di attività diurna. Riuscivano a dormire meno di notte e tendevano a dormire di più durante il giorno.


Una cosa importante da notare qui: le persone nello studio che avevano i cicli sonno-veglia interrotti non erano tutte private del sonno. Dormivano abbastanza, ma stavano accumulando il sonno in uno schema più frammentato nel corso delle 24 ore del giorno. Questo studio suggerisce che i ritmi circadiani interrotti possono essere un biomarcatore molto precoce del MA, anche in assenza di privazione del sonno.


Quando i miei pazienti condividono con me la loro preoccupazione per la salute cognitiva a lungo termine e le paure per l'Alzheimer, capisco. Ti dirò cosa dico loro: la cosa migliore che puoi fare è tradurre la tua preoccupazione in un'azione preventiva e prenderti cura di te oggi, con l'obiettivo di ridurre il rischio di declino cognitivo e demenza.


Guardando a tutto ciò che sappiamo, è chiaro che avere un sonno abbondante e di alta qualità è una parte importante di quel piano d'azione.

 

 

 


Fonte: Michael J. Breus PhD, psicologo clinico, diplomato dell'American Board of Sleep Medicine, autore di Beauty Sleep.

Pubblicato su Psychology Today (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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