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Esperienze e opinioni

Sei in post-menopausa con una storia familiare di demenza?

Postmenopausal happy lady

Il flusso recente di notizie è brulicante di rapporti della Conferenza internazionale dell'Alzheimer's Association (AAIC18), una riunione annuale di scienziati e ricercatori di tutto il mondo che hanno condiviso le loro ultime scoperte.


Seguo queste notizie da vicino a causa della preoccupazione personale che potrei sviluppare la demenza, a seguito alla perdita di entrambi i genitori per questa devastante malattia del cervello. Io e i miei fratelli di mezza età siamo figli della demenza.


Una lezione di storia può essere utile per la prospettiva. Il medico tedesco Alois Alzheimer ha studiato Auguste Deter nel 1906; puoi pensare ad Auguste come al paziente zero della demenza. Il Dr. Alzheimer ha lavorato per comprendere la malattia neurodegenerativa osservando il comportamento di questa donna. Negli oltre 100 anni trascorsi dalla sua attività iniziale, la scienza non è riuscita a generare tecniche completamente efficaci per rilevare, trattare o curare l'insieme di malattie che noi chiamiamo 'demenza'.


Mi sono preoccupata inizialmente, analizzando i rapporti dei media tradizionali sulla conferenza di quest'anno. Ho saputo che il rischio di demenza aumenta se:

  • hai avuto meno di tre figli;
  • hai trascorso meno tempo in gravidanza cumulativamente, in particolare nel primo trimestre;
  • non hai assunto la terapia ormonale sostitutiva all'inizio della menopausa.


Ho appreso che il rischio di demenza diminuisce:

  • se le mestruazioni sono iniziate attorno i 13 anni e la menopausa è arrivata dopo i 45 anni.


Dove sono ancora incerta per il mio rischio di demenza è che la mancanza di fertilità deriva dall'endometriosi, dal prendere le pillole anticoncezionali non per prevenire la gravidanza, ma per controllare il dolore intenso della mia endometriosi, e dal prendere un cocktail di farmaci per la fertilità durante gli anni di picco di fertilità e aumentare, senza successo, le probabilità di avere figli.


Dopo aver studiato i rapporti della conferenza mi rendo conto che, sebbene questa ricerca sia rivoluzionaria, è troppo presto per trarre conclusioni. "Questo è uno studio osservazionale", ha affermato Rachel Whitmer, docente di Scienze di Sanità Pubblica alla Università della California di Davis, che ha condiretto lo studio Kaiser Permanente sul ruolo nella demenza della storia riproduttiva delle donne. "Non ti dice i meccanismi, solo chi ha un rischio più basso o più alto. Le informazioni permetteranno agli scienziati di fare il lavoro sperimentale successivo e approfondire per davvero".


"Dal mio punto di vista, l'Alzheimer è una malattia del ciclo di vita, il rischio inizia nell'utero e quindi è influenzato dai geni, dai fattori di rischio per la vita, dalla dieta, dall'esercizio fisico e molto altro", afferma il dott. Richard Issacson che ha fondato la Clinica di Prevenzione dell'Alzheimer al New York-Presbyterian / Weill Cornell Medical Center.

 

Quello che sappiamo oggi:

  • La demenza è da tempo considerata una malattia della vecchiaia. Aggiungi a ciò la realtà statistica che le donne vivono più a lungo degli uomini. Ciò che ne è risultato è la visione prevalente secondo cui più donne che uomini semplicemente avrebbero la diagnosi di demenza.
    Sebbene gli scienziati sospettino che gli ormoni sessuali come gli estrogeni e il progesterone possono avere un ruolo nella malattia, il rischio intorno alla storia riproduttiva delle donne non è stato studiato completamente.
    Questa nuova ricerca potrebbe produrre un protocollo di individuazione e prevenzione più efficace distinto per genere.
  • Lo studio Kaiser Permanente ha coinvolto la popolazione più diversificata nel periodo di tempo più lungo. A partire dal 1964 lo studio ha esaminato le donne da 40 a 55 anni con istruzione, razza e salute diverse in mezza età. La diagnosi delle loro condizioni croniche e delle malattie del cervello sono state selezionate dalle cartelle cliniche nel periodo 2016-2017.
    I risultati dello studio sono monumentali nel porre le basi per i prossimi passi nella sperimentazione e potrebbero, a tempo debito, affrontare le altre domande che abbiamo come donne di mezza età con davanti la prospettiva della demenza.
  • Le donne non ricevono la diagnosi di demenza abbastanza presto a causa dei test clinici verbali usati oggi per l'individuazione, secondo uno studio dell'Università dell'Illinois di Chicago.
    Le donne eccellono nelle abilità di memoria verbale su cui sono basati questi test, potendo così mascherare lo stadio iniziale della malattia, e ritardando l'individuazione o il trattamento.
    Il rovescio della medaglia potrebbe essere la diagnosi eccessiva negli uomini, rendendo questa scoperta un'eccellente opportunità per cambiare non solo gli standard di test per tenere conto delle differenze di genere, ma anche per migliorare l'individuazione precoce della malattia per tutti.

 

Cosa possiamo fare per far avanzare questa ricerca storica?

  • Supportare più ricerche attraverso i finanziamenti: se hai mezzi, usali per aiutare i prossimi passi cruciali in questi esperimenti.
  • Supportare la ricerca attraverso l'attivismo: è di fondamentale importanza aumentare le nostre voci per rendere la ricerca sulla demenza una priorità continua a livello globale.

 

 

 


Fonte: Lisa B. Capp in Thrive Global (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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