Associazione Alzheimer ONLUS logo

NewsletterLogo
Con l'iscrizione alla newsletter ricevi aggiornamenti giornalieri o settimanali sulla malattia, gli eventi e le proposte dell'associazione. Il tuo indirizzo email è usato solo per gestire il servizio, non sarà mai ceduto ad altri.

Esperienze e opinioni

Come aiutare un/a amico/a con demenza?

Come aiutare un/a amico/a con demenza?

Caro Steve,

Innanzitutto, dico che io e mio marito rispettiamo e apprezziamo i consigli che offri nella tua rubrica. Sei diretto e, molto spesso, profondo nel modo in cui delinei una situazione e poi la affronti. Ci rivolgiamo a te sperando solo in questo tipo di chiarezza.

Da quasi 30 anni siamo amici con una persona che chiamerò "Ruth", e suo marito. Mio marito ed io consideriamo Ruth uno dei nostri amici più stretti; mio marito lavora anche nella stessa istituzione dove lavora lei, anche se non a stretto contatto.

Negli ultimi sei-otto mesi, abbiamo notato, sia da soli che insieme, che Ruth sembra avere problemi a trovare le parole. Sembra altalenante, per poi peggiorare certamente con l'alcool, ma è costante in una forma o un'altra, in ogni momento. Inoltre abbiamo notato, nel corso di diversi anni, che si è ritirata da alcuni aspetti della sua vita lavorativa e sociale; sembra meno impegnata di quello che era. La cosa più allarmante per entrambi noi è il modo in cui lei cerca di "coprire" quando non riesce a trovare una parola o non ricorda qualcosa. Entrambi abbiamo esperienza con i genitori che hanno avuto una demenza e siamo ben consapevoli delle fasi iniziali in cui la persona finge, consapevolmente o no.

Ruth ha un certo stress nel suo lavoro e nella vita personale e in un primo momento io e mio marito abbiamo assunto che questi problemi fossero legati alla mancanza di sonno, troppi impegni, ecc. E forse tutto ciò è vero. Ma sembra che stiamo raggiungendo un punto critico e siamo preoccupati che sia in atto un processo di demenza. Oh, e dovrei dire anche che Ruth non ha ancora 60 anni.

Naturalmente siamo molto preoccupati per lei. Ecco il nostro problema per te: non siamo sicuri di come affrontare l'argomento. Dovremmo parlare con suo marito e esprimere la nostra preoccupazione? Dovremmo parlare direttamente con Ruth? Dovremmo prendere un approccio di attesa? Nessuno di noi sente che quest'ultima sia veramente un'opzione; può essere troppo tardi ricevere un trattamento utile, se non facciamo nulla.

Vorremmo sentire il tuo parere su questo.

firmato,
Preoccupata per Ruth

 

Cara preoccupata,

Vorrei poterti dirti che non ho esperienza in questo particolare campo minato, però, ahimè, la mia cara madre ha lottato con il declino cognitivo negli ultimi anni della sua vita. È difficile spiegare quanto sono tristi e terrificanti questi disturbi se non li hai visti da vicino. Entrambi avete avuto la disgrazia di vedere i genitori percorrere questa strada, che è senza dubbio il motivo per cui noti il ritiro sociale e professionale di Ruth, così come i suoi disordini della memoria.

Scrivi che le cose "sembrano che stiano per raggiungere un punto critico". Credo che questo significa che i sintomi di Ruth stanno peggiorando. Più criticamente, scrivi che ti preoccupi che non "diventi troppo tardi per ricevere il trattamento", se non intercedete.

Questo implica due ipotesi. Primo, che né Ruth né suo marito stanno cercando un trattamento adeguato. E, più fondamentale, che tu conosci la sua condizione abbastanza bene da raccomandare un trattamento di salvezza.

Ma non hai prove che Ruth soffra di una malattia cognitiva degenerativa. Tutto quello che sai è che sta presentando alcuni sintomi. È certamente vero che questi sintomi potrebbero indicare le fasi incipienti del declino cognitivo. Ma è anche vero, ad esempio, che Ruth potrebbe soffrire di una depressione a lungo termine o di una mancanza di sonno cronica, di stress o di effetti collaterali di farmaci destinati a combattere uno o più di questi problemi. Molto probabilmente, questi diversi fattori organici possono essere interagenti.

Per questo motivo penso che sarebbe inopportuno parlare con Ruth, o suo marito, con tutte le nozioni preconcette sulla sua condizione cognitiva in mente. Ma qui la questione più fondamentale è che Ruth e suo marito possono senza dubbio sentirsi spaventati e coscienti del suo stato mentale. Hai notato come cerca di coprire le sue mancanze di memoria. In altre parole, qualunque cosa tu stai percependo, loro la stanno vivendo. Sono sicuro che tu lo sai già, ma la vergogna associata ai disturbi cognitivi è schiacciante, specialmente per una persona come Ruth, che ha vissuto una vita di ambizione intellettuale e professionale.

Non sto suggerendo di evitare del tutto l'argomento, in particolare se sospetti che non si sta sottoponendo al trattamento che potrebbe aiutarla. Ma se scegli di dire qualcosa, deve essere in un modo che mette i loro sentimenti prima delle tue congetture. In particolare, io parlerei prima al marito di Ruth e in un modo da offrire supporto emotivo piuttosto che una possibile diagnosi o opzioni di trattamento.

Io lascerei anche che la sua reazione fosse la tua guida. Se ritieni che sia disposto a parlare un po' di più di quello che sta succedendo alla moglie, bene. Diamine! può anche essere sollevato dall'avere l'opportunità di togliersi il peso e cercare il tuo consiglio, soprattutto dato che entrambi avete esperienza con dei cari che hanno sofferto del declino cognitivo.

Ma se non è disposto a parlare della condizione di Ruth, o solo in misura limitata, allora hai di fronte una decisione più difficile. Puoi decidere che la discrezione è la parte migliore del coraggio e tirarti indietro. Vale a dire: fai sapere che ti interessi di lui e di Ruth, e vuoi aiutare in qualunque modo possibile e lasciarlo a questo livello.

Oppure puoi essere più chiara nel suggerire che sua moglie ha bisogno di un trattamento, una decisione che ha insito il rischio di:

  • essere imprecisa o addirittura sbagliata; e/o
  • farlo arrabbiare e danneggiare la tua amicizia.

Può essere un rischio che ritieni valga la pena di essere corso, date le tue esperienze.

Forse il modo migliore per pensare a tutto questo - quello che spiega il tuo senso di urgenza qui, sospetto - è ricordare come ti sei sentita quando i tuoi genitori sono stati colpiti dalla demenza. Le situazioni non sono identiche, ma potrebbe aiutare a considerare come ti saresti sentita se gli amici preoccupati si fossero fatti avanti. Cosa, se c'era, volevi sentire da loro? Cosa avevi bisogno di sentire?

Sei nel giusto nell'osservare che le persone che hanno a che fare con il declino cognitivo spesso negano la situazione, consapevolmente e inconsapevolmente. Poche persone sono del tutto aperte su ciò che sta succedendo, perché è semplicemente insopportabile.

Gli amici possono dare un sostegno cruciale. Potrebbe essere che la tua coscienza richieda di darne di più. Ma in definitiva la diagnosi e il trattamento della condizione di Ruth dipendono da Ruth, da suo marito e dai loro medici. La misura in cui accolgono il tuo coinvolgimento nel processo dipende da loro.

Mi sento molto vicino a Ruth, suo marito e entrambi voi due.

Coraggio, Steve

 

 

 


Fonte: Steve Almond in WBUR.org (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Annuncio pubblicitario

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Privacy e sicurezza dati - Informativa ex Art. 13 D. Lgs. 196/03

Gentile visitatore,

l'Associazione tratterà i Tuoi dati personali nel rispetto del D. Lgs. 196/G3 (Codice della privacy), garantendo la riservatezza e la protezione dei dati.

Finalità e modalità del trattamento: I dati personali che volontariamente deciderai di comunicarci, saranno utilizzati esclusivamente per le attività del sito, per la gestione del rapporto associativo e per l'adempimento degli obblighi di legge. I trattamenti dei dati saranno svolti in forma cartacea e mediante computer, con adozione delle misure di sicurezza previste dalla legge. I dati non saranno comunicati a terzi né saranno diffusi.

Dati sensibili: Il trattamento di dati sensibili ex art. 1, lett. d del Codice sarà effettuato nei limiti di cui alle autorizzazioni del Garante n. 2/08 e n. 3/08, e loro successive modifiche.

Diritti dell'interessata/o: Nella qualità di interessato, Ti sono garantiti tutti i diritti specificati all'art. 7 del Codice, tra cui il diritto di chiedere e ottenere l'aggiornamento, la rettificazione o l'integrazione dei dati, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, e il diritto di opporsi, in tutto o in parte, per motivi legittimi, al trattamento dei dati personali che Ti riguardano.

Titolare del trattamento è l'Associazione di volontariato "Associazione Alzheimer o.n.l.u.s.”, con sede a Riese Pio X – Via Schiavonesca, 13 – telefax 0423 750 324.

Responsabile del trattamento è la segretaria dell’Associazione in carica.

Gestione «cookies»

Un cookie è una breve stringa di testo che il sito web che si sta visitando salva automaticamente sul computer dell'utente. I cookies sono utilizzati dagli amministratori di molti siti web per migliorarne funzionamento ed efficienza e per raccogliere dati sui visitatori.

Il nostro sito non utilizza i cookies per identificare i visitatori, ma per raccogliere informazioni al fine di arricchirne i contenuti e rendere il sito più fruibile.

Come cambiare le impostazioni del browser per la gestione dei cookies

È possibile decidere se permettere ai siti web che vengono visitati di installare i cookies modificando le impostazioni del browser usato per la navigazione. Se hai già visitato il nostro sito, alcuni cookies potrebbero essere già stati impostati automaticamente sul tuo computer. Per sapere come eliminarli, clicca su uno dei link qui di seguito:

Notizie da non perdere

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzheimer…

6.05.2021

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione de...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e meta…

23.04.2021

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per mon...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria Mesh...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la p...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è l...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzheimer

8.12.2020

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggregazione

20.11.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipen...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'inizio…

9.11.2020

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzheime…

29.09.2020

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alzheimer

4.09.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumul...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratte...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari n...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta<...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la c...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una dell...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carrier...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'coprono' i ri…

11.06.2020

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di gi...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie…

28.05.2020

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e pe...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più con l…

26.05.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, men...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di…

6.05.2020

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, m…

6.05.2020

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di m...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo da zero

17.04.2020

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nell...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Hupe…

27.03.2020

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame tra …

28.02.2020

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo d...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per u...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svan...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e malattia

4.06.2019

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA)...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta r...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per curare l'A…

30.01.2019

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'

16.11.2018

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda pi...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo'

5.11.2018

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Tutti gli articoli da non perdere