
E se proteggere il tuo cervello dalla demenza fosse semplice come muovere i tuoi mignoli per qualche secondo ogni giorno? Questa è la promessa dietro “pinky time”, una tendenza virale su TikTok che sostiene che un semplice esercizio con le dita può ridurre il rischio di sviluppare l’Alzheimer.
I video che promuovono questa presunta manovra utile per la salute del cervello hanno attirato milioni di visualizzazioni, alcuni dei quali suggeriscono che la difficoltà nell’eseguire il movimento potrebbe essere un segnale di avvertimento di declino cognitivo. Disponendo le dita secondo uno schema specifico e muovendo i mignoli su e giù, i sostenitori sostengono che si sta dando al cervello un allenamento veloce che lo mantiene attivo.
È facile capire perché l’idea ha attirato l’attenzione. Un’abitudine quotidiana libera e senza sforzo che protegge da una delle condizioni dell’invecchiamento più temute è una prospettiva allettante. Ma anche se la tendenza si ispira vagamente alle vere neuroscienze, le conclusioni raggiunte sono molto più ambiziose di quanto consentano le evidenze.
Fare qualcosa di complicato e nuovo con le dita, come imparare nuovi accordi su una chitarra, richiede vera concentrazione. Il tuo cervello deve pianificare ogni movimento, trattenere quelli sbagliati e adattarsi costantemente in base a ciò che vedi e a ciò che sentono le tue dita. Si tratta di una quantità sorprendente di lavoro mentale per un compito fisico così piccolo, e può aiutare a spiegare perché hobby pratici come imparare uno strumento musicale o lavorare a maglia sono associati a una memoria più acuta e a una migliore funzione cerebrale.
Per anni, gli scienziati hanno usato compiti basati sul tocco delle dita, in cui le persone toccano ripetutamente un dito o seguono un ritmo semplice, per studiare come sono collegati il movimento, l’attenzione e l’invecchiamento del cervello. Tuttavia, questi compiti vengono utilizzati come strumenti di ricerca e non devono essere confusi con test scientifici per la demenza o la perdita di memoria.
C’è un’altra idea alla base di questo: il cervello può ricablarsi in risposta a ciò che gli chiediamo di fare, costruendo nuove connessioni mentre impariamo. Quindi, quando impari un nuovo movimento delle dita, incoraggi il tuo cervello a rafforzare e riorganizzare le connessioni neurali coinvolte in quel compito. In questo senso, il mignolo si inserisce in una categoria più ampia di attività che sfidano il cervello attraverso la novità e la coordinazione. Dalla giocoleria alla danza o all'apprendimento di una nuova lingua, questo tipo di attività può aiutare a mantenere il cervello resiliente mentre invecchiamo.
Eseguire movimenti non familiari può sembrare impegnativo dal punto di vista mentale, ma ciò non significa che possa diagnosticare il declino cognitivo o proteggersi da esso. Molti fattori influenzano il modo in cui qualcuno esegue un compito di coordinazione delle dita, tra cui mobilità, flessibilità, infortuni precedenti e pratica. Una persona sana può avere difficoltà con questo compito di movimento, mentre qualcuno con deficit cognitivo può eseguirlo con facilità.
Alla ricerca di soluzioni facili
La popolarità del movimento del mignolo evidenzia che le persone sono sempre più alla ricerca di modi semplici per monitorare e proteggere la salute del proprio cervello. Sfortunatamente, individuare le prime fasi del declino cognitivo è notevolmente più complesso. Medici e ricercatori usano test attentamente sviluppati che misurano molti aspetti della cognizione, tra cui la memoria, l’attenzione, il linguaggio e il “funzionamento esecutivo” (le capacità di pianificazione, organizzazione e autocontrollo che ci consentono di svolgere attività quotidiane).
Al momento non ci sono prove che avere difficoltà con questo particolare movimento delle dita possa predire problemi di memoria o di pensiero, e nessuna prova forte che praticarlo possa prevenire il declino cognitivo. La ricerca su vari esercizi per le mani e le dita ha riportato modesti benefici nelle persone che già presentano alcune difficoltà cognitive. Ma non ci sono ancora molte prove e non è chiaro se i benefici siano abbastanza grandi da aiutare a proteggere dalla demenza.
Un’altra limitazione è che il cervello trae maggior beneficio dalle attività che rimangono difficili. Quando un compito diventa familiare, richiede meno attenzione e sforzo cognitivo. Un movimento che oggi sembra difficile può diventare in gran parte automatico dopo una pratica ripetuta, riducendo il suo valore come allenamento cerebrale.
Cosa sappiamo che funziona
Sfortunatamente, non esiste un unico trucco per mantenere il cervello sveglio quando si invecchia. Ciò che sembra importare è molto più ampio: rimanere attivi, prendersi cura del proprio cuore, dormire a sufficienza e mantenere viva la propria vita sociale. Ci sono anche prove crescenti che anche qualcosa di semplice come sistemare l’udito o la vista può aiutare, perché rende più facile rimanere socialmente e mentalmente attivi.
Anche una dieta sana, in particolare una simile alla dieta mediterranea, è stata collegata a una migliore salute del cervello, e pure l’apprendimento permanente, attraverso l’istruzione, gli hobby, le lingue, la musica o altre attività mentalmente stimolanti, sembra essere d’aiuto.
Il pinky time come sfida di coordinazione può essere divertente e innocuo. Ma la sua promessa virale semplifica eccessivamente un quadro molto più complesso. Quando si tratta di proteggere il nostro cervello, le prove sono ancora a favore degli aspetti fondamentali meno affascinanti: esercizio fisico, sonno, dieta sana, connessione sociale, buona salute sensoriale e apprendimento permanente.
Fonte: Monika McAtarsney-Kovacs, ricercatrice post-dottorato in Neuropsicologia Cognitiva, Anglia Ruskin University
Pubblicato su The Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.
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