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Esperienze e opinioni

I giochi per la mente aiutano a prevenire la demenza?

brain games

Più di sei milioni di americani soffrono di Alzheimer o altra demenza e quel numero continua a crescere significativamente con l'invecchiamento della popolazione degli Stati Uniti.


I ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di trovare il modo di proteggere il cervello che invecchia dalla demenza. Come una possibile soluzione, negli ultimi dieci anni molti si sono concentrati sul 'brain training' (allenamento mentale) eseguito attraverso enigmi e giochi progettati per migliorare le capacità cognitive.


Il 'brain training' sarebbe una soluzione facile. Non ha effetti collaterali e neppure richiede l'approvazione della FDA. È qualcosa che gli anziani possono fare senza nemmeno lasciare le loro case. Ma funziona?


Al momento, l'evidenza è piena di speranze, ma inconcludente.


Ci sono dozzine di studi e revisioni sistematiche sul fatto che i giochi cognitivi aiutino le persone con demenza lieve o moderata a rallentare il progresso della malattia. Uno dei più recenti e credibili è una revisione pubblicata dalla Cochrane Collaboration.


Per questa analisi, i ricercatori hanno combinato le prove di 33 studi con circa 2.000 partecipanti, scoprendo che l'allenamento cognitivo - in genere sotto forma di giochi per computer online progettati per gli anziani - può dare alcuni benefici nella cognizione complessiva rispetto a nessun trattamento. Hanno anche trovato alcuni miglioramenti della fluidità verbale. Sembra che questi miglioramenti possano durare per alcuni mesi o più.


Ma la revisione non ha confermato che l'allenamento cognitivo era migliore di altri trattamenti attivi per la demenza lieve. I ricercatori hanno concluso che si tratta di un'area che richiede un'indagine più ampia.


Lo scorso mese, un nuovo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha esaminato l'argomento. I ricercatori hanno testato sia i giochi cerebrali computerizzati che i cruciverba per scoprire se erano efficaci nel rallentare la progressione del lieve deterioramento cognitivo.


Nello studio, 107 anziani con lieve deterioramento cognitivo hanno giocato 4 volte alla settimana. Un gruppo ha usato il programma di addestramento cognitivo Lumosity e l'altro gruppo ha lavorato su un cruciverba digitale. I ricercatori hanno seguito i partecipanti per più di un anno, valutando le loro capacità cognitive e funzionali e misurando il volume del loro cervello con la risonanza magnetica durante lo studio.


È interessante notare che gli anziani che hanno fatto i cruciverba hanno avuto regolarmente un declino cognitivo significativamente inferiore, migliori capacità funzionali e hanno mantenuto più volume del cervello rispetto a quelli assegnati al 'brain training'. I ricercatori hanno concluso che sono necessarie ulteriori ricerche per capire meglio perché i cruciverba hanno funzionato meglio.


Che dire di altri interventi basati sull'evidenza per prevenire il declino cognitivo? La National Academy of Medicine ha pubblicato un rapporto di 162 pagine scritto da un team di medici, esperti di neurologia e psicologi che descrivono in dettaglio ciò che sappiamo sull'invecchiamento e la cognizione.


Il rapporto ha rilevato che la gestione della pressione sanguigna e l'aumento dei livelli di attività fisica sono due modi importanti per prevenire e gestire il declino cognitivo. Ha anche scoperto, come altre revisioni, che le prove del 'brain training' sono finora incoraggianti ma inconcludenti.


Il messaggio da portare a casa: sebbene non ci siano ancora prove ferme, allenare la mente con cose come giochi per computer o cruciverba può aiutare a prevenire e rallentare la progressione del declino cognitivo. Anche gestire la pressione sanguigna e rimanere fisicamente attivo sono modi incoraggianti per prevenire e gestire la demenza.

 

 

 


Fonte: Bronfenbrenner Center at Cornell University in Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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