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Esperienze e opinioni

Lottare con la nebbia cerebrale e le difficoltà cognitive del long-Covid

Fog of dementia Foto: Georgie Pauwels

È già brutto sentirsi sempre esausto; ma il mio cervello si sente distrutto. Non riesco a seguire le cose o addirittura a concentrarmi quando c'è troppo da fare. Inoltre, non ricordo nulla di quanto successo dopo che mi sono ammalato. È tutto finito. Vedo gli sguardi sui volti delle persone quando non ricordo di cosa stanno parlando. Sembra che qualcun altro stia vivendo la mia vita e sono due passi indietro, cercando di recuperare.


Studi recenti indicano più del 22% di quelli infettati da Covid-19 segnalano una disfunzione cognitiva dopo il recupero dall'infezione iniziale. La maggior parte si riferisce a questa disfunzione come 'nebbia cerebrale', un termine laico usato di solito per descrivere i pensieri sfocati, la difficoltà a trovare le parole e la profonda fatica mentale che sperimentano.


Ma i problemi cognitivi associati al long-Covid sono più profondi di così. Possono essere compromessi l'attenzione, la memoria e persino il funzionamento esecutivo, lasciando molti a sentirsi indifesi, vulnerabili e incapaci di vivere la propria vita come prima. Questo è vero sia se erano stati ricoverati in ospedale e messi su un ventilatore o se semplicemente avevano avuto un caso lieve di Covid-19.

 

Come il Covid-19 può causare la nebbia cerebrale

Sebbene la scienza non abbia rivelato una ragione definitiva per le difficoltà cognitive osservate nel long-Covid, la ricerca ci ha fornito diverse possibili spiegazioni. La neuroinfiammazione è una delle principali ipotesi sul perché chi ne soffre sperimenta tale nebbia cerebrale debilitante.


L'infiammazione è una conseguenza comune di molte infezioni. Per un motivo sconosciuto, il Covid-19 provoca una risposta infiammatoria particolarmente forte. In particolare, diversi studi dimostrano che quelli con long-Covid mostrano maggiore presenza di citochine infiammatorie e reattività delle microglia nel cervello.


La produzione di citochine è una risposta immunitaria normale a un'infezione. Quando un patogeno come il virus che causa il Covid-19 invade il corpo di una persona, le citochine iniziano la risposta immunitaria del corpo contro il patogeno. Allo stesso modo, anche l'attivazione delle cellule microgliali è una reazione normale a stimoli infiammatori o tossici. Le microglia funzionano come guardie del cervello e hanno un ruolo vitale nel sistema nervoso centrale: monitorano il loro ambiente e cercano attivamente stimoli dannosi.


Gli studi dimostrano che, suscitando una reazione così estrema nel nostro sistema immunitario, il Covid-19 provoca il malfunzionamento di queste risposte naturali ai patogeni. Ciò si traduce in un'eccessiva reazione neuroinfiammatoria incontrollata, che interrompe il funzionamento neurologico e porta allo sviluppo della nebbia cerebrale.

 

Strategie per far fronte alla nebbia cerebrale

I disturbi cognitivi vissuti da chi è affetto da long-Covid non sono solo frustranti e spaventosi, ma possono anche essere gravemente debilitanti. Sfortunatamente, non c'è una soluzione unica valida per tutti che elimini queste difficoltà. Nonostante ciò, esistono strategie riabilitative che possono aiutare le persone con long-Covid a ridurre l'impatto della nebbia cerebrale sulla loro vita. Di seguito ci sono 6 strategie di facile implementazione che queste persone possono usare per migliorare il funzionamento del cervello.

  1. Dormi meglio. La buona igiene del sonno è sempre importante, ma soprattutto per coloro che lottano con il long-Covid. Stabilire un programma di sonno regolare può fare molto per migliorare il sonno. Riduci il tempo di schermo prima di andare a letto ed elimina, per quanto possibile, qualsiasi luce blu nella camera da letto. Mentre dormire a sufficienza è importante, è anche utile stabilire una routine di sonno che ti consenta di svegliarti quando sei nel sonno leggero, perché questo ti farà sentire più riposato di quando ti svegli dal sonno profondo.

  2. L'esercizio conta. L'attività fisica non fa bene solo al corpo, ma anche alla salute del cervello. Aiuta ad aumentare la connettività neurale e la funzione cerebrale, oltre a promuovere sonno e umore migliori. Quelli con long-Covid, tuttavia, devono garantirsi un ritmo sano dell'attività per non aggravare l'affaticamento o il malessere post-sforzo.

  3. Mangia cibi sani per il cervello. Ovviamente, mangiare sano è importante indipendentemente dal tuo stato di salute. Ma quando uno sta lottando con il long-Covid, anche includere cibi a misura di cervello può dare incredibili vantaggi. Alimenti come salmone, semi di lino, edamame e olio di soia, che sono ricchi di acidi grassi omega-3, sono essenziali per la salute del cervello. Potrebbe anche essere utile aggiungere cibi che aiutano a combattere l'infiammazione, come olio d'oliva, curcuma, zenzero, verdure a foglia verde scuro e agrumi.

  4. Goditi i giochi del cervello. Sì, hai letto bene, i giochi cerebrali in qualche modo impegnativi, in particolare quelli con un componente di memoria, possono aiutare a promuovere il recupero del cervello. Giochi come Boggle, Tangrams, enigmi logici e Sudoku possono essere utili. La chiave di questi giochi, tuttavia, è non arrenderti anche se ti senti scoraggiato. Potresti essere tentato di smettere quando la tua capacità di fare questo tipo di attività è peggiore di quanto non fosse. Rimani motivato e continua a lavorare sul tuo recupero.

  5. Rimani impegnato. È naturale isolarsi per quelli con long-Covid. Questo può accadere per molte ragioni diverse, non ultime depressione e fatica. Ma rimanere connessi e socializzare può essere utile. I legami sociali sono cruciali per la nostra salute mentale; dopotutto siamo animali sociali! Le attività sociali danno benefici anche alla salute del nostro cervello. La socializzazione stimola l'attenzione e la memoria e persino rafforza le nostre reti neurali. In effetti, la ricerca suggerisce che quando le persone sono sole e socialmente isolate, il loro rischio di demenza aumenta di più del 40%.

  6. Poni le basi per il successo. Avere la nebbia cerebrale rende drenanti e difficili anche i compiti più semplici. È importante prepararsi al successo. Una delle cose più utili che puoi fare è lavorare sulla tua lista delle 'cose-da-fare' quando sei più attento e hai più energia. Lavorare sulle cose quando sei già esausto e drenato sarà controproducente. Imposta promemoria o allarmi sul telefono per tenere traccia delle cose. Prendi appunti o usa la fotocamera del telefonino per acquisire informazioni visive (ad esempio, dove hai parcheggiato). Riduci al minimo le distrazioni quando stai cercando di concentrarti; ciò può includere la manutenzione del tuo spazio abitativo, l'uso di illuminazione morbida o l'uso di cuffie riduci-rumore.

 

Conclusione

Molti con long-Covid riferiscono un'enorme ansia per le difficoltà cognitive che riscontrano. Può sembrare che un interruttore sia stato girato e il tuo cervello non funziona come dovrebbe o come una volta. Alcuni si chiedono se hanno la demenza a esordio precoce. Molti chiedono se questo migliorerà e, in tal caso, quando.


Per ora, dobbiamo aspettare che la scienza acquisisca l'esperienza di coloro che hanno il long-Covid. Fino a quando i ricercatori non potranno determinare un'efficace strategia di trattamento, rimane indispensabile che queste persone restino impegnate con la loro assistenza sanitaria.


Oltre a seguire le strategie sopra descritte, coloro che hanno disturbi cognitivi dovrebbero parlare con il loro medico per vedere quali altre opzioni possono essere utili (ad esempio, invio a un neurologo, a un terapeuta occupazionale o a un neuropsicologo).

 

 

 


Fonte: Jennifer Henderson PhD (psicologa clinica) in Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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