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Esperienze e opinioni

L'epidemia di solitudine riguarda tutte le età: cosa possiamo fare

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Le evidenze mostrano che gli americani stanno diventando solitari, portando a problemi di salute mentale e fisica per le persone di tutte le età.


I risultati preliminari di uno studio dell'Università di Harvard, condotto in ottobre 2020 dicono che il 36% degli americani ha riferito di sentirsi seriamente solo. In gruppi specifici di persone, quel numero era ancora più alto: il 61% dei partecipanti dai 18 ai 25 anni e il 51% delle madri con bambini piccoli hanno riferito di sentirsi soli 'di frequente' o 'quasi sempre'. Inoltre, ci sono ampie prove che gli anziani hanno avuto un aumento della solitudine dall'inizio della pandemia.


La solitudine ha implicazioni ampie per la nostra salute mentale e fisica. Non è difficile capire come la solitudine porti alla depressione, un problema crescente negli Stati Uniti. Per gli anziani, la solitudine aumenta il rischio di sviluppare la demenza, rallenta la velocità di cammino, interferisce con la loro capacità di prendersi cura di se stessi e aumenta il rischio di malattie di cuore e ictus. La solitudine è persino associata a morte precoce. Negli adolescenti e nei giovani adulti, la solitudine aumenta la probabilità di mal di testa, dolori allo stomaco, disturbi del sonno e uso compulsivo di Internet.


I neuroscienziati hanno scoperto che sentirsi soli cambia la struttura e la funzione del cervello nelle aree associate alla cognizione, alla risposta allo stress e alle emozioni. Gli studi su scansioni cerebrali hanno anche scoperto che la solitudine è correlata ai marcatori biologici dell'Alzheimer.


Il rapporto recente di Harvard cita in dettaglio chi soffre di più per la solitudine e i modi migliori per alleviare questo problema. Ha scoperto, ad esempio, che i giovani adulti da 18 a 25 anni erano particolarmente vulnerabili alla solitudine durante la pandemia di Covid-19. Circa la metà ha riferito di passare settimane senza che nessuno chieda come stanno, in un modo che faccia loro sentire che la persona è sinceramente interessata al loro benessere.


Hanno anche trovato che le persone che si sentono sole tendono ad essere più critiche nei confronti di se stesse e degli altri e che hanno maggiori probabilità di aspettarsi il rifiuto sociale.


Il rapporto propugna due soluzioni principali:

  1. La prima comporta istruire le persone su come la solitudine cambia le percezioni di sé e degli altri e insegnare le tecniche per riformulare queste percezioni negative. Ciò include informare le persone su com'è la solitudine diffusa, per ridurre i sentimenti di vergogna e incoraggiare i solitari a cercare gli altri, anche se potrebbero sentirsi inclini al rifiuto.
  2. La seconda chiede anche una risposta pubblica più ampia che aumenti la consapevolezza sull'importanza di mantenere e creare legami sociali. Suggerisce un approccio a due punte: connettere persone ad altri attraverso (1) piattaforme digitali come Facebook, Instagram, Tiktok, Twitter, Pinterest e Google e (2) organizzazioni locali come scuole, chiese, YMCA (Young Men's Christian Association, Associazione Cristiana dei Giovani) e biblioteche.


Il rapporto raccomanda di incorporare connessioni sociali nella nostra società. Gli esempi includono:

  • assicurarsi che i medici chiedano della solitudine ai controlli annuali e colleghino i pazienti solitari con risorse della comunità;
  • incoraggiare le scuole a favorire il collegamento dei genitori tra loro e assicurarsi che ogni bambino abbia una relazione di fiducia con un adulto della scuola;
  • la scuola superiore dovrebbe creare comunità a cui gli studenti sentono di appartenere;
  • i centri per anziani trovino il modo di collegare i loro frequentatori con i giovani;
  • i luoghi di lavoro trovino il modo di contattare i dipendenti e creare opportunità sociali per i colleghi.


Il messaggio da portare a casa: la solitudine è pervasiva nella società moderna e porta a una vasta gamma di problemi di salute. Una soluzione è incoraggiare le persone solitarie a riconoscere le percezioni negative attraverso i modelli associati alla solitudine e raggiungere gli altri.


Incoraggiare le istituzioni e le organizzazioni della comunità a creare connessioni sociali è un altro modo per affrontare la solitudine su una scala più ampia.

 

 

 


Fonte: The Bronfenbrenner Center for Translational Research at Cornell University

Pubblicato su Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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