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Esperienze e opinioni

Preserva le funzioni mentali di domani con quello che fai oggi

navigation skills training

Sembra intuitivamente quasi ovvio che più grande è una cosa, più resterà dopo un infortunio. Se hai la forza muscolare per alzare da terra 140 kg e un altro ne può sollevare 90, e smetti di allenarti per qualsiasi motivo, sarai ancora relativamente più forte dopo che è passato lo stesso periodo di tempo. In questo modo, l'entità di allenamento che fa una persona potrebbe aiutare a preservare la capacità e la resilienza in seguito.


Forse la stessa cosa è vera per il tuo cervello mentre invecchia.

 

Allenamento e apprendimento migliorano la riserva cognitiva

Una cosa che rafforza il cervello è la 'riserva cognitiva'. Marcos Vinicius Ferreira Silva e i suoi collaboratori brasiliani considerano la riserva cerebrale e quella cognitiva come una specie di compensazione del sistema nervoso. Nel loro studio pubblicato sul Journal of Biomedical Science, hanno suggerito che riguadagnare o mantenere la funzione dopo un infortunio o nell'invecchiamento può essere supportato dalla quantità di struttura neurale disponibile (densità di sinapsi e ramificazione degli alberi dendritici), combinata con la capacità del cervello di reclutare risorse di supporto.


In particolare, i fattori associati a una maggiore riserva cognitiva includono il livello di attività fisica, l'attività che hai fatto per lavoro e il tuo livello di istruzione. Ci sono prove che quelli con meno scolarizzazione e un livello inferiore di conseguimenti scolastici hanno un rischio più elevato di demenza. Al contrario, quelli con maggiori prestazioni nel tempo libero e nell'attività fisica hanno un rischio inferiore di sviluppare la demenza.


Martin Lovden e colleghi hanno sintetizzato i risultati di molti studi in una revisione dove suggeriscono che il numero di anni di istruzione formale completata "si correla positivamente con la funzione cognitiva in tutta l'età adulta e prevede un rischio inferiore di demenza in vecchiaia".


Si discute se tali effetti abbiano benefici nelle diverse abilità cognitive. Le abilità fluide della cognizione, come la velocità psicomotoria, la memoria e il ragionamento astratto, insieme alle abilità cristallizzate come il vocabolario, l'alfabetizzazione, la matematica e le conoscenze specializzate per dominio, sono influenzate positivamente dall'istruzione in gioventù.


Thomas Fritsch e i colleghi di Cleveland hanno esaminato le cartelle cliniche di quasi 400 anziani (età media di 75 anni) che si sono laureati negli anni '40 dalla stessa scuola superiore. Hanno dimostrato che il QI più elevato e i livelli di attività fisica in adolescenza si sono associati a un rischio più basso di sviluppare la demenza. Ciò è stato attribuito al miglioramento della 'riserva cognitiva'.

 

Abilità motoria e abilità fisica influenzano anche il cervelletto

Quando pensiamo all'attività fisica e alla riserva cerebrale, c'è più che la corteccia. Il giocatore principale è il cervelletto. Il cervelletto si trova nascosto sotto il lobo occipitale sul retro del tuo cervello. Se ti massaggi distrattamente il collo dolorante (che implica l'uso di questa regione del cervello), spesso muovi la mano appena sotto il punto dove si trova il cervelletto, una specie di coppia di lobi che assomigliano a un cavolfiore. E recentemente, ho trovato alcuni lavori accurati sulla 'riserva del cervelletto'.


Francesca Gelfo e Laura Petrosini suggeriscono che il concetto di 'riserva' implica che esperienze complesse di tutta la vita offrono una migliore integrità neurale per proteggere dal danno e dall'invecchiamento futuro. Loro estendono questo concetto al cervelletto, oltre alla corteccia cerebrale, considerata e studiata più spesso. L'adattabilità neuroplastica all'interno del cervelletto è stata ben studiata in molti paradigmi ed è altamente sensibile all'«arricchimento ambientale», una frase fantasiosa di scienza che significa esperienze e formazione.

 

Uno stile di vita attivo è una polizza assicurativa per la capacità futura

Il risultato di questo è che contribuisce a dare un contesto all'idea che la formazione e l'attività fisica hanno una base neurale aggiuntiva nel costruire riserva e nella capacità avanzata attraverso l'adattamento neuroplastico. Questa 'polizza assicurativa' può aiutare a compensare danni da lesioni e il declino associati ad effetti negativi nell'intera vita.


Quindi, quando sei là fuori e fai Karate Kata, ti alleni a T'ai Chi Tao Lu, suoni il pianoforte, vai a fare una corsa, o esci per curare il giardino, tieni presente che stai allenando il tuo cervello con il movimento. Questo contributo che stai dando a te stesso, ti aiuta non solo oggi o domani ma anche la tua resilienza lontano nel futuro.

 

 

 


Fonte: E. Paul Zehr PhD, professore di neuroscienze e kinesiologia all'Università di Victoria

Pubblicato su Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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