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Esperienze e opinioni

Fai attività fisica giocando, non facendo fatica

happy seniors playing out

Di solito quando scrivo o parlo di giocare, si tratta del gioco dei bambini; come i bambini imparano e crescono giocando e come noi come società li stiamo danneggiando privandoli del gioco di cui hanno bisogno per il benessere fisico, emotivo e intellettuale.


Ma poche settimane fa, sono stato invitato a parlare a un gruppo di over-50 che si chiamano tra loro 'Bloomers' [∼ 'a tarda fioritura'). Volevano che parlassi del valore del gioco per gli adulti, specialmente quelli più anziani. Quello che segue è una forma modificata di una porzione di quella conferenza.


L'esercizio fisico ci fa bene. Lo sappiamo praticamente tutti. Le prove sono travolgenti e ben pubblicizzate. Per un buon riassunto, vedere l'opuscolo Physical activity guidelines for Americans, 2nd edition 2018 del Ministero USA della Sanità, che può essere scaricato gratuitamente qui.


Come documentato lì, l'aumento dell'attività fisica riduce il rischio di mortalità di ogni causa, di malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete di tipo-2, molti tipi di cancro, demenza (compreso l'Alzheimer), ansia, depressione, problemi di sonno, obesità, perdita ossea, fratture da cadute, e molte altre cose che nessuno di noi desidera. Ecco un modo semplice per pensarci: l'esercizio costruisce il corpo, tutte le parti del corpo che lavorano. Senza esercizio, tutte le parti del corpo (eccetto gli strati di grasso) si atrofizzano.


Un notevole numero di ricerche indica una relazione dose-risposta tra quantità di esercizio fisico e salute, tale che più esercizio fisico facciamo, migliore sarà la nostra salute, in media. Il livello minimo raccomandato di 150 minuti di esercizio da moderato a vigoroso alla settimana è molto meglio di niente, ma di più è ancora meglio (rif. 1). Suppongo che ci sia un limite superiore: ovviamente abbiamo bisogno di riposo, ma non conosco studi che hanno esplorato un limite superiore.


Il fatto è che, nonostante le evidenze ben pubblicizzate che l'esercizio fisico ci fa bene, relativamente pochi americani lo fanno anche nella minima quantità settimanale raccomandata di 150 minuti. Ci sono molte ragioni per questo, ma credo che la ragione principale sia che, come società, siamo arrivati a pensare all'esercizio come lavoro, come qualcosa di sgradevole, che dovremmo fare, piuttosto di qualcosa che vogliamo fare.


Parliamo di allenamento [working out in inglese, come lavorare]. Che concetto terribile. Quel concetto è spesso rafforzato, nei molti articoli che sollecitano più esercizio fisico, con immagini di persone che sollevano pesi o fanno esercizi in palestra, o corrono attorno a una pista, o nuotano avanti e indietro in una piscina. Quanto è noioso.


Il mio suggerimento qui è che cambiamo il termine per 'esercizio', da allenamento a gioco. L'unico modo per cui la maggior parte di noi farà più esercizio di quanto facciamo ora, è se troviamo dei modi di esercitarci che ci divertono davvero; cose che ce ne fanno desiderare di più piuttosto che meno.


Di recente ho trovato uno studio di ricerca che ha esaminato i benefici per la salute di diverse forme di esercizio. È uno studio prospettico a lungo termine, condotto a Copenaghen, che ha confrontato le aspettative di vita delle persone che si sono impegnate regolarmente in forme specifiche di attività fisica durante il tempo libero. La scoperta principale era che le persone che avevano giocato a tennis o a badminton come esercizio primario vivevano in media cinque anni di più di quelli che facevano jogging e 7,5 anni di più di quelli che si allenavano in un centro benessere. Coloro che si allenavano in un centro benessere vivevano, in media, solo 1,5 anni di più di quelli che avevano riferito di non essersi impegnati in alcun esercizio regolare (rif. 2).


Posso immaginare varie spiegazioni possibili di questa scoperta, ma quella che sembra più probabile è questa: i giocatori di tennis e badminton hanno fatto esercizio facendo qualcosa che amavano fare. Questo era il loro gioco, quindi ne hanno fatto molto. I corridori e le persone che si esercitavano in un centro benessere avevano, più spesso, fatto qualcosa che era più lavoro che gioco. Stavano facendo esercizio perché sapevano che faceva loro bene, non perché volevano davvero farlo.


La nostra natura umana, nessuna sorpresa, è tale che ci impegniamo molto più spesso e per periodi più lunghi nelle attività volontarie che ci sono gradite, che in quelle che non lo sono. La mia ipotesi è che i giocatori di tennis e badminton vivevano più a lungo non perché il tennis e il badminton offrono un esercizio migliore (anche se è possibile) ma perché hanno semplicemente trascorso più ore nel gioco rispetto a quelle dei corridori nella corsa o dei frequentatori di club della salute in palestra.


Un altro fattore è che la felicità stessa promuove la longevità (rif. 3), e la mia scommessa è che i giocatori di tennis e di badminton erano più felici dei corridori e dei sollevatori di pesi. (Ehi, se ami correre, continua, è il tuo gioco, ma la mia esperienza è che la maggior parte delle persone che vedo correre non sembra felice).


Giocare piuttosto che allenarsi migliora la salute mentale e la salute fisica. Il gioco, per definizione, è qualcosa che ci piace fare. Aggiunge gioia alla vita, e la salute mentale, di gran lunga, è l'esperienza della gioia. Il gioco riduce la depressione e l'ansia. Una vita senza gioco, quasi per definizione, è una vita di depressione.


Sono molto fortunato. Ho giocato all'aperto tutta la vita, e mentre invecchio (ho ora 77 anni) scopro che ho sempre più tempo per tale gioco. Nel mio ultimo post ho descritto la coltivazione di verdure come forma di gioco che amo e che ha dimostrato di aumentare la longevità. Mi piace anche andare in bicicletta per lunghe distanze, fare kayak, nuotare nel fiume dietro la mia casa, tagliare la legna per la nostra stufa, e, in inverno, sciare sulle piste del bosco a pochi passi dalla mia casa. Queste sono tutte forme di gioco per me.


Combinando tutto questo e altro, sono abbastanza sicuro di fare in media almeno 20 ore alla settimana di esercizio da moderato a vigoroso, tutto all'aria aperta. Questo è otto volte la quantità minima raccomandata. Il problema della disciplina per me non è quello di disciplinarmi per fare esercizio, ma disciplinarmi per non trascorrere tutto il giorno in queste attività piacevoli, quindi posso fare altre cose che considero utili.


Se non fai tutto l'esercizio che vorresti, pensa ai modi di giocare che ti piacciono (o che potrebbero divertirti se li provi) e che coinvolgono un esercizio fisico da moderato a vigoroso. Idealmente, questi dovrebbero essere modi per giocare che sono subito alla tua portata, per i quali devi spendere poco o niente, o viaggiare per raggiungerli; cose che sono convenienti e divertenti da essere inserite nel tuo programma normale giornaliero.


Quando vivevo in una città affollata, anni fa, le mie forme più comuni di gioco all'aperto erano necessariamente diverse da quelle che preferisco ora nel mio ambiente semi-rurale, ma non meno divertenti o di promozione della salute.

 

 

 


Fonte: Peter Gray PhD, professore di ricerca al Boston College

Pubblicato su Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:

  1. C. Wen, et al. Minimum amount of physical activity reduced mortality and extended life expectancy: a prospective cohort study. The Lancet, 2011, DOI.
  2. P. Schnohr, et al. Various Leisure-Time Physical Activities Associated with Widely Divergent Life, Expectancies: The Copenhagen City Heart Study. Mayo Clinic Proceedings, 2018, DOI
  3. E. Lawrence, et al. Happiness and Longevity in the United States. Social Science Medicine, 2015, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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