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Denuncia & Advocacy

Disuguaglianza di genere nella demenza: perché c'è e cosa si può fare?

Gender differences

Il Giorno dell'Uguaglianza delle Donne (26 agosto 2020), ha celebrato (in USA) il 100° anniversario del 19° Emendamento. Il 18 agosto 1920 è stata posta una pietra miliare importante per la parità di genere, quando le donne hanno vinto una dura battaglia per il diritto di voto, attraverso la ratifica del 19° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.


Cento anni dopo quell'evento epico, è tuttora elusa una reale uguaglianza secondo la legge e in tutti gli aspetti della vita, compresa la salute. Cento anni più tardi, le donne guadagnano ancora circa 81,6 centesimi per ogni dollaro guadagnato da un uomo, e quindi hanno bisogno di lavorare circa il 25% in più rispetto agli uomini per coprire la differenza. Questo dato è ancora peggiore per le donne di colore, che in genere sono pagate solo 62 centesimi per ogni dollaro dato agli uomini bianchi non-ispanici.


In altri settori della vita fluiscono disuguaglianze economiche e politiche. Negli USA l'accesso sanitario è legato al lavoro e al reddito, e la stragrande maggioranza dei posti di lavoro senza benefici sanitari sono occupati non da uomini bianchi, ma da donne, e in particolare da donne di colore, creando esiti sanitari disuguali. Onoriamo le donne che hanno combattuto nei secoli per l'uguaglianza, usando questo momento della storia per esaminare le disparità sanitarie delle donne nella demenza, perché accade, e cosa possiamo eventualmente fare, noi come società, per affrontare questo problema.


Come donne moderne, dobbiamo ringraziare Lucretia Mott, Elizabeth Cady Stanton, Susan B. Anthony, Ida B. Wells-Barnett, Frances Ellen Watkins Harper, e molte altre coraggiose pioniere per i passi in avanti fatti nell'uguaglianza delle donne negli ultimi secoli. Queste donne notevoli hanno combattuto senza sosta per l'uguaglianza e il diritto di voto, e hanno aperto la strada alla ratifica del 19° emendamento nel 1920:

“Il diritto dei cittadini degli Stati Uniti di votare non deve essere negato o limitato dagli Stati Uniti o da qualsiasi Stato in ragione del sesso. Il Congresso avrà il potere di far rispettare questo articolo attraverso un'adeguata legislazione“.


Parole potenti pronunciate da Bainbridge Colby, l'allora Segretario di Stato degli USA, che ha permesso alle donne di votare per la prima volta negli USA. E le donne si sono rivolte continuamente alle urne. Dal 1964, il numero delle elettrici ha superato il numero di elettori maschi in ogni votazione presidenziale. Affinché non pensiamo che questa battaglia sia stata vinta tanto tempo fa, è importante sapere che la lotta per il suffragio è continuata per altri 64 anni, quando il Mississippi, l'ultimo stato, ha infine ratificato l'emendamento nel 1984.


Mentre la Costituzione ora garantisce il diritto di voto alle donne, non affronta altre aree di disuguaglianza che persistono, soprattutto nei settori economico e sociale, che hanno profondo impatto sulla salute delle donne. La sanità dovrebbe essere accessibile a tutti, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dall'educazione e dallo status socio-economico. Ma per le donne continua l'accumulo di differenze nell'istruzione, nel reddito e nella ricchezza, anche nel 21° secolo. Queste lacune creano una disparità sanitaria per le donne, che sono sproporzionatamente toccate da malattie come il morbo di Alzheimer (MA) e altre forme di demenza.


Ho perso entrambe le nonne per il MA, e non riesco a pensare a un modo migliore per onorare la loro memoria il Giorno dell'Uguaglianza delle Donne che far brillare una luce sulle disparità sanitarie delle donne nella demenza: come sono colpite a tassi più alti e come questo impatta sulla loro vita.

 

Le donne sono colpite in modo sproporzionato dalla demenza

Più di 5 milioni di americani vivono con il MA o altre demenze, e secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si stima che 50 milioni abbiano la demenza a livello globale. La demenza non è una malattia a pari opportunità. Due terzi delle persone con demenza sono donne. Sulla base dell'Aging, Demographics and Memory Study, si stima che tra gli over-71, il 16% delle donne ha il MA o altre forme di demenza rispetto all'11% degli uomini. Perché la disparità?

 

Le donne vivono più degli uomini

Essendo l'età il fattore di rischio noto più grande per la demenza, l'aspettativa di vita più lunga è considerata la ragione prevalente del fatto che le donne hanno tassi più alti di demenza rispetto agli uomini. Secondo l'OMS, “Le donne generalmente vivono più a lungo rispetto ai maschi (in media 6-8 anni) ... e gli anni in più di vita per le donne non sempre sono vissuti in buona salute”, fatto che potrebbe in parte essere dovuto alla demenza.


Una donna di 60 anni ha il doppio delle probabilità di sviluppare il MA rispetto al cancro al seno nel corso della sua vita, secondo il Women’s Alzheimer’s Movement. Vivere più a lungo non tiene conto del divario nei tassi di demenza per le donne. Altri fattori hanno un ruolo chiave negli esiti sanitari ineguali che le donne sperimentano nella salute cognitiva.

 

Determinanti sociali della salute

Uno stile di vita sano (con dieta equilibrata, esercizio fisico regolare e sonno adeguato) fa molto per sostenere la salute sia fisica che mentale, anche in età avanzata. Molte persone non sanno che i fattori sociali ed economici, come l'istruzione e il reddito, in termini di esiti di salute, sono spesso predittori migliori dei nostri geni.


Sarah Lenz Lock, vice presidente senior per la politica e la salute del cervello dell'AARP e direttrice esecutiva del Global Council on Brain Health, crede che i determinanti sociali abbiano un enorme impatto sulla salute del cervello delle donne: “Le donne devono affrontare più sfide a causa di minore istruzione, perché hanno meno risorse economiche, forniscono più caregiving alle loro famiglie e sperimentano più stress, e questi fattori possono avere un effetto sul rischio di declino cognitivo”.


“I determinanti sociali sono l'ambiente in cui viviamo ... che ci sia equità di genere, che siamo vittime di violenza, che ci siano opportunità di vivere realmente la vita in pieno”, ha detto Sandro Galea, preside e professore alla Boston University, in un'intervista. “Tendiamo a vedere la salute come qualcosa che accade nel nostro corpo, nel tuo corpo. E quell'approccio diventa un limite. E infatti, ora sappiamo che il mondo intorno a noi conta molto di più per la nostra salute di quanto non faccia la biologia. I fattori sociali contano molto di più della biologia”.

 

Sfide affrontate dalle donne

Per la prima volta, nel 2019 le donne hanno costituito la maggioranza della forza lavoro con istruzione universitaria: 29,5 milioni di donne che lavoravano avevano almeno un diploma di laurea, rispetto a 29,3 milioni di uomini nel mondo del lavoro. Ma la parità sembra finire lì.


Continua ad esserci un numero minore di donne in posizioni di leadership. Per esempio:

  • Le donne costituiscono solo il 27,6% dei CEO (amministratori delegati).
  • Solo il 7,4% delle aziende Fortune 500 hanno un amministratore delegato donna.
  • Attualmente, su 100 senatori solo 26 sono donne.
  • Al Congresso, le donne rappresentano il 23,7% di rappresentanti a livello nazionale.


Nel rapporto 2019 Women in the Workplace, il 39% delle donne ha detto che fanno tutto, o la maggior parte, nella custodia dei bambini e nei lavori domestici per le loro famiglie, rispetto ad appena l'11% degli uomini.


Lavori importanti richiedono ore e settimane lavorative più lunghe, e la maggior parte delle donne continua a fare il famigerato 'doppio turno'. Sono responsabili dei figli a casa e dei lavori domestici, rendendo più difficile per loro avere il supporto necessario per avere successo in posizioni di leadership. È molto più facile concentrarsi sul lavoro e sulla carriera, quando qualcun altro sta seguendo tutta o la maggior parte della cura dei figli e gestisce le esigenze del giorno per giorno a casa.

 

Come impattano quelle sfide sulla cognizione delle donne

Molteplici studi forniscono prove della potente influenza dei determinanti sociali della salute e dell'impatto sul declino cognitivo.

Istruzione inferiore

  • Nello studio Rotterdam, il rischio di demenza nelle donne con istruzione inferiore è risultato significativamente più alto, ma non ha mostrato alcun effetto significativo sugli uomini.

Stato socioeconomico

  • In un recente studio di JAMA Network Open, i dati hanno mostrato che le persone che vivono in quartieri più svantaggiati, una determinante sociale della salute, hanno circa il doppio della probabilità di avere cambiamenti del cervello correlati al MA, rispetto alle persone che vivono nei quartieri più ricchi. I quartieri di status socio-economico più basso sono caratterizzati da bassi livelli di istruzione, elevata disoccupazione, e uso di assistenza pubblica.
  • Uno studio su JAMA Psychiatry conferma che il rischio di demenza è maggiore negli anziani con meno risorse economiche rispetto ai loro coetanei più ricchi. “Molti fattori potrebbero essere coinvolti. Le differenze nei fattori di stile di vita sana e di rischi medici sono importanti“, ha detto il professor Andrew Steptoe (UCL Istituto di Epidemiologia e Salute), l'autore senior dello studio. “Può anche essere che gli individui con più benessere abbiano maggiori opportunità sociali e culturali, che permettono loro di rimanere impegnati attivamente con il mondo”.


Secondo l'U.S. Census Bureau, nel 2017 il tasso di povertà per le donne over-65 è stato del 10,5% rispetto al 7,5% degli uomini e al 13% delle donne da 18 a 24 anni, rispetto al 9,4% degli uomini nella stessa fascia di età. Dato che il tasso di povertà è un fattore sociale determinante della salute, il rischio di demenza per le donne è più elevato se hanno meno risorse economiche e provengono da quartieri più poveri rispetto alle donne provenienti da ambienti più ricchi.

 

L'impatto del caregiving sulle donne

Mentre molti ruoli dirigenziali sono ancora dominati dai maschi, i settori a basso salario come il caregiving, dall'altra parte, sono sovra-rappresentati dalle donne, e quasi la metà sono donne di colore. Infatti, due terzi dei caregiver di demenza sono donne, e secondo l'Alzheimer's Association, più di un terzo sono figlie. E possono anche essere madri, sorelle, nipoti e mogli che devono anche affrontare altre responsabilità: il doppio turno.


Quel doppio turno è aggravato dal COVID-19 in quello che Sheryl Sandberg, fondatrice di LeanIn.org, dice essere diventato un 'doppio-doppio turno', poiché il carico di lavoro supplementare e lo stress aumentano le responsabilità esistenti nelle circostanze del lavoro da casa, e con i figli che rimangono a casa a tempo pieno durante la pandemia.


I caregiver di demenza sono indispensabili, ma molti non sono retribuiti. Nel 2019, più di 16 milioni di familiari e amici hanno fornito 18,6 miliardi di ore di assistenza gratuita alle persone con MA e altre demenze, per un valore economico di $ 244 miliardi. Inoltre, un numero di donne 2,5 maggiore degli uomini vive a tempo pieno con una persona con demenza, che può richiedere un pedaggio: il 19% delle donne che si occupano di persone con MA ha dovuto lasciare il lavoro per fare la caregiver.


Sembra che viviamo in una società che valorizza il lavoro e il contributo delle donne meno degli uomini, e questo ha profonde implicazioni per la disuguaglianza di salute.


Dato lo stress associato al caregiving, stratificato nel 'doppio turno' (e durante il COVID-19 nel 'doppio-doppio turno'), non sorprende che dal 30 al 40% dei caregiver di demenza segnalino depressione e stress emotivo. In realtà, sono donne l'85% delle persone che cercano consulenza per questo stress e depressione.


La pandemia COVID-19 ha portato cambiamenti e ha aggiunto sfide per dare assistenza alle persone anziane con demenza. Il 92% dei caregiver di MA segnala situazioni di stress più elevato a causa del virus, con un aumento di 10 punti rispetto all'ultimo sondaggio UsAgainstAlzheimer’s di marzo.

 

Cosa puoi fare?

Una cosa che tutti possono fare, soprattutto le donne, è quello di farsi carico della salute del loro cervello. È fondamentale mantenere uno stile di vita sano per prevenire la demenza e il declino cognitivo: mangiare sano, bere meno alcol, e dormire a sufficienza. Quell'importanza è stata sottolineata ancora una volta alla Conferenza Internazionale virtuale dell'Alzheimer's Association di quest'anno.


Le informazioni presentate in occasione della conferenza hanno confermato il fatto che fino al 40% dei casi di demenza a livello globale (rispetto al 35% dello scorso anno) può essere evitata se si cambia lo stile di vita. Come donna, è necessario essere avvocato del proprio benessere. Ricordati anche di testare la tua cognizione regolarmente, per monitorare la salute del cervello, come tieni sotto controllo la pressione del sangue per valutare la salute del cuore, e tieni un occhio su eventuali fattori di rischio crescenti.


Organizzazioni come The Women’s Alzheimer’s Movement, My Brain Movement, 4Mom e WomenAgainstAlzheimer’s stanno facendo molto per colmare il divario di genere nella demenza. “Le donne sono l'epicentro della crisi di Alzheimer. È per questo che devono essere al centro della soluzione“, ha detto Maria Shriver, fondatrice del The Women’s Alzheimer’s Movement.


Per il Giorno dell'Uguaglianza delle Donne, possiamo prendere un impegno di votare in novembre in onore del 19° emendamento, e un impegno a lavorare per chiudere la disparità di genere nella demenza in onore dell'uguaglianza, aiutando le organizzazioni di cui sopra. Partecipa sulla lotta contro il MA e le altre demenze: promuovi, istruisci, prenditi cura dei caregiver, fai raccolte fondi, offriti volontario negli eventi e partecipa agli studi clinici.


Che cosa intendi fare per far sentire la tua voce?

 

 

 


Fonte: Mylea Charvat PhD, psicologa clinica, neuroscienziato traslazionale, e CEO/fondatrice della società di valutazione cognitiva Savonix

Pubblicato in Psychology Today (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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