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Il navigatore aumenta il rischio di sviluppare l'Alzheimer, avverte esperto

sat navigation aid

Gli aiuti alla navigazione satellitare (tipo quelli installati sullo smartphone) potrebbero danneggiare il cervello delle persone e potrebbero anche contribuire allo sviluppo del morbo di Alzheimer (MA), ha avvertito un esperto di navigazione.


David Barrie CBE, un ex diplomatico britannico, che ha scritto molto sulla navigazione naturale, ha affermato che gli esseri umani hanno sviluppato in centinaia di migliaia di anni un'acuta percezione dell'ambiente circostante e del luogo nel mondo, e ora la stanno perdendo con l'avvento della tecnologia.


E ha detto che è preoccupato che il GPS impedisca alle persone di ricostruire la resilienza di cui ha bisogno il loro cervello in età avanzata. Nel MA l'ippocampo è una delle prime aree a deteriorarsi, portando via la capacità di una persona di ricordare le direzioni e di navigare.


Parlando al The Hay Festival, Barrie ha detto che è "molto triste" vedere le persone con la testa fissa sulle mappe degli smartphone:

"Fondamentalmente, man mano che diventiamo sempre più dipendenti da questi gadget elettronici, scopriamo che siamo sempre più tagliati fuori dal mondo naturale. Questo senso di immersione nella natura, di perdersi nel mondo naturale e le straordinarie ricompense che ne derivano, beh, lo perdi.

"Potrebbero esserci anche problemi più profondi. Le parti del cervello che sono responsabili della tua capacità di navigare hanno bisogno di esercizio fisico e se non vengono esercitate si restringono letteralmente.

"È possibile che le persone che cadono vittima del MA, che in genere si manifesta all'inizio con il disorientamento, abbiano un ippocampo già ristretto per la mancanza di uso o abbiano una resilienza considerevolmente inferiore per affrontare l'assalto della malattia. Quindi questa è in realtà una buona ragione per voler mantenere quelle parti del cervello, esercitandole".


Barrie, il cui nuovo libro 'Incredible Journeys' tratta le straordinarie capacità di navigazione degli animali, ha detto che il cervello umano può ancora essere capace di simili imprese, compresa la rilevazione del campo magnetico terrestre.


Molti animali navigano usando il campo magnetico (una tecnica nota come magneto-ricezione), ma fino a poco tempo fa si pensava che gli umani non avessero questa capacità. Tuttavia, uno studio pubblicato a marzo suggerisce che le onde cerebrali umane cambiano in modo significativo quando si muove un campo magnetico, suggerendo che il cervello sta seguendo le direzioni nel subconscio.


Recenti studi hanno anche scoperto che gli animali usano la vista, l'odore, il suono e persino l'orientamento della Via Lattea per muoversi. Barrie ha aggiunto:

"La nostra specie, l'homo sapiens, esiste da 300.000 anni e per quasi tutto il tempo abbiamo navigato senza tecnologia. La bussola magnetica è usata solo dal 12° secolo e le mappe sono davvero molto moderne.

"I nostri antenati cacciatori-raccoglitori si affidavano esclusivamente ai loro sensi e alla loro intelligenza per orientarsi".


Ma ha avvertito che i sistemi di navigazione satellitare potrebbero essere pericolosi anche perché le persone si affidano sempre più a loro in situazioni inappropriate:

"È pericoloso, perché prima di tutto non funziona sempre, soprattutto nelle città dove ci sono i riflessi degli edifici, ed è anche un problema usarlo in luoghi per cui non è stato progettato, come sopra una montagna o al mare, dove le persone si mettono nei guai. Succede di continuo".

 

 

 


Fonte: Sarah Knapton in The Telegraph (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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