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Denuncia & Advocacy

Crescita della demenza nella comunità dei veterani americani

 I veterani di guerra statunitensi hanno un rischio più alto di Alzheimer o altre demenze?

post traumatic stress disorder

Gli Stati Uniti sono nel mezzo di un drammatico aumento del numero di veterani con morbo di Alzheimer (MA) e altre demenze, e molti di questi nuovi casi sono direttamente attribuibili al servizio militare.


Secondo una nota del 2017 di Veterans Against Alzheimer's, si è verificato un aumento del 166% di casi di MA tra i veterani dal 2004 al 2014. Il Dipartimento Affari dei Veterani stima che oltre 750.000 veterani anziani abbiano il MA e altre demenze.


La lesione cerebrale traumatica, ad esempio, aumenta la minaccia di MA nei veterani. Uno studio su oltre 180.000 veterani anziani, pubblicato su Neurology, ha scoperto che i veterani anziani che hanno subito una lesione cerebrale traumatica hanno il 60% in più di probabilità di sviluppare la demenza rispetto ai veterani che non l'hanno avuta, e l'insorgenza della demenza si verifica in media due anni prima rispetto a quelli senza trauma cranico.


I veterani hanno davanti fattori di rischio unici per il MA a seguito del loro servizio, come lesioni cerebrali traumatiche, stress post-traumatico, neurotrauma indotto da esplosione, sindrome da commozione cerebrale successiva e depressione.


Il MA è una sfida in gran parte invisibile, ma urgente e a lungo termine nella comunità dei veterani militari, che interessa i veterani più anziani, in particolare dell'era del Vietnam, e lo farà per quelli più giovani (conflitti in Iraq e Afghanistan) nei prossimi decenni.


Inoltre, il 22% di tutte le ferite da combattimento in Afghanistan e Iraq è costituito da lesioni cerebrali, quasi il doppio del tasso visto durante il Vietnam, aumentando il rischio per tutta la vita di MA per questi veterani giovani.


Inoltre, lo stress post-traumatico e la depressione possono arrivare a doppiare il rischio di MA dei veterani. La prevalenza di una diagnosi di demenza è doppia tra i veterani con stress post-traumatico, secondo uno studio apparso sul Journal of American Geriatrics Society.


Questo fattore di rischio è una preoccupazione particolare per coloro che hanno prestato servizio in Vietnam, poiché il VA (Veterans Affairs) stima che il 30% dei veterani del Vietnam soffra di stress post-traumatico durante la loro vita, quattro volte il tasso della popolazione generale degli Stati Uniti.


Inoltre, dal 2010 al 2020, si prevedeva che i nuovi casi di MA legati alla depressione nei veterani raddoppiassero il numero di casi che ci sarebbe stato nella popolazione civile. Lo stress post-traumatico e la depressione sono associati anche a pensieri di suicidio e all'aumento del suicidio tra i veterani, che sono aumentati di quasi il 50% tra il 2003 e il 2008.


Anche la nota citata all'inizio aveva delineato la crisi del MA nella comunità dei veterani, descrivendo il rischio unico dei veterani per la malattia e esaminando gli ostacoli per una diagnosi, per il trattamento e per cure efficaci ai veterani.


Ad esempio, i veterani possono avere di fronte barriere per una diagnosi efficace e una cura del MA, incluso spesso il complesso sistema sanitario VA, una mancanza di comprensione dei benefici disponibili e uno stigma legato alla salute mentale e del cervello.


L'organizzazione Veterans Against Alzheimer's crede che il paese abbia una responsabilità urgente di soddisfare le esigenze dei veterani con MA, dei loro caregiver e delle loro famiglie. In sintesi, la nota ha richiesto iniziative collaborative e maggiori ricerche e investimenti per affrontare la crisi crescente della demenza nella comunità veterana.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

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