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Denuncia & Advocacy

Primari sistemi sanitari USA rifiutano di dare l'Aduhelm, visti i gravi dubbi sull'approvazione

aducanumab biogen

Normalmente quando un nuovo farmaco ottiene l'approvazione della FDA, il lancio commerciale si dipana in silenzio sullo sfondo per alcuni anni, senza alcun coinvolgimento della FDA, prima che ci sia qualche consenso sul fatto che il farmaco sia un successo commerciale o clinico, un fallimento o qualcosa nel mezzo.


Per il nuovo farmaco di Biogen per l'Alzheimer, tuttavia, il lancio è partito con un botto assordante, visto che due dei principali sistemi sanitari (Cleveland Clinic e Mount Sinai) stanno ora rifiutando di somministrare il farmaco. E la FDA non solo sta guidando, ma anche contribuendo alla discussione sul modo in cui le assicurazioni private gestiranno l'Aduhelm, una rarità per un'agenzia che di solito si tiene alla larga da tali contese.


Una portavoce della Cleveland Clinic ha detto al New York Times che loro singoli medici potrebbero prescrivere l'Aduhelm ai pazienti, ma che questi ultimi dovrebbero farsi iniettare il farmaco altrove. Anche il Mount Sinai di New York ha affermato di aver deciso di non somministrare l'Aduhelm a causa della richiesta di indagine da parte della commissaria della FDA Janet Woodcock sulle relazioni tra funzionari dell'agenzia e dirigenti di Biogen.


"L'Aduhelm non sarà considerato per l'infusione nei pazienti in nessuna delle nostre sedi finché, e a meno che, tale indagine non affermi l'integrità della relazione FDA-Biogen e proceda a confermare le basi della FDA per l'approvazione del farmaco" ha detto Sam Gandy, direttore del Centro Salute Cognitiva del Mount Sinai.


Mentre la Woodcock mercoledì ha continuato a difendere la decisione dell'approvazione accelerata, chiamandola "solida", ha anche ammesso in un'intervista che "il processo avrebbe dovuto essere gestito in un modo da diminuire la quantità di controversie coinvolte".


E la Woodcock non è stata l'unica dirigente importante della FDA a discutere di Aduhelm mercoledì, visto che la direttrice del CDER Patrizia Cavazzoni, il capo dell'OND Peter Stein, quello della sezione neuroscienze Billy Dunn, e altri, si sono seduti a una tavola rotonda propugnata dalla FDA con dirigenti di Biogen, Eisai, Roche, Eli Lilly, così come quelli di importanti assicurazioni come Humana, Cigna e Kaiser Permanente.


Anche se i dettagli della loro discussione rimangono confidenziali, una guida di discussione della riunione dimostra che la FDA può cercare di diventare creativa nel confermare il beneficio clinico dell'Aduhelm, piuttosto che aspettare i nove anni perché finisca lo studio di conferma della Biogen.

"Una domanda chiave è se la convalida dell'obiettivo surrogato può avvenire in modo più rapido, anche attraverso la valutazione di prove sviluppate negli altri studi di farmaci o attraverso gli studi post-vendita", è scritto nella guida.


La guida discute anche la probabilità che farmaci simili di Eisai, Lilly e Roche che puntano l'amiloide possano ora ottenere l'approvazione, così come pianificano di coprire questi farmaci i Centri Servizi Medicare e Medicaid. Nel prendere la sua decisione, che probabilmente influirebbe anche su quelle degli assicuratori privati, i CMS potrebbero fare una delle seguenti operazioni, secondo la riunione promossa dalla FDA:

  • Negare la copertura, che secondo la guida "sarebbe senza precedenti nella storia di copertura farmaci parte B di Medicare".
  • Limitare la copertura a determinati gruppi; ad esempio, solo ai pazienti previsti nell'etichetta o ai pazienti trattati da fornitori con capacità specifiche rilevanti o caratteristiche. I CMS hanno limitato la copertura di una classe di farmaci per una grande popolazione di beneficiari di Medicare nel 2007, quando hanno preso la decisione nazionale di copertura per gli agenti stimolanti l'eritropoiesi, limitando per problemi di sicurezza la copertura solo a un sottoinsieme di pazienti.
  • Rendere contingente la determinazione di copertura in attesa della raccolta di ulteriori dati, con l'obiettivo di trovare ulteriori evidenze sulla sicurezza, l'efficacia e l'uso appropriato del farmaco nei beneficiari Medicare.


La guida nota anche la possibilità di studiare l'uso off-label (=per condizioni non previste dall'approvazione) dell'Aduhelm.

"Anche se le indicazioni della FDA per l'aducanumab sono state ristrette di recente per includere solo i pazienti in fase precoce, i CMS potrebbero estendere una copertura limitata ai pazienti con Alzheimer moderato e avanzato che partecipano al CED [copertura con sviluppo di evidenze] usando studi ben progettati, randomizzati e controllati", dice.


Raramente tanti alti funzionari della FDA si sono impegnati in conversazioni così ampie sull'approvazione di un unico farmaco, ma stanno ora emergendo i gravi problemi economici e di sicurezza dell'Aduhelm.

 

 

 


Fonte: Zachary Brennan in Endpoints News (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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