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Sabato 30 Agosto 2014
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Incontri Caffè Alzheimer
Inizio: 18 Set 2014, 17:00
Località: Albergo Montegrappa, Via Montegrappa 8, Castelcucco (TV)
Difficoltà motorie che sopraggiungono con l'avanzare della malattia: come imparare a muoversi in sicurezza (fisioterapista)

Incontri Caffè Alzheimer
Inizio: 16 Ott 2014, 17:00
Località: Albergo Montegrappa, Via Montegrappa 8, Castelcucco (TV)
Elementi di riflessione per scegliere la Casa di Riposo (coordinatore della Casa di Soggiorno Prealpina)

Incontri Caffè Alzheimer
Inizio: 20 Nov 2014, 17:00
Località: Albergo Montegrappa, Via Montegrappa 8, Castelcucco (TV)
Lo sguardo sulla malattia raccontato da chi opera quotidianamente all'interno di un nucleo Alzheimer

Incontri Caffè Alzheimer
Inizio: 18 Dic 2014, 17:00
Località: Albergo Montegrappa, Via Montegrappa 8, Castelcucco (TV)
Momenti di feste e incontri in famiglia: come mantenere le tradizioni ed imparare a viverle bene insieme a "loro" (familiari)


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gli-aspetti-culturali-del-caregivingGli aspetti culturali del caregiving
29 Agosto 2014 - Un medico del pronto soccorso mi ha chiamato perchè mi "prendessi cura di" Mr Jones, un 67enne afro-americano con una storia di Alzheimer (AD), ipertensione e diabete. Era accompagnato da sua figlia più giovane, June. Quando sono entrata nella sala d'esame, il signor Jones mi ha guardato con occhio torvo, digrinando i denti. Ha stretti i pugni, si è agitato sulla sedia, e si è sporto in avanti, pro...

il-sistema-monoaminergico-e-il-suo-presunto-ruolo-nellalzheimerIl sistema monoaminergico e il suo presunto ruolo nell'Alzheimer
29 Agosto 2014 - Si crede che le placche di amiloide-β si accumulino nelle fasi iniziali dell'Alzheimer, portando allo sviluppo dei sintomi, come la perdita di memoria. Le placche si formano quando la proteolisi enzimatica della proteina precursore dell'amiloide (APP) per mezzo della β-secretasi, forma l'oligomero tossico amiloide-β misfolded [mal ripiegato]. Basandosi sulle precedenti scoperte degli effetti del ci...

la-rivoluzione-della-fisica-quantistica-nelle-scansioni-funzionera-anche-per-il-cervelloLa rivoluzione della fisica quantistica nelle scansioni: funzionerà anche per il cervello?
29 Agosto 2014 - I ricercatori dell'«Institute for Quantum Optics and Quantum Information» (IQOQI), del «Vienna Center for Quantum Science and Technology» (VCQ) e dell'Università di Vienna, hanno sviluppato una tecnica di imaging quantistico radicalmente nuova con caratteristiche sorprendentemente controintuitive. Hanno ottenuto per la prima volta un'immagine senza mai rilevare la luce usata per illuminare l'oggetto r...

stimolazione-elettrica-aumenta-la-memoria-lesa-dallalzheimerStimolazione elettrica può aumentare la memoria lesa anche dall'Alzheimer
29 Agosto 2014 - Stimolando una particolare area del cervello tramite la somministrazione non invasiva di corrente elettrica con impulsi magnetici (stimolazione magnetica transcranica) si migliora la memoria, secondo un nuovo studio della Northwestern Medicine®. La scoperta apre un nuovo ambito di possibilità per il trattamento dei deficit di memoria causati da condizioni come l'ictus, l'Alzheimer iniziale, il t...

le-radici-evolutive-dellaltruismo-umanoLe radici evolutive dell'altruismo umano
28 Agosto 2014 - Gli scienziati stanno da tempo cercando di capire il fattore che induce gli esseri umani a comportarsi così spesso in modo altruistico. Si sa che gli esseri umani condividono questa tendenza con le specie di piccoli primati latino-americani della famiglia Callitrichinae (tamarini e marmose), portando alcuni a suggerire che la cura cooperativa per i giovani, che è onnipresente in questa famiglia, è re...

un-nuovo-studio-contesta-la-causa-finora-conosciuta-della-depressioneUn nuovo studio contesta la causa finora conosciuta della depressione
28 Agosto 2014 - Nuove evidenze mettono in dubbio che la carenza di serotonina (un messaggero chimico nel cervello) abbia un ruolo centrale nella depressione. Nella rivista ACS Chemical Neuroscience, gli scienziati riferiscono che dei topi privi della capacità di produrre serotonina nel cervello (e che quindi dovrebbero essere "depressi" secondo l'opinione convenzionale) non hanno mostrato sintomi di tipo ...

composto-di-marijuana-puo-darci-un-trattamento-per-lalzheimerComposto di marijuana può darci un trattamento per l'Alzheimer
28 Agosto 2014 - Livelli anche estremamente bassi del composto di marijuana chiamato «delta-9-tetraidrocannabinolo» (THC), possono rallentare o arrestare la progressione dell'Alzheimer, secondo le conclusioni di un recente studio condotto da neuroscienziati dell'Università del Sud Florida. I risultati degli esperimenti su un modello cellulare della malattia sono stati pubblicati on-line nel Journal of Alzheimer. I ...

cinque-cambiamenti-allo-stile-di-vita-potrebbero-ridurre-il-rischio-di-demenzaCinque cambiamenti allo stile di vita 'potrebbero ridurre il rischio di demenza'
27 Agosto 2014 - Un sondaggio ha scoperto che una persona su cinque non crede sia possibile ridurre il proprio rischio di demenza, nonostante la crescente evidenza che la condizione è legata allo stile di vita. La ricerca invece ci suggerisce che un caso su tre della malattia potrebbe essere prevenuto da un aumento del livello di attività fisica, da una riduzione del fumo e dalla cura dei problemi di salute come l...

carenza-di-proteine-naturali-puo-essere-alla-base-della-demenzaCarenza di proteine naturali ​​può essere alla base della demenza
27 Agosto 2014 - Scienziati dell'Università di Warwick hanno fornito la prima prova che la mancanza di una proteina naturale è legata ai primi segni di demenza. La ricerca, pubblicata su Nature Communications, ha scoperto che l'assenza della proteina MK2/3 promuove cambiamenti strutturali e fisiologici nelle cellule del sistema nervoso. Questi cambiamenti hanno dimostrato di avere una relazione significativa con i p...

chirurgia-bariatrica-potrebbe-ridurre-il-rischio-di-alzheimer-per-gli-obesiChirurgia bariatrica potrebbe ridurre il rischio di Alzheimer per gli obesi
27 Agosto 2014 - La chirurgia per la perdita di peso può frenare le alterazioni dell'attività cerebrale associate all'obesità e migliorare la funzione cognitiva coinvolta nella pianificazione, nella strategia e nell'organizzazione, secondo un nuovo studio pubblicato nel Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM). L'obesità può danneggiare il cervello e altri organi; gli individui obesi hanno un rischio ...

allena-il-cuore-per-proteggere-la-menteAllena il cuore per proteggere la mente
26 Agosto 2014 - L'esercizio fisico per migliorare la nostra forza cardiovascolare può proteggerci dal deterioramento cognitivo che interviene con l'età, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori dell'Università di Montreal e dall'affiliato «Institut universitaire de gératrie de Montréal Research Centre». "Le arterie del nostro corpo si irrigidiscono con l'età, e si ritiene che l'indurimento dei vasi sanguigni i...

aumento-del-rischio-di-ictus-nelle-persone-con-deficit-cognitivoAumento del rischio di ictus nelle persone con deficit cognitivo
26 Agosto 2014 - Le persone con decadimento cognitivo hanno una probabilità significativamente maggiore (39%) di subire un ictus, rispetto alle persone con una funzione cognitiva normale, secondo un nuovo studio pubblicato nel CMAJ (Canadian Medical Association Journal). "Dato l'aumento notevole previsto del numero di persone anziane in tutto il mondo, i tassi di prevalenza del deficit cognitivo e dell'ictus sono ...

allenamento-alla-consapevolezza-utile-per-demenza-lieve-e-caregiverAllenamento alla consapevolezza: utile per demenza lieve e caregiver
26 Agosto 2014 - L'allenamento alla consapevolezza è risultato benefico sia per persone in uno stadio precoce di demenza, che per i rispettivi caregiver che erano nella stessa classe, riducendo la depressione e migliorando il sonno e la qualità della vita, secondo un nuovo studio della Northwestern Medicine. "La malattia è impegnativa per la persona interessata, per i familiari e i caregiver", ha detto l'autore pr...

cambiamenti-negli-occhi-possono-prevedere-i-cambiamenti-nel-cervelloCambiamenti negli occhi possono prevedere i cambiamenti nel cervello
26 Agosto 2014 - I ricercatori dei Gladstone Institutes e dell'Università di California di San Francisco hanno dimostrato che una perdita di cellule nella retina è uno dei primi segni di demenza frontotemporale (FTD) nelle persone che hanno il rischio genetico per il disturbo, anche prima che si evidenzino eventuali cambiamenti nel loro comportamento. Nello studio pubblicato ieri nel Journal of Experimental Medicine, ...

alzheimer-quanto-presto-vuoi-sapereAlzheimer: quanto presto vuoi sapere?
25 Agosto 2014 - Sei smemorato ultimamente? Qualche difficoltà di concentrazione? Difficoltà a ricordare i nomi? Se rispondi "sì" anche ad una sola di queste domande, è probabile che qualcuno voglia che tu vada ad una clinica per esaminare la tua memoria. E non è perché c'è un nuovo trattamento efficace per la demenza. Magari ci fosse. La terapia per la demenza rimane un paesaggio desolante. E anche se sappiamo che ...

disuguaglianze-di-genere-nella-sanita-le-donne-sentono-di-ammalarsi-di-piuDisuguaglianze di genere nella sanità: le donne sentono di ammalarsi di più
25 Agosto 2014 - Un nuovo studio del progetto europeo SOPHIE ha valutato la relazione tra il tipo di politiche familiari e le disuguaglianze di genere nella sanità in Europa. I risultati dimostrano che i paesi che hanno politiche tradizionali per la famiglia (Europa centrale e meridionale) e i paesi con politiche contraddittorie (Europa Orientale), presentano le maggiori disuguaglianze nella salute auto-percepita: le ...

si-invecchia-per-quello-che-si-mangia-si-possono-ringiovanire-le-cellule-immunitarieSi invecchia per quello che si mangia? Si possono ringiovanire le cellule immunitarie
25 Agosto 2014 - I ricercatori della University College London (UCL) hanno dimostrato come nel processo di invecchiamento sia coinvolta l'interazione tra alimentazione, metabolismo e immunità. I due nuovi studi, finanziati dal «Biotechnology and Biological Sciences Research Council» (BBSRC), potrebbero contribuire a migliorare la nostra immunità alle malattie attraverso l'intervento dietetico e contribuire a rendere ...

obesita-in-gioventu-e-mezza-eta-alza-il-rischio-di-demenza-in-vecchiaiaObesità in gioventù e mezza età alza il rischio di demenza in vecchiaia
24 Agosto 2014 - I risultati di una ricerca dimostrano che l'età in cui una persona è obesa sembra essere un fattore cruciale, con l'apparente triplicazione del rischio per le persone che hanno da 30 a 40 anni. Le stime suggeriscono che quasi 66 milioni di persone in tutto il mondo avranno la demenza entro il 2030, numero che si prevede raggiungerà i 115 milioni entro il 2050. È sempre più evidente che l'obesità è l...

un-farmaco-ottenuto-dal-melograno-per-arginare-alzheimer-e-parkinsonUn farmaco ottenuto dal melograno per arginare Alzheimer e Parkinson
24 Agosto 2014 -   L'insorgenza dell'Alzheimer può essere rallentata se alcuni dei suoi sintomi sono frenati da un composto naturale che si trova nel melograno, che potrebbe anche ridurre l'infiammazione dolorosa che accompagna le malattie come l'artrite reumatoide e il Parkinson. Questi i risultati di un progetto biennale guidato dallo scienziato Dr Olumayokun Olajide della University of Huddersfield, ...

-laddestramento-mentale-mirato-puo-aiutare-a-migliorare-il-multitaskingL'addestramento mentale mirato può aiutare a migliorare il multitasking
21 Agosto 2014 - L'area del cervello coinvolta nel multitasking [eseguire più compiti contemporaneamente] e i modi per addestrarla sono stati individuati da un gruppo di ricerca dell'«Institut Universitaire de IUGM Gériatrie de Montréal» e dell'Università di Montreal. La ricerca include un modello per prevedere meglio l'efficacia di questa formazione. Cucinare conversando, guardare un film durante la navigazione sul W...

terapia-sperimentale-cerca-di-rallentare-la-progressione-dellalzheimer-da-lieve-a-moderatoTerapia sperimentale cerca di rallentare la progressione dell'Alzheimer da lieve a moderato
21 Agosto 2014 - I pazienti con Alzheimer da lieve a moderato al momento non hanno opzioni di trattamento per rallentare il deterioramento delle cellule cerebrali. I ricercatori del Nantz National Alzheimer Center dello Houston Methodist stanno studiando un farmaco sperimentale che si propone di fare proprio questo. Il T-817MA si concentra sulla prevenzione della perdita di cellule cerebrali e sul rallentamento...

infermieri-motivati-dallaiuto-agli-altri-sono-piu-propensi-allesaurimentoInfermieri motivati dall'aiuto agli altri sono più propensi all'esaurimento
20 Agosto 2014 - Gli infermieri che sono motivati principalmente dal desiderio di aiutare gli altri, piuttosto che dal piacere per il lavoro in sè stesso o dallo stile di vita che esso rende possibile, sono più inclini all'esaurimento sul posto di lavoro, dicono ricercatori dell'Università di Akron. L'infermieristica è ancora una professione prevalentemente femminile, ed essere femmina è associato con l'assistenza, il...

le-figlie-assistono-meglio-che-possono-i-genitori-anziani-i-figli-meno-che-possonoLe figlie assistono meglio che possono i genitori anziani, i figli meno che possono
20 Agosto 2014 - E' molto meglio per i genitori avere figlie, se vogliono essere assistiti nella loro vecchiaia, suggerisce un nuovo studio, che rileva che le donne sembrano dare al genitore anziano più assistenza che possono, mentre gli uomini contribuiscono il meno possibile. "Considerando che l'ammontare di assistenza che le figlie danno al genitore anziano è associato con i vincoli che devono affrontare, come i...

il-pesce-zebra-ci-aiuta-a-svelare-lalzheimerIl pesce-zebra ci aiuta a svelare l'Alzheimer
20 Agosto 2014 - Nuove conoscenze fondamentali sulla regolazione delle cellule staminali nel tessuto nervoso degli embrioni di pesce-zebra hanno dato informazioni sorprendenti sui processi patologici neurodegenerativi nel cervello umano. Un nuovo studio condotto da scienziati del VIB e KU Leuven identifica le molecole responsabili di questo processo.   Zebrafish come modello Il pesce zebra è un piccolo pesce ...

nuova-ricerca-spiega-perche-gli-anziani-tendono-ad-avere-problemi-a-dormireNuova ricerca spiega perché gli anziani tendono ad avere problemi a dormire
20 Agosto 2014 - Invecchiando, le persone hanno spesso difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno, e tendono a svegliarsi troppo presto alla mattina. Nei soggetti con Alzheimer questo sintomo dell'invecchiamento, comune e preoccupante, tende ad essere particolarmente pronunciato, causando spesso confusione notturna e vagabondaggio. Ora, uno studio condotto da ricercatori del Beth Israel Deaconess Medical ...

come-riescono-delle-cellule-rettali-a-diventare-neuroni-capire-la-transdifferenziazioneCome riescono delle cellule rettali a diventare neuroni? Capire la transdifferenziazione
19 Agosto 2014 - Come può una cellula specializzata cambiare la sua identità? Un team dell'Institut de Génétique et de Biologie Moléculaire et Cellulaire (CNRS/INSERM/Université de Strasbourg) ha studiato un esempio naturale di questo fenomeno, efficace al 100%, che si chiama transdifferenziazione. Tale processo, mediante il quale alcune cellule perdono le loro caratteristiche per acquisire una nuova identità, potreb...

la-depressione-nel-parkinson-spesso-non-e-diagnosticataLa depressione nel Parkinson spesso non è diagnosticata
18 Agosto 2014 - La depressione è nota per essere un sintomo comune del Parkinson, ma rimane non trattata per molti pazienti, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori della Northwestern University in collaborazione con la National Parkinson’s Foundation (NPF). In effetti la depressione è il sintomo non motorio più diffuso del Parkinson, una malattia neurodegenerativa cronica di solito associata con la disf...

la-metilazione-del-dna-coinvolta-nellalzheimerLa metilazione del DNA coinvolta nell'Alzheimer
18 Agosto 2014 - Un nuovo studio condotto da ricercatori del Brigham and Women Hospital (BWH) e del Medical Center della Rush University rivela come i primi cambiamenti nella metilazione del DNA del cervello siano coinvolti nell'Alzheimer. La metilazione del DNA è una alterazione biochimica dei mattoni costitutivi del DNA ed è uno dei marcatori che indicano se il DNA è aperto e biologicamente attivo in una de...

nuova-strategia-per-combattere-la-demenza-frontotemporale-e-la-slaNuova strategia per combattere la demenza frontotemporale e la SLA
15 Agosto 2014 - Un team di ricercatori della Mayo Clinic e del The Scripps Research Institute in Florida hanno sviluppato una nuova strategia terapeutica per combattere il fattore di rischio genetico più comune per due malattie neurodegenerative: sclerosi laterale amiotrofica (SLA o Lou Gehrig) e demenza frontotemporale (FTD). Nell'edizione del 14 agosto di Neuron, essi riferiscono anche la scoperta di un potenziale ...

gene-collegato-a-una-malattia-e-cruciale-per-lo-sviluppo-della-memoria-normaleGene collegato a una malattia è cruciale per lo sviluppo della memoria normale
14 Agosto 2014 - Sono passati più di 20 anni da quando gli scienziati hanno scoperto che le mutazioni nel gene huntingtina causano la condizione neurologica devastante e progressiva chiamata Malattia di Huntington, che coinvolge movimenti involontari, disturbi emotivi e deterioramento cognitivo. Sorprendentemente poco, tuttavia, sappiamo sul ruolo del gene nell'attività cerebrale normale. Ora, uno studio del campus d...

labuso-verbale-sugli-anziani-un-disturbo-alla-qualita-della-vitaL'abuso verbale sugli anziani: un disturbo alla qualità della vita
14 Agosto 2014 - Una ricerca ha determinato che il maltrattamento verbale è una preoccupazione molto diffusa tra gli anziani nelle cliniche di cure primarie a causa della sua relazione con gli esiti di salute mentale negativi, che includoono uno scarso funzionamento sociale e una grave depressione. Lo studio è stato pubblicato di recente online sul Journal of Elder Abuse & Neglect ed è stato eseguito da un gruppo ...

un-microscopio-spillo-per-vedere-cosa-succede-nel-cervelloUn microscopio-spillo per vedere cosa succede nel cervello
14 Agosto 2014 - Un team dell'Università dello Utah ha scoperto un metodo per trasformare un piccolo ago da 30 Euro in un microscopio 3-D in grado di scattare immagini fino a 70 volte più piccole della larghezza di un capello umano. Questo nuovo metodo non solo produce immagini di alta qualità paragonabili ai microscopi molto più costosi, ma può essere impiantato nel cervello di topi viventi per l'imaging a livello ce...

declino-delle-funzioni-quotidiane-con-lalzheimer-dipende-da-una-ridotta-attivita-cerebrale-Declino delle funzioni quotidiane con l'Alzheimer dipende da una ridotta attività cerebrale
14 Agosto 2014 - Il declino nel funzionamento quotidiano nell'Alzheimer è legato alle alterazioni dell'attività in alcune regioni del cervello, secondo uno studio pubblicato nel numero di agosto 2014 del Journal of Alzheimer. Il deterioramento delle attività strumentali della vita quotidiana (l'impossibilità di assolvere le attività quotidiane di alto livello, come la gestione delle finanze, ricordare gli appu...

non-solo-ippocampo-altra-area-del-cervello-e-cruciale-per-la-memoria-contestualeNon solo ippocampo: altra area del cervello è cruciale per la memoria contestuale
14 Agosto 2014 - Ricercatori del Dartmouth College dimostrano in un nuovo studio che una parte del cervello poco studiata in precedenza, la corteccia retro-splenica, è essenziale per formare le basi delle memorie contestuali, che ci aiutano a ricordare eventi che vanno dai disastri globali a dove abbiamo parcheggiato l'auto. Un aspetto importante della memoria è la capacità di ricordare il luogo fisico, o co...

lalfabetizzazione-digitale-riduce-il-declino-cognitivo-degli-anzianiL'alfabetizzazione digitale riduce il declino cognitivo degli anziani
13 Agosto 2014 - Con uno studio pubblicato in The Journals of Gerontology l'8 luglio, dei ricercatori hanno trovato un legame tra alfabetizzazione digitale e una riduzione del declino cognitivo. Questa ricerca, guidata da Andre Junqueira Xavier alla Universidade do Sul de Santa Catarina, è la prima importante a dimostrare che l'alfabetizzazione digitale (la capacità di impegnarsi, pianificare ed eseguire azioni d...

creato-tessuto-di-tipo-cerebrale-funzionale-in-3dCreato tessuto di tipo cerebrale funzionale in 3D
12 Agosto 2014 - Bioingegneri hanno creato un tessuto tridimensionale simile a quello cerebrale che funziona come (e ha caratteristiche strutturali simili) al tessuto nel cervello di ratto e può essere tenuto in vita in laboratorio per più di due mesi. Come prima dimostrazione del suo potenziale, i ricercatori hanno usato il tessuto di tipo cerebrale per studiare i cambiamenti chimici ed elettrici che avvengono i...

si-puo-avere-cognizione-normale-senza-apolipoproteina-e-fattore-di-rischio-dellalzheimerSi può avere cognizione normale senza apolipoproteina E, fattore di rischio dell'Alzheimer?
12 Agosto 2014 - Un paziente quarantenne Californiano evidenzia una normale funzione cognitiva, anche se non ha l'apolipoproteina E (apoE), ritenuta importante per la funzionalità del cervello, ma una mutazione della quale è anche un noto fattore di rischio per l'Alzheimer (AD). I ricercatori suggeriscono che questo potrebbe implicare che delle terapie per ridurre l'apoE nel sistema nervoso centrale potrebbero un g...

malattia-rara-mostra-uno-dei-meccanismi-alla-base-dellalzheimerMalattia rara mostra uno dei meccanismi alla base dell'Alzheimer
12 Agosto 2014 - Ricercatori della University of California di San Diego hanno identificato il meccanismo attraverso il quale una rara malattia neurodegenerativa ereditaria causa debolezza muscolare spesso invalidante negli uomini, oltre a ridurne la fertilità. Lo studio, pubblicato il 10 agosto sulla rivista Nature Neuroscience, dimostra che una mutazione del gene da tempo riconosciuto cruciale per lo sviluppo ...

la-forma-di-demenza-peggio-diagnosticata-lascia-pazienti-e-medici-impreparatiLa forma di demenza peggio diagnosticata lascia pazienti e medici impreparati
09 Agosto 2014 - La demenza a Corpi di Lewy (LBD) è la forma peggio diagnosticata di demenza, visto che sono necessari in media più di 18 mesi e tre medici per ricevere una diagnosi corretta. Anche se è seconda solo all'Alzheimer come causa di demenza progressiva, colpendo 1,3 milioni di americani, i sintomi della LBD non sono ben riconosciuti da molti medici, dai medici di assistenza primaria e soprattutto dagli al...

funzioni-cerebrali-lente-sono-legate-ad-un-maggiore-rischio-di-ictus-e-morteFunzioni cerebrali lente sono legate ad un maggiore rischio di ictus e morte
08 Agosto 2014 - Le abilità cognitive come la memoria e l'attenzione non sono importanti solo dopo un ictus, ma anche PRIMA, secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Stroke dell'American Heart Association. Studi precedenti avevano dimostrato che una scarsa salute cardiovascolare può aumentare il rischio di deterioramento cognitivo, come i problemi di memoria e l'apprendimento. Tuttavia l'idea opposta (che il d...

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